Da una frase di Friends

You know, I just always pictured myself doing something…something.

Chandler Bing – Friends (S1 Ep15)

In un momento in cui avevo voglia di distrarmi, mi sono ritrovata a riguardare una puntata di Friends. E tra una battuta e l’altra, quella frase mi ha colpita come se fosse stata scritta apposta per me, in quel preciso momento, con la mente piena di pensieri. Mi sono rivista in Chandler, che fatica a capire quello che vuole, che vorrebbe trovare la propria strada, e decifrare quei sogni che non sa nemmeno di avere. “Ma è solo una sitcom”, direte voi. Ma quando hai una mente portata per l’overthinking è inevitabile riconoscersi anche nelle più improbabili situazioni. “Fare qualcosa”, chi non lo ha mai sognato? Qualcosa di concreto, qualcosa che lasci un segno, qualcosa che non venga dimenticato. Qualcosa… di un po’ straordinario. Tutti, forse, desideriamo essere ricordati. E con questo non intendo diventare famosi, stelle dell’arte o dello spettacolo, rinomati imprenditori o celebrità di successo. Si può essere straordinari anche rimanendo nel proprio mondo, circondati dagli affetti di una vita. Si può “fare qualcosa” anche senza andare a cercarlo altrove, scalare una vetta o puntare al cielo. In fondo Chandler non aspira a chissà quale carriera, lui vuole solo trovare ciò che lo rende felice. Ha 26 anni, un lavoro, degli amici, eppure si pone quella stessa domanda che tutti prima o poi ci facciamo: qual è il mio ruolo? Il mio posto nella società? E’ ciò che ti fa mettere in discussione, che illumina tutte quelle strade che fingevamo di non vedere, perché era più comodo restare fermi e sentirsi al sicuro, è ciò che ci fa sentire vivi, pronti alle nuove sfide, determinati a cambiare passo, perché si può sempre migliorare. Una domanda, soltanto una domanda per farci riflettere su tutto quello che potremmo ancora costruire. Così riscopriamo anche quei sogni dei bambini, che immaginano l’età adulta come un grande castello, e ci prende la voglia di crearne uno nostro, di carte, di mattoni, o con un tratto di matita, non importa, purché sia unicamente il nostro rifugio. Anche quel castello può essere il nostro “straordinario”. Magari lo vedremo soltanto noi, magari vi ospiteremo gli amici più cari, o magari organizzeremo feste con cento persone. Dipende, da chi siamo, da ciò che sogniamo, da quello che ci fa stare bene. Non è detto che sia facile realizzarlo, trovare il tempo o il coraggio per inseguirlo, in fondo abbiamo sempre le giornate piene, con la fretta in tasca e l’agenda a urlarci in testa, ma basta fermarsi un attimo, anche per pochi minuti, o per una puntata di mezz’ora di Friends. Ed ecco che una qualunque battuta ci fa riflettere, mescolando le carte e ricordandoci che vale la pena sognare. Tutti possiamo essere straordinari, se lo vogliamo davvero.

7 pensieri su “Da una frase di Friends

    • Penso che kikkakonekka abbia riassunto abbastanza il mio sogno, “lasciare un ricordo”, nelle persone a cui tengo e quelle che incontrerò in futuro. Nel concreto forse il più è capire che tipo di ricordo e come costruirlo, ma anche come mantenerlo vivo mentre il tempo passa

      • Grazie mille per questa bellissima risposta! Colgo l’occasione per dirti che ho appena pubblicato un nuovo post, in cui racconto com’è nata una delle storie d’amore più belle di sempre… spero che ti piaccia! 🙂

  1. Il mio ruolo, oppure obiettivo ultimo, credo che sia quello di lasciare un buon ricordo di me e di fare di tutto per il benessere della mia famiglia, specialmente del figlio. Sperando che lui lo capisca.

    Non ho mire altisonanti, tipo “lasciare il segno” o fare cose eclatanti.
    Fare il mio piccolo, ma fatto bene, è il mio scopo.

    • Beh però io lo faccio rientrare nel concetto di “lasciare il segno”, nel proprio mondo circoscritto di affetti. In fondo il ricordo è un segno, ed è un po’ anche quello che desidero anch’io

  2. Tutti noi aspiriamo a lasciare un ricordo, una piccola traccia. Secondo Foscolo, che era materialista, l’unica sopravvivenza per l’essere umano è essere ricordato da qualcuno che ancora vive. Finché qualcuno ti ricorderà, continuerai a esistere. “Sol chi non lascia eredità di affetti poca gioia ha nell’urna”

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