Lettera per i 18 anni di L.

Cara L., sei la prima persona a cui voglio bene che compie la maggiore età. Inutile dirti che ti faccio tutti gli auguri possibili per una persona come me, timida, e tu lo sai, ma piena di cuore. Non lo dico per vantarmi, e certo i miei errori li ho fatti, con te soprattutto. E di questo mi dispiace. Tante volte ti ho voltata le spalle, o ti ho pugnalata quando le spalle le avevi voltate tu. Non saprei nemmeno dirti perché l’ho fatto, forse per insicurezza, o per quelle persone di cui mi ero circondata per amore. Ma questo non te l’ho mai detto, non ti ho mai nemmeno chiesto scusa per la mia assenza e il mio ignorarti senza riflettere. Eppure ci sei sempre stata. Così, senza chiedermi mai nulla, senza pretendere nulla, senza scomparire mai. Abbiamo avuto un rapporto strano, noi due. Sei stata la prima a notarmi nella massa e la prima a prendermi per mano quando avevo bisogno di aiuto, e pensare che avevo bisogno proprio di te, dei pomeriggi a casa tua, della tua serietà e del tuo essere infantile che ancora adesso ci accomuna. Ma sei stata anche la prima che ho rischiato di perdere per la mia folle volontà di cambiare. Ci siamo perse e ritrovate tante volte, e non certo per colpa tua. Me ne rendo conto, non sono per te l’amica perfetta, quella che ti aspetta sempre ed è sempre sincera, non lo sono stata. Chi lo sa, forse avremo il tempo per rimediare, ora che sei adulta, ed io ancora bambina. Ma in te ho trovato tanto di ciò che è anche mio, e non me ne dimentico. Come quando, pochi giorni fa, mi dicevi che eri pentita, che la festa non la volevi fare, che non te ne frega niente. Lo sai, io ti devo ringraziare. Sì, di tante cose. Di amare il nero, come me. Di avermi aiutata sempre senza che io avessi fatto nulla per te. Di avermi accolta quando le ferite facevano più male. Di avermi fatto ridere nella semplicità. Di aver parlato con me sin dal primo giorno. Di avermi guardata con occhi diversi dagli altri. Di avermi fatto capire qual è la strada giusta per me. In cambio non posso darti niente, come al solito, e forse non posso nemmeno prometterti che imparerò. Perché scusami, ma a volte sbaglio anch’io. Sbaglio e rischio ogni volta di farti del male, ma credimi, non voglio, non lo meriti, e lo so. Sono io che a volte mi lascio trasportare da un istinto che non ti rende giustizia, né al nostro rapporto. Eppure sento che tu sei una delle poche che ci sarà sempre, e per cui io ci sarò, forse non sempre, mi conosco, tendo a prendermi delle ferie, ma poi torno, fidati che torno. Io ti ringrazio anche perché sei la prima che ho potuto chiamare amica, la prima che d’estate non è scomparsa in tre mesi di mare, la prima che condivide con me una mamma un po’ rigida a cui in fondo vogliamo bene, la prima che a volte si domanda se sia strano il mondo o noi stesse. In effetti, sei stata la prima tante volte. E con te so che posso ridere e parlare della vita, perché sei tra le poche che sa ascoltare e tra le poche che sa rispondere. Lo so, ho fatto degli errori, e intanto ti scrivo tutte queste belle cose. Per un attimo sono stata anche indecisa se venire alla tua festa di compleanno. Lo sai che odio le discoteche, la confusione, quella musica, la sensazione di dovermi divertire per forza perché lo fanno tutti. Però verrò lo stesso. Te l’ho promesso, non posso sparire, non proprio oggi. Non saprei dire che cosa ci unisca così, con un filo forte e sottile, forse le nostre somiglianze, le nostre abitudini, i nostri interessi. Facciamo anche lo stesso sport! Ma nonostante questo ogni chiacchierata è sempre nuova, per me, anche quando le nostre passeggiate si ripetono uguali per giorni, lungo la stessa strada. E ti ringrazio anche di questo, perché con te non ci si annoia mai. Mi hai insegnato ad essere me stessa, ed è grazie a te se ho potuto rimediare ai miei errori, per quanto possibile. Ma forse questa lettera così lunga è ormai il momento di chiuderla, gli auguri te li ho fatti, ti ho fatto anche un regalo, e queste righe chi lo sa se vorrai leggerle o se ne avrai il tempo. Ma gli auguri te li faccio di nuovo, in fondo i diciotto anni non si compiono tutti i giorni. Ti vedo grande e allo stesso tempo sempre la stessa. Credo tu abbia ragione: non cambia proprio niente. Né quella festa, né questa notte in cui la tua carta d’identità comunicherà al mondo che puoi già iscriverti a scuola guida.

Auguri, L., tantissimi!

4 commenti Aggiungi il tuo

  1. kikkakonekka ha detto:

    Non può solo iscriversi alla scuola guida, ma anche firmare contratti e magari sposarsi, oppure votare o tantissime altre cose.

    Comunque la tua è una lettera davvero bella.
    Mi viene in mente del mio migliore amico, si chiama Andrea come me, con il quale litigammo di brutto molti anni fa. Motivi di donne, anzi “una donna” sola.
    Stupenda, lei, ci fece innamorare entrambi, e ci mise uno contro l’altro.
    Ma passato il periodo di sbandamento diventammo ancora più amici, e oggi quando ricordiamo Lara lo facciamo sorridendo.

    Ciao

    K!

    1. ehipenny ha detto:

      È vero, penso che a volte i litigi e la successiva capacità di sistemare le cose rafforzino i legami di amicizia… ovviamente se ci si tiene davvero, altrimenti è un attimo per rompersi… 😉

  2. enricogarrou ha detto:

    Prima di tutto auguri grandi a L. Poi ti confesso che le hai scritto una lettera bellissima, sarà sicuramente felice dopo averla letta. Un abbraccio

    1. ehipenny ha detto:

      Ti ringrazio molto! Lo spero 😉
      Un abbraccio forte

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