I ringraziamenti della tesi di laurea

Finita la tesi di laurea, restano solo i ringraziamenti. Quell’ultima pagina di un volume che finirà dentro una libreria, e che ogni tanto verrà sfogliato ricordando gli anni universitari. Quella pagina è ancora bianca, dopo un giorno in cui l’ho fissata tamburellando sulla tastiera. Perchè è così difficile? Perchè è così diverso da un foglio bianco che non vedrà nessuno? Guardo il cursore e immagino la tesi stampata, tra le mie mani in quel giorno così speciale, e le parole mi sfuggono tra le dita. Sarà il momento, l’occasione, o semplicemente il fatto che ci tengo davvero. Mi costringo a guardarmi indietro, a ripercorrere questi cinque anni, e mi sembra assurdo che il tempo sia volato così. Un periodo bellissimo, pieno di esperienze, di incontri, di traguardi, di ricordi, e in quella pagina di ringraziamenti vorrei che ci fosse tutto, anche nascosto tra le righe, perché lo spazio a me non basterà mai. So che è una formalità, ma quei ringraziamenti li vorrei scrivere col cuore. E visto che sono prolissa, quelli ufficiali li ho dovuti accorciare.

Arrivare alla fine di un cammino porta sempre con sé un bilancio, e in conclusione di questo elaborato è giunto il momento di dedicare alcune parole di ringraziamento a tutti coloro che hanno contributo al completamento del mio percorso universitario.

Grazie alla mia professoressa, che ha raccolto una decina di studenti disperati senza un relatore, e anche solo con una firma ha permesso loro di raggiungere la laurea. Una presenza evanescente, ma pur sempre una guida, un punto di riferimento, una persona che ha creduto nei nostri progetti più degli altri. Da dietro uno schermo ci ha seguiti uno ad uno, e magari avremmo voluto un consiglio un più, una migliore attenzione, una risposta a quelle email cadute nell’oblio, ma in fondo a quel traguardo dovevamo arrivarci noi, e così è stato: noi, con la nostra tesi in mano, e una persona alle nostre spalle che ci ha dato fiducia.

Grazie alla professoressa ***, relatrice di questa tesi di laurea, per avermi guidata in questi ultimi mesi del mio percorso, fin dalla scelta dell’argomento, con grande disponibilità, chiarezza e cortesia.

Grazie a tutti quelli che si sono fatti intervistare, o che hanno speso cinque minuti per compilare il questionario. Mi ero promessa che due parole le avrei dedicate anche a loro, perché sembra scontato, ma in un mondo in cui siamo sempre di fretta, sempre di corsa, sempre un po’ distratti, concedere un po’ di attenzione ad un messaggio, rispondere a un paio di domande o compilare qualche crocetta, ecco, a volte può fare la differenza. Pensavo che 200 risposte non le avrei mai raccolte, invece ho scommesso una pizza e l’ho persa in poche settimane.

Grazie a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione della tesi, dedicandomi minuti del proprio tempo per partecipare alle interviste e compilare il questionario.

Grazie ai miei genitori, per talmente tanti motivi che finirei lo spazio. Grazie per avermi dato l’opportunità di arrivare fino a qui, assecondando le mie scelte e dandomi sempre un buon consiglio. Grazie per esserci stati sempre, con un “In bocca al lupo” e un complimento per il voto, come un tifo un po’ in disparte che mi ha accompagnata durante il viaggio. Grazie per avermi sopportata anche quando ero di malumore, bloccata in casa dalla pandemia, arrabbiata con un professore, o semplicemente metereopatica, perché son fatta così. Grazie per tutto quello che mi avete insegnato, i valori che mi avete trasmesso, la fiducia che mi avete dato, la vita che mi avete permesso di costruire, e l’amore che non mi avete mai fatto mancare.

Grazie ai miei genitori, per avermi dato l’opportunità di arrivare fino a qui, con la loro presenza e il loro sostegno incondizionato. Grazie per tutto quello che mi avete insegnato, i valori che mi avete
trasmesso, la fiducia che mi avete dato, e la vita che mi avete permesso di costruire.

Grazie alla mia famiglia, quella al completo, che si riunisce per i compleanni e ad ogni Natale. Quella che ogni tanto diamo per scontata, quella a cui scriviamo di rado, quella che sa sempre tutto di noi, anche se in modo diretto non lo chiede. Grazie per quella presenza costante e piena d’affetto, per gli auguri prima di un esame, per le domande sul mio corso di studi, e per la curiosità di chiedere sempre qualcosa di me. Grazie in particolare a mio nonno, l’ultimo rimasto, che l’università sa a mala pena cosa sia, ma ogni volta mi guarda con orgoglio, mi chiede quando sia la laurea, e mi dice che sono brava. So che anche se ci vediamo poco, lui ci pensa sempre.

Grazie alla mia famiglia, quella al completo, per la presenza costante e piena d’affetto che mi ha accompagnata in tutti questi anni.

Grazie alle mie amiche, il mio gruppo di sette persone, che ormai mi sembra di conoscere da una vita. A loro devo talmente tanti grazie, per tutti quei momenti che abbiamo vissuto insieme. Grazie per le serate, gli aperitivi, i pomeriggi di shopping, i compleanni, le vacanze, le risate e i discorsi seri, avete riempito ogni spazio vuoto di questo viaggio, e lo avete fatto senza chiedere niente, solo mettendovi al mio fianco e accompagnandomi lungo la via. Grazie per essere il mio rifugio, il mio punto di riferimento, anche se parlo poco e tante cose le tengo per me, anche se siamo diverse e non sempre la pensiamo uguale, anche se capita di non vedersi per settimane, ma poi basta un abbraccio ed è come se il tempo non passasse mai. Grazie per avermi insegnato il valore dell’amicizia, che a volte ha solo bisogno di quei piccoli gesti, di quelle semplici occasioni, di esserci anche solo con una parola, per diventare qualcosa di speciale.

Grazie al mio gruppo di amiche, che sono al mio fianco dal primo giorno, e sono per me un punto di riferimento importante. Grazie per avermi accolta nonostante la mia timidezza e per tutti i momenti
speciali che abbiamo vissuto insieme.

Grazie a tutti gli amici che ho incontrato, che mi sono stati accanto da sempre, o nel momento in cui avevo bisogno di loro. Grazie anche alla fortuna che ci ha fatti conoscere, chi durante una vacanza, chi davanti alla facoltà, chi tra i banchi prima di una lezione, mille occasioni diverse che sono nate da una stretta di mano, e a cui oggi sono grata per la ricchezza che mi hanno fatto scoprire. Grazie agli amici che sento sempre, perché fanno parte del mio quotidiano, e non abbiamo bisogno di scuse per organizzare un’uscita insieme, o per abbracciarsi come se non ci si vedesse da una vita. E grazie anche a chi a volte scompare, a chi vive lontano o è troppo preso dal lavoro, perché in fondo basta un messaggio per ritrovarsi, organizzare un aperitivo e perdersi nei ricordi come se gli anni potessero scorrere all’indietro. Grazie a quell’amicizia dalle infinite forme, che dà valore a tanti semplici momenti, e che ogni giorno mi insegna ad essere una persona migliore.

Grazie a tutti i miei amici, quelli che conosco da anni e quelli che ho incontrato da poco, con i quali ho condiviso tante esperienze, tante occasioni, le soddisfazioni e i momenti di sconforto, e senza i quali questo percorso non sarebbe stato la stessa cosa.

L’ultimo ringraziamento che vorrei fare è a tutte le persone che ho incrociato lungo la strada, tutte quelle che ho salutato, quelle che hanno camminato con me, e quelle che ho soltanto visto da lontano, seguendo il loro passo senza parlarci mai. Questi cinque anni sono stati forse tra i più affollati, e ad ogni bivio qualcuno si è allontanato, qualcuno si è unito a me, qualcun altro è passato di corsa lasciandomi un sorriso, e probabilmente un giorno li dimenticherò tutti, ma devo un grazie a ciascuno di loro, per aver fatto parte del mio viaggio almeno per qualche minuto. Ognuno di loro, nel proprio piccolo, mi ha lasciato qualcosa, che sia l’amore per una regione, la promessa di venirsi a trovare, o il ricordo di una breve conversazione, e di tutti questi anni è forse il dono più prezioso, quello che vorrei poter conservare per sempre, per chiudere gli occhi e riviverli come il tempo non fosse passato mai. Grazie per tutto ciò che mi avete insegnato, per i modi di dire che ho imparato, per gli accenti diversi che ho memorizzato, per le cucine che ho sperimentato, per le abitudini incompatibili che ho conosciuto. Grazie per le esperienze che abbiamo condiviso, per i caffè insieme, gli spritz al bar, le gite della domenica, le serate improvvisate, le battute di nascosto dal professore, le chiacchiere dopo lezione, le incazzature per i lavori di gruppo, gli In bocca al lupo per gli esami, i saluti casuali, o semplicemente un sorriso, un gesto da lontano, una domanda, Come stai?, o uno sguardo che ti veda davvero. In fondo siamo stati compagni dello stesso viaggio, e anche se conosciamo dell’altro soltanto il nome, conta quello che hanno saputo donarci col cuore.

Grazie anche a tutte le persone che ho incontrato, tra i banchi e fuori dall’aula, e che in un modo o nell’altro, anche in pochissimo tempo, mi hanno lasciato qualcosa.

24 pensieri su “I ringraziamenti della tesi di laurea

  1. Io ho semplicemente ringraziato un dirigente di una famosa azienda alimentare italiana per avermi fornito i dati sui quali mi sono parzialmente basato per elaborare la tesi. Nessuna dedica, nel mio caso, a genitori, professori, amici o parenti. Non volevo scontentare nessuno, per cui ho evitato tutti. Li ho ringraziati di persona.

  2. Se penso alle prime volte che ti ho letto 😂😂😂 arrabbiata,preoccupata,incazzata,ma anche entusiasta e curiosa,spiritosa e dolcissima…in attesa di completare la maturità.
    E ora guardati Pennyna…
    A breve ti chiamerò Doc!!!!
    Non fermarti mai ragazza
    Complimenti potessi ti abbraccerei.
    Sei coraggiosa e forte e come vedi PUOI fare tutto!!
    😘😘😘😘😘

  3. In bocca al lupo Penny. Che questi anni siano sempre forieri di bei ricordi a cui attingere, non solo conoscenze apprese nello studio, per il tuo futuro, che hai degnamente ringraziato nella pagina più importante di una tesi di laurea: quella dei ringraziamenti.

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