A te che hai scelto di esserci come l’ho scelto io

Sai, è da un po’ che volevo parlarti. Forse da un paio d’anni, o forse da quando ancora non ti conoscevo, ma tutti mi parlavano di te. All’epoca non ti avevo neanche mai vista, ma per me eri il simbolo di una compagnia irraggiungibile, di quel gruppo in cui non sono mai stata inclusa. Ti ho immaginata con l’invidia di una ragazzina, e con la paura di chi per amicizia era già stata ferita. Ci siamo conosciute in punta di piedi, in quei rari momenti che ci hanno avvicinate, e non sai quante volte avrei voluto chiudere quella porta, quante volte mi sono chiesta se ne valesse la pena. La verità è due ferite non si cancellano, quella vacanza mancata e quel sabato sera annullato, perché non avevo la macchina e nessuno sarebbe venuto da me. Ma c’è un’altra verità, ed è che all’epoca eri un’altra persona. E’ con orgoglio che lo dico, perché so che ad oggi, quegli errori, tu non li rifaresti mai. Altre occasioni ci hanno fatto scoprire, pagina dopo pagina, come romanzi in un linguaggio cifrato, perché nessuna di noi due è semplice da capire, nessuna di noi due si svela in poche ore. Ma in più occasioni mi hai dimostrato quella maturità che allora mi era mancata. Sei una persona onesta, determinata, con la testa sempre sulle spalle, e con i tuoi principi stretti in una mano. Non la pensiamo allo stesso modo su tutto, ma in fondo è normale. Quello che conta è che riusciamo a parlare, e lo facciamo come se ci conoscessimo da una vita. Non sono servite scuse, chiarimenti, discussioni. Ma quando è giunto il momento di scegliere, io sono venuta da te. Quando persone a te care ti hanno voltato le spalle, io ci sono stata per te. Avrei potuto stare zitta, portarmi il peso di parole cattive nei tuoi confronti, ma non l’ho fatto, perché sapevo che non lo meritavi. E mi ricordo che lo hai detto: l’ho apprezzato molto, sono cose che non dimentico. E’ stato il nostro modo di dirci: ricominciamo.

Oggi ho capito che in fondo sei una di quelle persone che alle amiche dà tutto. E nonostante il tuo carattere forte, apparentemente deciso, tu ci sei sempre per gli altri, anche quando gli altri non ci sono per te. Certo, se puoi ti allontani, ma conservi la tua storia in tasca, e non neghi mai un gesto a nessuno. Metti il cuore in tutto quello che fai, nelle relazioni che vivi, nei progetti che vuoi realizzare, e a chi con un piede prova a farti cadere tu hai coraggio di rispondere, farti spazio e mandarlo via. Ti ammiro per questo. Noi due siamo così diverse, due poli opposti del magnete, con gli stessi valori ma un modo difforme di viverli. Io sono timida, riservata, entro in punta di piedi, mentre tu, con le braccia aperte, accogli chiunque ti chieda aiuto. Io sono quella che ascolta, tu sei quella che fa domande per arrivare alla verità. Io mi aggrappo alle parole, mentre tu si celi dietro ai gesti, senza doverli spiegare. Io non sono per te un’amica importante, non c’è mai stata occasione, o tempo sufficiente per riuscire a conoscerci. Siamo come due estranee, passeggere dello stesso treno, che hanno imparato qualcosa l’una dell’altra, solo guardandosi, o sedendosi ogni tanto vicine. Spesso mi sono chiesta cosa saremmo oggi se ci fossimo incontrate prima. Ma in fondo mi basta quello che abbiamo. Una strana amicizia, da vivere giorno per giorno, che cresce a fatica ma non ha intenzione di scomparire. E per assurdo siamo le più accanite quando si tratta di difenderci, o le più interessate ai regali quando arrivano i compleanni. Perché in fondo ci teniamo davvero, anche se abbiamo una briciola e non un pezzo di pane. Ci teniamo perché c’è rispetto, stima reciproca, e forse anche un po’ di bene che stiamo imparando a dimostrare.

Vorrei dirti grazie, ma ti suonerebbe strano. Non siamo abituate a dircelo in faccia, ridiamo e scherziamo per una sera, ci confrontiamo su tante cose, ma una volta una casa, quel grazie ce lo teniamo per noi. Forse vale di più per me che per te, ma non importa. Sono felice di averti perdonata anni fa, e di averti dato la seconda occasione che meritavi. Sono felice di aver scoperto in te una bella persona, su cui so di poter contare senza nemmeno doverlo chiedere, perché entrambe sappiamo prendere una posizione. Non mi pento di essere venuta da te, quando avrei potuto restare nel mezzo, e anche se in fondo non ci conosciamo del tutto, io ti considero un’amica, di quelle che non vorrei perdere mai. Mi basta questo, vederti ogni tanto per una serata, sapere che già una volta mi hai difesa, e che al regalo del mio compleanno ci hai pensato anche tu. Non potrei chiedere altro da un rapporto nato per caso, e da due caratteri così opposti che si sono stretti la mano. Grazie di tutto, è l’unica cosa che ancora ti vorrei dire, perché te lo meriti, e perché ho sempre il timore di non riuscire a farlo capire.

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