Lettera di noi giovani ai giornali

Io vorrei spezzare una lancia a favore di quei giovani che i giornali continuano a demonizzare. Sono giovane anch’io, e sono stanca di sentirmi parte in causa, non voglio essere il capro espiatorio. Perchè non possiamo essere tutti un po’ colpevoli? Giovani, non giovani, a cosa serve generalizzare? Non è facile per nessuno. A dirla tutta, alcuni pensano che per noi sia una passeggiata, magari una specie di vacanza. Abbiamo quegli aggeggi digitali, la didattica a distanza, le videochiamate, i messaggi di Uatsapp, cosa vogliamo di più?

Eh, sapeste. Abbiamo quell’età in cui vorremmo il mondo. Ci sentiamo grandi, ma non lo siamo ancora. Ci sentiamo forti, ma dentro siamo fragili. Ci sentiamo invincibili, ma commettiamo errori. È l’età delle contraddizioni, della crescita, delle responsabilità. Discutiamo con i genitori perché ci sembra che non ci capiscano, rifiutiamo i consigli perché pensiamo di non averne bisogno, figuriamoci quando da un giorno all’altro ci dicono di chiuderci in casa. Ma lo abbiamo fatto. Tutti.

Ci è stato chiesto di non vedere più i nostri amici, e lo abbiamo fatto.

Ci è stato chiesto di non andare più a scuola, o a lezione all’università, e lo abbiamo fatto.

Ci è stato chiesto di stare otto ore davanti a un computer, e lo abbiamo fatto.

Ci è stato chiesto di vedere il mondo crollare, e abbiamo dovuto farlo. Quel mondo che avremmo voluto conquistare, perchè noi siamo così, determinati, sognatori, affamati di vita.

Ci è stato chiesto di stare attenti, e forse è qui che abbiamo sbagliato. In vacanza con gli amici abbiamo creduto di poter cambiare le cose, dimenticare tutto come se il virus potesse sparire. Siamo stati incoscienti, con quelle mascherine legate al gomito, nelle discoteche a ballare.

Ma poi ci siamo messi in riga. Siamo tornati a studiare, a uscire con la mascherina, a non abbracciare più i nostri amici. Siamo tornati a vivere con il cuore spezzato in due, perchè la vita che ci è concessa non è quella che speravamo. Lo so, qualcuno ha fatto il furbo, non tutti hanno rispettato le regole, ma forse il contrario sarebbe stato utopia. Così i colpevoli siamo diventati noi. I giovani, quelli della movida, degli assembramenti fuori dai locali.

Avete ragione.

Cosa posso dire?

Ma non è giusto che la colpa sia soltanto la nostra. Non è giusto che sui giornali si parli soltanto di noi, come se fossimo gli untori, come se fossimo tutti dei criminali. Vorrei che qualcuno si ricordasse com’è essere giovani, avere la nostra età, mille progetti da realizzare, amici da riabbracciare, un futuro da costruire. Vorrei che qualcuno pensasse a quanto può essere difficile continuare a sognare, mentre gli esperti ci ricordano che la normalità è lontana, i medici ci dicono che nei reparti si muore, gli economisti avvertono che si perderanno posti di lavoro. E poi, in fondo, saremo gli ultimi ad essere vaccinati, forse nel 2022, quindi a che serve sperare nel domani? Ma noi giovani, immersi in quelli che dovevano essere gli anni più belli della nostra vita, dobbiamo fare il nostro dovere. E’ così. Perché nessuno si può arrendere adesso, perché verranno tempi migliori, tra un anno, tra due anni, chi lo sa. Non importa se avremo perso ricordi che nessuno potrà restituirci, tempi che non avremo vissuto e occasioni che non avremo colto. Siamo giovani, e dobbiamo essere impeccabili.

Ma non abbiamo solo colpe.

Paure, rinunce, sconfitte, mancanze.

La scuola non è più la stessa, l’università non è più la stessa, uscire con gli amici non è più lo stesso, andare al cinema non è più lo stesso. Non ci sono concerti, non si può viaggiare, non possiamo abbracciare i nonni, dobbiamo proteggere i genitori. Siamo i sorvegliati speciali, e qualcuno per strada ci guarda storto, perché la colpa è comunque la nostra. Costretti ad avere coraggio, a portare in giro il sorriso, a sentirci chiamare la generazione del futuro, senza che nessuno ci spieghi come sarà questo futuro. Che cosa avremo? Un debito pubblico al 160%, una pensione che non arriverà mai, una crisi economica globale. Se ci si pensa, non poteva esserci momento peggiore per essere giovani.

Ma l’età non si sceglie. Siamo capitati nella generazione della movida, ma il sabato sera non siamo tutti lì, assembrati e senza mascherina, a vivere come se il virus nemmeno esistesse. Lo sapete, che non è così. Ci vorrebbe solo un po’ più di rispetto. Perché poi sapete come va a finire? Che i giovani onesti, quelli che da mesi stanno osservando le regole, un giorno smettono di lottare per tutti, e cominciano a lottare solo per sé stessi. In fondo non chiediamo niente. Solo di aiutarci ad aiutare. Senza pretendere la forza che non abbiamo, senza condannarci tutti per l’errore di uno solo, e senza dimenticare quello che di buono abbiamo fatto. E’ solo così che si può ricostruire un paese. Con la solidarietà, con il dialogo, e provando a capirsi una volta per tutte, perché da soli non si va da nessuna parte.

E se solo le multe servissero a qualcosa, io vi direi: fatecele. Ma poi, più avanti, provate anche a perdonarci.

21 pensieri su “Lettera di noi giovani ai giornali

  1. dove c’è assembramento, quando non si usa la mascherina, c’è pericolo di contagio. Io ho visto servizi dei Tg che mostravano i giovani della movida incuranti di tutte le precauzioni e senza i dispositivi di protezione, accalcarsi ai baretti della mia Città senza mantenere la distanza raccomandata.
    Il problema sta appunto lì dove c’è assembramento. Può accadere anche al supermercato o nei mezzi pubblici….

    • Si certo, non nego questo, solo il fatto che per i giornali i giovani sono il solo problema, quando magari ci sono giovani che rispettano le regole e si ritrovano presi in causa senza motivo

  2. Sono d’accordo con te, ci sono varie cause che concorrono. Certamente sono mesi, giorni, che non riavrete indietro, ma pensa quanto più è difficile per chi è avanti negli anni. Ogni singolo giorno diventa ancora più prezioso. Quando di è giovani le forze non mancano, si dimentica, si riparte con nuovi progetti. Non è una gara a chi perde di più o di meno. È dura, ma si può affrontare.

  3. E pensa che nei prossimi decreti imporranno il coprifuoco alle 22… Niente locali e niente uscite il sabato sera. Dobbiamo tenere duro fino alla prossima primavera purtroppo… Arriverà il momento giusto per tornare a divertirci sia per chi adora le discoteche sia per chi vuole semplicemente passare una serata in relax in un locale.

  4. Voi ragazzi, studenti, non avete colpa alcuna.
    Che colpe avreste? Di avere 25-20-15 anni?
    Di studiare?

    Tutta la mer*a che c’è in giro è tutta colpa di chi ha governato il mondo in questi ultimi 50 anni, pensando sempre all’oggi e mai al domani.

    • Forse qualcuno ha la colpa di aver fatto serate in centro assembrati, ma parliamo di percentuali, non certo tutti come fanno sembrare… Sul chi ha governato mi viene in mente la professoressa di un corso che sto seguendo ora all’università: un giorno parlando ci ha detto “io vi chiedo scusa a nome di tutti noi per il mondo che vi stiamo lasciando”, penso valga più di tanti discorsi aggiuntivi

      • Mah, la stupidità appartiene ad ogni età.
        La superficialità dei giovani è evidente negli assembramenti, ma la stupidità di chi insiste con i combustibili fossili, con l’innalzamento della temperatura del pianeta, con il mancato rispetto delle più basilari regole ecologiche… vogliamo parlarne?

  5. Hai perfettamente ragione, sto dalla parte vostra e spero vivamente vi formiate una coscienza critica e non che subiate passivamente ed obbedienti tutto quello che i giornalisti allineati vi propinamo..So che è difficile ma è fattibile. Rendiamoci conto che invece di agire sull’organizzazione dello Stato per migliorarla (tamponi ed esami più facili, farmaci efficaci più diffusi, procedure standard conosciute ed efficaci etc) ed isolare il virus, si chiude tutto.. E sono passati mesi e mesi.
    “Dove comanda la Mafia, i posti di potere vengono dati ai cretini”. Cambiamola sta realtà!

    • In quei mesi e mesi estivi ci si è occupati di riaprire le discoteche, per poi condannare tutti quelli che ci sono andati. Miglioramenti? Programmi per la seconda ondata annunciata? Zero. Ci sono regioni che non hanno nemmeno ampliato le terapie intensive pur avendo tutte le attrezzature.

  6. Ognuno di noi è colpevole delle proprie azioni, soprattutto in momenti come questo.
    Non prendetevi tutte le colpe, c’è chi ne ha molte, ma molte di più, e se avessero cuore le riparerebbero.

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