London – Storia di una breve vacanza a Londra

Venerdì 20.11.2015 Sera
Piccadilly Circus
È il primo sguardo bambino che rivolgo alla città di Londra con la meraviglia innocente di chi non ha mai visto niente di simile. È buio, ovunque. Ma nello stesso tempo c’è il sole, un sole artificiale al sapore di neon. Un fiume umano percorre i miei argini sotto le stelle. Ci sono. Sono davvero qui. Ho davanti la cabina telefonica rosso fiammante, posso davvero fotografarla, io. Sfreccia Londra a bordo degli autobus a due piani, rossi anch’essi, e quasi vorrei salire su quel tetto così alto, e guardare la città sdraiata lì sopra. E dire che fa freddo, un freddo pungente che arriva fino alle ossa, pelo dopo pelo, pelle dopo pelle. Ma non m’importa. Sono davvero a Londra. E potessi, non dormirei nemmeno, per camminare di notte lungo i viali britannici. Mi sento un po’ come su Marte, tutto così diverso, così inaspettatamente speciale. Non so di preciso cosa sia, ma Londra ha un qualcosa che ti fa sentire come su di una nuvola, come se non fosse il nostro stesso pianeta, quello, e magari nemmeno la stessa galassia. Forse perché tutto sembra funzionare come un orologio. Perchè le strade non hanno un buco, i palazzi non hanno scritte, gli autobus non sembrano dei trattori. Ma non è solo quello. È proprio Londra. La sua anima. Sì, perché le città hanno un’anima, ed io di questa me ne sto innamorando.

Notte
Distretto di Tower Hamlets
Fuori dalla finestra si vede il Tamigi, nel buio, e tanti grattacieli illuminati a puntini come un alveare. Sogno di vagare per Londra trasportata dal vento, per non perdere nemmeno un istante del tempo che mi è stato concesso.

Sabato 21.11.2015 Mattina
Madame Tussauds
È un museo per bambini, dicono. Non ne vale la pena, dicono. È una mattinata gelida, qualche fiocco di neve che sfugge alla fotocamera mi fa rabbrividire di piacere. Museo delle cere. Ci saranno delle statue fatte di cera. Mentre cammino, salgo e scendo dalla metro. Sembra proprio come in televisione, il tunnel che respira quando si avvicina il treno, il silenzio, tutto pulito, tutto così apparentemente perfetto da sembrare finto. E poi le scale mobili, tu che devi stare sulla destra perchè la sinistra è corsia di sorpasso. Qui mica è così. Qui ci si spinge, vince chi sfonda il muro. Anche dentro al museo è diverso. Per fare le foto con Jonny Depp non c’è una fila, non c’è una massa informe, c’è un gruppo di persone civili che comunicano a sguardi e si lasciano passare a vicenda. Einstein, Usain Bolt, Gandhi, Obama, Freddy Mercury, Lady Diana, Marilyn Monroe, Hulk, Papa Giovanni Paolo II, William Shakespeare. È tutto un mondo di cera per bambini. Però mi diverto. Perchè alla fine si divertono tutti, a fare la foto con Bolt e gli indici dritti, con Einstein che sembra ti stia interrogando alla lavagna, con Jonny Depp che sembra quello vero. Non sono più ricca, quando esco, ma sono ancora più pronta, se possibile, ad assaporare Londra per ogni suo angolo nascosto, ogni particolare ed ogni insieme.

Primo pomeriggio
London eye
Lo chiamano “L’occhio di Londra”, come se per quel poco tempo in cui ci sei dentro, diventassi tu il vero occhio della città. Entro nella cabina di vetro con lo sguardo vivacr, quasi si fosse appena svegliato, e appiccico il naso al vetro come fanno i bambini. La ruota gira, gira, gira, e pian piano Londra si scopre, ponte dopo ponte, lungo il Tamigi dormiente. Sono quasi le tre, ma il sole scende rapido, a baciare il panorama di un colore arancione innaturale che si riflette dentro la cabina. Tutto appare scuro come al tramonto. E forse lo è davvero, perchè la luce si affievolisce mentre la cabina sale, in un continuo muoversi in cerchio senza arrivare mai. Scatto delle foto, tante. Ogni volta il Tamigi si allunga, un tetto compare, ed io fotografo. Mi riempio la vista di una Londra pressoché infinita, senza sponde oltre cui guardare, solo la città che si estende come un’onda sulla spiaggia, sempre di più, sempre con più schiuma. Questa volta sì, scendo più ricca. Ho tante immagini, adesso, che potrei raccontare Londra per ore senza averci passato un solo giorno.

Pomeriggio tardi
Westminster
Mi sovrasta il Big Ben, così tanto più grande e imponente di come lo avessi immaginato. Brilla, ne sono certa. E qualche santo buono ha pulito il cielo con un vento di ghiaccio, e lo ha dipinto di azzurro. Non riesco a smettere di guardare l’orologio, è come se mi avesse rapita.
Buckingham palace
Una guardia reale osserva il brulicare di persone contro la cancellata che separa questa Londra da quella della regina. Di là, il potere. Tutto ruota attorno a quel palazzo inaccessibile ed enigmatico come il cerchio ruota attorno al suo centro. Resto a fissare domandandomi quante stanze vi siano all’interno, e se non sia davvero possibile perdersi tra i corridoi di tanta ricchezza. Londra appesantisce i miei passi di immagini, e di tanta ammirazione per ciò che di bello conserva e protegge questa città.
Hyde park
Camminando quando il sole già pare andato a dormire, attraverso il parco come fosse un bosco, ascoltando il rumore dei miei passi rimbalzare tra gli alberi verdi.

Sera
O2 Arena
Campo da tennis sintetico indoor
Roger Federer Vs Stan Wawrinka
È la mia prima partita di tennis dal vivo. E mi sembra di stare dentro ad una grande pentola piena di persone tutte vicine vicine, come i tasti sulla macchina da scrivere. Tutto è vita, piena vita. Tutto è colori, musica, birre e hotdogs. Il campo si illumina di immagini e si anima con le fotografie dei giocatori, mentre una musica di sottofondo pulsa nelle mie vene. Entrano i giocatori. Prima uno, poi l’altro. Pensavo che non avrei visto nulla, che sarebbero stati come formichine. E invece sono lì, sembrano ad un passo, mi bastano un paio d’ali per scendere le gradinate e volare da loro. Buffo, vero? La partita comincia, ed un istante dopo è già finita. I punti si sono susseguiti come su un tapis roulant, senza che me ne rendessi pienamente conto. Non so nemmeno per chi ho tifato, forse nessuno, forse un po’ l’uno e un po’ l’altro. Uscita da lì torna il freddo che mi fa battere i denti, quel freddo dolce di Londra che rende quasi più piacevole camminare per le strade, come se il freddo fosse un altro silenzio che parla. Della partita di tennis ricordo poco, forse, ecco, sí, ricordo le luci, le luci che ad ogni cambio campo rendevano il campo come incantato. Ed io, come una bambina, ne rimanevo abbagliata.

Notte
Distretto di Tower Hamlets
È la mia ultima notte a Londra, in un letto che mi abbraccia come un gigante, e una stanza fin troppo grande per una persona sola. Però mi stavo abituando, a questi grandi spazi, a quest’aria mai troppo calda, a questo tempo pazzo che prima lascia cadere la neve e poi la scioglie col sole. Mi stavo abituando a sognare Londra di notte, trasportata dal vento, per non perdere nemmeno un istante del tempo che mi è stato concesso.

Domenica 22.11.2015 Mattina
Tamigi
Volo come una gazzella sull’acqua, a bordo di una specie di battello largo e piatto, che pare una razza. Il vento rema contro di me mentre, affacciata a poppa, respiro l’odore del fiume che ondeggia in tanti piccoli passi di danza. Scorrono sulla mia testa dei ponti come braccia tese sopra di me, fino al London Bridge. Resto incantata ancora una volta da ciò che l’uomo può costruire, magnifico, enorme, perfetto. E mi sento piccola davanti ad un ponte che pare incrollabile, solido, fiero. Il mio viaggio termina alle spalle di questo stesso ponte, e di una bandiera inglese che sventola avvolta dagli schizzi dell’acqua.

Mezzogiorno
Trafalgar square
Mi trovo al centro di una piazza dominata da fontane e leoni ferrei che mi squadrano alteri. Ed è tutto chiaro, luminoso, e il sole accarezza quanto di straordinario corre su questa piazza. E poi ancora gli autobus a due piani rosso fiammante, i taxi di ogni colore che sfrecciano all’impazzata, e tante, tante persone che come me camminano, perchè solo camminando puoi respirare davvero una città.
Hard Rock Cafè
Seduta al tavolino sorseggio una coca cola osservando le nuvole avanzare coprendo il sole spicchio dopo spicchio. Non ho voglia di mangiare, ho voglia di vagare per Londra a cuore aperto e lasciar entrare ogni profumo, ogni parola, ogni colore senza fermarmi mai. Ma non posso. Manca qualche ora alla mia partenza.

Pomeriggio
Camden Town
Mi sembra di essere approdata in una metropoli indiana, piena di bancarelle e negozietti da poche sterline, invasa da un fiume ininterrotto di gente che non si ferma mai. Mi inoltro su di un ponte, da qui si vede una chiusa che ogni tanto si apre e poi si richiude, come una giostra. È tutto in festa, qui. E non ci sono orari, né temperature. Lo so che è il mio ultimo pomeriggio, le mie ultime ore qui a Londra. Vorrei non partire, vorrei tornare indietro a quando sono sbarcata su Piccadilly Circus con tante aspettative, mentre ora ho solo tanta malinconia. Perchè mentre sono lí a girare tra bancarelle di cui non mi importa niente, ci sono tante altre cose di Londra che non ho visto, ed è a quelle che penso, chissà quante saranno, chissà quali saranno.

Sera
Stansted airport
Il volo è in ritardo, ma c’è. Sono io che non ci sono. Vorrei restare. Anche solo qualche ora in più. Perchè Londra è una città che ti cambia. È una di quelle città che ti entrano nel cuore, una città che non dimentichi mai, non per un motivo in particolare, ma per la sua atmosfera, per la sua essenza, per il suo vivere quotidiano, per la sua magia perfetta. È una città che forse tutti prima o poi sognamo di visitare. È una città che non delude. Anzi. È una città che ti fa letteralmente innamorare, e quando sei costretto a lasciarla, inevitabilmente senti che la stai tradendo, che la stai lasciando senza sapere quando tornerai da lei, che l’amore non si cancella, ma Londra è sempre troppo distante quando non la vivi. A questo penso, sulla via del ritorno. E nel mentre mi addormento, e sogno Londra, trasportata dal vento, per non perdere nemmeno un istante del tempo che mi è stato concesso, e che ora è terminato.

6 commenti Aggiungi il tuo

  1. caterina rotondi ha detto:

    Bellissimo…bravissima :**

    1. ehipenny ha detto:

      Grazie mille! Merito di chi ha permesso tutto questo, e li ringrazio 😉

      1. caterina rotondi ha detto:

        Sembrava ci fossi anch’io:))

      2. ehipenny ha detto:

        Ho cercato di rendere tutti partecipi ;))
        Un abbraccio

  2. therealsadness ha detto:

    Bel modo di descrivere Londra. È uno dei viaggi che mi riprometto di rifare perché una settimana mi è sembrata troppo poca… Ma ogni anno salta 😠

    1. ehipenny ha detto:

      Grazie mille! Ti auguro di riuscirci, per Londra penso che il tempo non basti mai 😉
      Un abbraccio

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