Una settimana a Napoli e dintorni: quarto giorno | Pompei

Pompei forse non ha bisogno di commenti. Un luogo magico, in cui il tempo si è fermato, una città sopravvissuta, con la stessa anima di quegli anni, e quelle strade che raccontano la storia. Un sito archeologico di quelli unici al mondo, meta di fiumi di turisti, ma talmente grande che a girarlo si scovano sempre aree deserte, avvolte da un rispettoso silenzio. Tutto si è conservato, in un agglomerato di case, terme e botteghe, come un piccolo gioiellino chiuso dentro una bolla. E’ enorme, difficilissimo da visitare del tutto, impressionante per quanto somigli ad un qualunque paesino, con la sua piazza e i suoi luoghi di ritrovo. Il Foro si apre sulla collina, circondato da templi e basiliche, ed è qui che ci si sente davvero minuscoli, sotto quei colonnati che puntano al cielo e quelle statue di perfetta fattura che sono arrivate fino a noi. Le ultime immagini sono di quei corpi rimasti intatti, bloccati nell’espressione di paura e nel tentativo di fuggire alla morte, sotto un cielo invaso di fumi tossici e un fiume di lava destinato a coprire la città.

La prima parte del sito archeologico è dedicata ai reperti trovati nelle abitazioni, e al racconto della vita quotidiana degli abitanti di Pompei. Un viaggio attraverso vasi e statuette, sculture e capitelli, protetti dalle teche di vetro e corredati da interessanti descrizioni.
Poi si esce allo scoperto, sotto il sole d’agosto, muniti di cappellino su raccomandazione del proprietario di casa. E il primo luogo che ci si trova di fronte è l’anfiteatro, con le gradinate per metà invase dalle erbacce, e i canali dietro le quinte ancora in perfetto stato.
Armate di una cartina e di una piccola guida seguiamo i percorsi indicati, che stimano un cammino lungo fino alle quattro ore. Cerchiamo di tagliare qualche abitazione, percorriamo i vicoli ammirando le facciate, e incuranti del caldo proseguiamo fino a mezzogiorno, quando ci sediamo all’ombra del Foro per mangiare un panino.
Camminando di casa in casa, a volte mi sono chiesta come fosse possibile che tutto si fosse conservato così. Non sono la struttura, ma perfino i colori, i disegni sul muro, i mosaici, i fregi sui capitelli, come se Pompei fosse stata costruita ieri, a imitazione di quella che era tanti anni fa. Invece è tutto autentico, portato alla luce dopo anni di scavi, restauri e manutenzione. Un patrimonio culturale e artistico dal valore inestimabile, talmente prezioso che anche l’occhio umano fatica a credere che sia reale.
L’ultimo punto di interesse, più spostato degli altri, fuori dall’antica città, è la Villa dei Misteri. Il nome deriva dallo splendido affresco che raffigura un rito misterico, e che si è conservato quasi interamente con gli stessi colori vivi e gli stessi tratti precisi sul muro. E’ una villa grandissima e piena di stanze, tutte decorate e ben tenute, e per la sua collocazione forse la meno visitata del sito. Eppure è uno dei luoghi che più mi è rimasto impresso, per la storia che trasuda dalle pareti, per la bellezza dei disegni, per il colonnato che ancora mostra i tratti di pittura.
Nella Villa dei Misteri sono esposti anche due corpi, in posizione raccolta sul pavimento, come se anche il dolore si fosse mantenuto vivo, a dare al volto un’espressione fin troppo umana per essere guardata con indifferenza.
Ci si lascia alle spalle una vera e propria città, riconoscibile da lontano per i suoi archi e le sue colonne romane, ma soltanto dopo ci si rende conto del valore di quello che si è visto. Perché Pompei non si può descrivere, non si può raccontare a parole, si può solo cercare di racchiudere in una foto, e sperare che il tempo non cancelli quello che per secoli la natura ha conservato.

Numero di chilometri a piedi: 20,64

Continua…

2 pensieri su “Una settimana a Napoli e dintorni: quarto giorno | Pompei

  1. Pompei è rimasta sepolta per circa 1900 anni da metri di cenere e lapilli sigillata agli agenti atmosferici. Per questo i colori in alcune case sono rimasti pressochè identici a quando furono dipinti. Mi fa piacere che ti sia piaciuta Pompei.

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