Sentilo

Raramente sentiamo il tempo scorrere addosso a noi, come un getto d’acqua che ci accarezza la schiena, vertebra dopo vertebra, in un sussurro continuo. È raro che il tempo si faccia percepire, un rumore sordo che ci risveglia dallo stadio di torpore, ci schiaffeggia, e afferrandoci le spalle ci chiede gridando che cosa stiamo facendo. Succede ai cambi di stagione. Succede quando capisci che un quarto di anno è già passato, e non hai ancora combinato niente di tutti i propositi chiusi nei cassetti. Succede quando ti ritrovi a dover mettere via tutti i maglioni, e fare posto alle magliette leggere: lo vorresti fare, nella vita, con tante persone troppo pesanti da trascinare al tuo fianco, ma temporeggi con la speranza che un temporale le spinga avanti, a proteggere il tuo corpo più fragile dalle fruste d’acqua piovana. È in questi momenti che senti il tempo, come una bilancia d’ottone che misura i tuoi traguardi, i risultati non ottenuti, e le promesse spezzate nell’inerzia del non fare. Senti il tempo, secondo dopo secondo, e improvvisamente percepisci la fretta crescere dentro di te, fretta di correre, non sai dove, non sai a fare cosa. Ma ti é insopportabile aspettare ancora la vita, restando a guardare un muro che da solo non cambierà mai. È come quel desiderio vano di ridipingere la parete: l’immaginazione lo colora, lo fa brillare, ma un battito di ciglia fuori tempo, un respiro di troppo, scardinano i costrutti mentali e ti aprono gli occhi. È giusto capire che il tempo, invisibile e inquantificabile, corrode ogni minuto la vita in quanto tale. È così per definizione. Ed è giusto rendersene conto così, dall’errore commesso di aver creduto che la vita si costruisse da sola. È agghiacciante, come una carezza di una mano fredda. Ma in quel cambio di stagione, radicale e repentino come un rubinetto d’acqua nuovo, in quel cambio di stagione smetti di uscire con la giacca, con la felpa, con le sciarpe nella borsa, hai fiducia nel cielo, nel clima più mite, e il desiderio di assaggiare il sole direttamente sulla pelle, come un calore irradiato da un camino familiare. Il tempo è fatto di cambi, a volte di mutamenti flebili, altre volte di stravolgimenti estremi, che oscillano nella testa sfiorando ogni volta i tessuti nervosi. Capita che ci si scontri con un cambiamento inaspettato, che non ci si senta pronti, che sembri sempre troppo presto o troppo tardi, capita che il tempo si faccia sentire, minaccioso, gridando Adesso o mai più! e tu non sappia cosa fare. È normale. Il tempo non finisce, ma le occasioni sì. E spesso non ci rendiamo nemmeno conto di quanto il tempo sia generoso, di quanto tuoni al momento giusto per ricordarci le scadenze, per incoraggiarci a lavorare, per permetterci di non mollare. Quando cambia la stagione, e ci preoccupiamo di non essere pronti, fuori forma, senza i vestiti adatti, senza le scarpe adatte, pensiamoci. Pensiamo a quanto il tempo ci stia in realtà dicendo. Perché lui non sta zitto, e non ha paura di risultare il prepotente di turno con le braccia muscolose, lui ci chiama all’ordine a modo suo, come una sveglia che suona con un driiiin isistente, incessante, penetrante nel cervello. È così raro sentire il tempo sulla propria pelle, perché rare sono le occasioni davvero importanti nella nostra vita, poche sono quelle che la vita ce la cambieranno, e ancora poche sono le persone che fanno davvero un cambio di stagione nell’armadio. Qualcuno tiene tutto dentro, con i maglioni assieme a canottiere e pantaloncini, come persone pesanti e leggere da una parte e dall’altra, entrambe per mano. E a questo punto il tempo potrebbe semplicemente camminare muto, di pochi passi più indietro, senza toccare nessuno. Poi ci sono quelle persone che ad ogni stagione ricapitolano, ricordano quello che hanno fatto, si scrivono quello che vogliono fare, e agiscono. Possono ribaltare ogni schema, trasformare radicalmente il proprio armadio, colorarlo o tingerlo definitivamente di nero. Il tempo provoca in ciascuno una diversa sensazione, a volte è ansia, a volte è paura, a volte è adrenalina. Non c’è giusto o sbagliato, é solo una carezza più o meno voluta, più o meno aspettata. Una carezza leggera di freddo, che é capace di far schizzare persone verso i propri obiettivi, o nascondere persone sotto i letti per paura del momento. É il tempo mascherato.

4 commenti Aggiungi il tuo

  1. J ha detto:

    Bello. Molto bello e molto vero. Tanto bello e vero quanto doloroso, per uno che certe cose non le imparerà mai.
    Scrivi davvero bene.

    1. Ehipenny ha detto:

      Grazie di cuore davvero!

  2. Paola ha detto:

    Sì scrivi bene, riesci quasi a definire il tempo. Esiste? Chissà. Gira al contrario delle nostre emozioni, non perde un colpo, come uno specchio ci butta addosso i cambiamenti. Non mi è sempre simpatico

    1. Ehipenny ha detto:

      Grazie mille! È vero non è sempre simpatico… Ma ci dobbiamo convivere 🙂

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