Cosa sto facendo? Ed è già finito gennaio??

Ebbene sì, sono sparita. Ogni mattina vi arriva il mio buongiorno, un segnale, buttato così, con poche righe e una foto che non mi appartiene. È stato un mese strano, una specie di pausa, o di avventura in questo mondo reale non più troppo ostile. Gennaio è cominciato con i libri, gli appuntamenti in biblioteca, la studiata delle ultime ore, gli esami. La sessione invernale si é conclusa nel silenzio, sarà perché l’ultimo esame io lo avevo già dato a dicembre, sarà perché qualcuno è subito tornato a casa, sarà perché per me è sempre stata un po’ vacanza. Siamo usciti a festeggiare, con le ragazze disperate e il giorno dopo con i ragazzi pazzi di wall street. E improvvisamente ho perso il conto degli impegni, la cena a casa di Sofia, il giro turistico di Bologna, la spedizione all’outlet, lo shopping con le amiche di sempre, l’appuntamento a Forlì per questioni burocratiche, le foto da stampare, il regalo di compleanno da fare, la visita dall’oculista prenotata con le minacce. E il blog? Sparito. Non ho trovato il tempo, l’ispirazione, la determinazione per descrivervi tutto questo, forse in parte perché penso sia normale, per tutti, tranne che per me, e in parte perché niente è stato veramente eccezionale, ogni giorno a suo modo mi ha riempita di tante belle cose trasparenti. E le ho vissute. Ho prenotato una vacanza di qualche giorno sulla neve. Io, che ho sciato tre giorni in tutta la mia vita. Io, che sono sempre partita con qualche amica femmina. Io, che degli altri mi fido sempre poco. Ho voluto fare una pazzia, e partirò con tre ragazzi miei amici, di cui mi fido ciecamente, e con cui so che, nonostante le mie paure, mi troverò a mio agio. Poi c’è quel viaggio a Bruxelles, che ho vinto grazie al voto dell’esame di storia economica. Non pensavo che avrei voluto partecipare, non lo capivo, intimorita dall’ignoto, e dalla sensazione che mi sarei trovata sola tra i secchioni. E invece ho conosciuto due secchione, sul treno per Forlì, lottando per distruggere il silenzio opprimente. Le ho conosciute, e forse non saranno mai le mie migliori amiche, ma ho capito di averle sempre giudicate sbagliando. Andremo a Bruxelles, in appena ventidue. Ne conosco solo quattro, ma riconoscere i loro nomi sulla email di conferma è stato come scartare un bel regalo: sarà bello condividere, stare insieme dalla mattina fino a sera, scoprire le istituzioni dell’Unione Europea, e poi chissà, dividerci o riunirci per trascorrere la nottata. Ci ho pensato tanto, e pensandoci vorrei che la partenza giungesse ora. Mi sto giustificando? Eppure gennaio è stato lungo! Non lo so come sia possibile. Ho ripreso tra le mani Moby Dick, la pesante balena che non riuscivo a finire di leggere. Mi sono imposta di farcela, perché è stata la mia promessa segreta al professore, il migliore mai avuto e conosciuto. Ho riscoperto i cruciverba, quando la mattina non sai che cosa fare, abituata a prendere subito i libri in mano. Ho iniziato e finito una serie tv: stranger things, perché ne parlavano tutti, e mi sentivo distante da quei discorsi incomprensibili, lontana dai personaggi che tracciavano. Ho guidato, anche. Ho percorso i colli sopra Bologna, io da sola, scorgendo un panorama da ammirare dal finestrino. È stato un gennaio pieno di cose, di novità, di decisioni azzardate, di uscite all’ultimo minuto. Un mese in cui ho dimenticato che cosa significhi non saper cosa fare. È strano che tutto questo sia capitato in trenta giorni appena, e che io abbia finito tutti i soldi ricevuti a Natale, è strano che ora i fuorisede siano tornati a casa, è strano ricordare la paura che avevo di dover riempire queste giornate. È così che sono mezza sparita, ed ora lo sapete. Avrei voluto parlarvi di tutto questo, lasciare qui un pensiero da rileggere più avanti, avrei voluto trovare il tempo per condividere questa mia vita completamente cambiata, e i miei genitori che si preoccupano, ma mi lasciano volare. Gennaio è stato un mese nuovo, e non si può dire che i miei propositi per il 2018 siano stati disattesi. Certo, si chiamano anche casi fortuiti. L’università è così, avviene tutto per caso, per il posto accanto a quella persona, le battute a cui si ride, le strette di mano a fine lezione, e si inizia a uscire assieme, si forma un gruppo unito, la chat anche su whatsapp, e si parte per la montagna, si pensa alla vacanza in Calabria, si esce a cena e poi al pub. Per la prima volta voglio davvero conoscere. Non voglio più provar timore davanti ai volti sconosciuti, e anche se siamo tutte persone timide, che si abbracciano anziché baciarsi sulla guancia, anche se non sappiamo niente l’una dell’altra, non voglio perdere l’occasione. Parlo tanto, ma la mia timidezza la conoscono tutti. Eppure c’è qualcosa di diverso, oggi. Forse, io e la timidezza ci siamo strette la mano, una pacca sulla spalla e via, a camminare assieme. Ed è possibile che venga addirittura un po’ apprezzata?

Sono sparita per tutto il mese di gennaio, a ora sono qui, a dirvi che un po’ mi manca scrivere. Tornerò. A raccontarvi la mia vita come ho fatto sempre, quei minuscoli dettagli di cui importa soltanto a me, quei momenti che ho vissuto, e che commuovono soltanto me. È stato un bel mese, un inizio del 2018 che mi ha stravolto il quotidiano, come una giostra che abbia girato per trenta giorni di fila. Ne sono scesa, ma non la perdo di vista. So già che vi salirò un’altra volta.

29 pensieri su “Cosa sto facendo? Ed è già finito gennaio??

  1. vivere la realtà cavalcando l’onda…è meraviglioso e sono felice per te che ti stai assaporando nuovi stimoli ed esperienze…gustali tutti pienamente, si vivono una volta sola con lo stesso spirito, dunque non è troppo strano che il blog sia passato tra le cose ultime da fare…un bacione Penny 🙂

  2. Ciao Penny! L’università è proprio questo: VITA. Giovedì scorso è stata una mattinata brutta, sono poi riuscita ad arrivare in facoltà e la giornata si è stravolta.
    Gennaio non mi piace particolarmente, ma sono in un vortice tale da non rendermi nemmeno conto dei giorni che passano. Ti auguro il meglio! 🤗

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