Un improvvisato racconto estivo – Ultimo capitolo 

Un anno dopo… È estate, e Alice deve ancora finire di chiudere la valigia con i suoi costumi da bagno e le creme solari nascoste nei più remoti angoli del bagno. Qualcuno la aspetta chiuso nell’auto: suo padre. “Ci sei?!”, “Arrivo!”. Aveva diciannove anni, adesso, la patente, un’iscrizione all’università, sempre Marta, sempre i suoi genitori,…

Un improvvisato racconto estivo – Capitolo tredicesimo

Era arrivata a casa da qualche giorno quando per la prima volta scrisse a Matteo. “Come stai?”. Gli chiese solo questo. Voleva saperlo, perché anche se avevano trascorso solo pochi giorni assieme, lei era certa che al suo posto avrebbe desiderato la vicinanza di qualcuno. Non sapeva se avrebbe fatto la differenza. Attese la risposta…

Un improvvisato racconto estivo – Capitolo dodicesimo

Si erano lasciati così, e Alice sentiva un peso enorme nello stomaco, come se avesse ingoiato sassi. Erano rimasti in silenzio, e prima che Alice trovasse la forza per dire almeno “Mi dispiace. Non… pensavo. Scusa”. Ora le era tutto chiaro. Tutto, dall’inizio. E si sentiva tremendamente in colpa per averlo giudicato male, ma ancora…

Un improvvisato racconto estivo – Capitolo undicesimo

Alice non sapeva come sentirsi, se felice, perché tra una sola settimana sarebbe tornata a casa, oppure triste, perché in quella stessa settimana non ci sarebbe stato nessun Matteo a riempire le sue giornate. Si era abituata a quella vita, a Matteo che compariva e scompariva a orari sempre diversi, alle nuvole che ogni tanto…

Un improvvisato racconto estivo – Capitolo decimo

Quel pomeriggio erano tornate le nuvole, un mantello grigio che aveva avvolto quasi tutto il cielo. Ma Matteo sembrava non averla nemmeno vista. Nè lei, nè le nuvole. Era arrivato in spiaggia con un mazzo di carte in mano e una felpa verde addosso, enorme, che gli copriva anche parte delle cosce. Si era seduto…

Un improvvisato racconto estivo – Capitolo nono

Era il terzultimo giorno della prima settimana della sua vacanza, e non sapeva se Matteo sarebbe rimasto fino alla fine. Ebbe modo di parlarci quella stessa mattina, e Matteo le sembrava un’altra persona. Questa volta era lui a guardare Alice, a cercare il suo sguardo, mentre i capelli rossicci volavano da tutte le parti. “Leggi?”,…

Un improvvisato racconto estivo – Capitolo ottavo 

Il pomeriggio si era rivelato molto più caldo del previsto, e incredibilmente Matteo giunse in spiaggia pochi minuti dopo Alice, verso le tre. Si mise all’ombra, e a gambe incrociate e con la schiena curva cominciò a leggere un fumetto, tenendo il broncio. Anche Alice leggeva, un libro però. Suo padre prendeva il sole sdraiato…

Un improvvisato racconto estivo – Capitolo settimo

Matteo lasciò la spiaggia appena tornato agli ombrelloni, e Alice non era solo confusa: peggio. “Allora?”. Chissà cosa si aspettavano i suoi genitori, quali risvolti romantici tra lei e il ragazzo bianco cadavere. “Ma boh, niente, non ha detto una parola”, “Come?”, “Solo come si chiama”, “E come si chiama?”, “Matteo”. “Beh, adesso giocherai sempre…

Un improvvisato racconto estivo – Capitolo sesto

Nel pomeriggio il sole andava e veniva, compariva e si nascondeva, ma la spiaggia pareva sempre più affollata. Alice era insofferente, dopo così poco tempo già avrebbe tanto voluto tornare a casa, vedere Marta, chiacchierare, fare shopping con lei, e invece era costretta lì, a fingere di rilassarsi. Il fatto è che non voleva per…

Un improvvisato racconto estivo – Capitolo quinto

La mattina era cominciata nei peggiori dei modi, con la sveglia che aveva cominciato a strillare alle sette in punto, il sole che non voleva uscire, i segni del vento che aveva cercato di rubare i costumi bagnati stesi sul terrazzo. “Ecco, ci mancava solo che venissero le nuvole!”, “Ma che vuoi che sia! Il…

Un improvvisato racconto estivo – Capitolo quarto

La sera a cena Alice e i suoi genitori si accomodarono a un tavolo al centro della sala, e lei adorava poter vedere tutto, i piatti degli altri turisti, la cucina, le cameriere che andavano e venivano, chi arrivava in ritardo e chi si alzava per primo. Si sentiva come un gufo in cima ad…

Un improvvisato racconto estivo – Capitolo terzo

Nel pomeriggio Alice scese in spiaggia verso le tre, quando già suo padre sonnecchiava sotto il sole inspiegabilmente senza bruciarsi, e la spiaggia era semi deserta. Era il momento giusto per fare le parole crociate, quelle che non riusciva mai a finire perché le mancava sempre una parola, e allora si arrendeva e faceva il…