Domanda della settimana

Descrivi in una frase il clima in questo momento Autunno inoltrato, quasi inverno, un freddo pungente, mitigato da carezze di tiepido calore, è il sole, che ha deciso di mostrarsi, imponente e magnifico, come un re coronato nascosto da un muro di vetro e poi un cielo azzurro che sa d’infinito, e qualche nube velata…

Domanda della settimana

Com’è l’albero di Natale della vostra citta? Sede fissa in Piazza del Nettuno, a Bologna. Alto, ciccione, verdeggiante. É comparso verso fine novembre all’improvviso, un’apparizione dal finestrino dell’autobus, appena pochi secondi dopo una curva a novanta gradi. Ancora era un albero qualsiasi, strappato alla sua terra, e piantato come un colosso minaccioso sullo stesso pavimento…

Domanda della settimana

Sei sensibile alla vista del sangue? Svengo. Davanti alle siringhe, davanti agli aghi, davanti alle lame affilate, parte un nodo allo stomaco che mi lega ogni arto, e non mi muovo più. Sono sensibile quando é tempo di vaccini, e al telegiornale inquadrano l’ago che penetra nella carne, che scompare sotto strati di corpo, ed…

Domanda della settimana

Un momento della tua vita in cui hai pensato “non è giusto”? Quando la gente sta male. Non è giusto che la gente stia male, che soffra, che la vita sia con lei terribilmente ingiusta e spietata. L’ho pensato quando mia zia è rimasta da sola, quando mio nonno è rimasto da solo, perché a…

Test della settimana

Quanto bolognese sei? Prima fase: Vez, puoi darmi il tiro? Devo buttare il rusco. Non fare lo sborone, è solo questione di culo: sei un busone, ecco! Stasera ti va se stiamo in polleggio, con la mia balotta? Ho una bazza per entrare al bar sotto casa. Che cartola! E che bulbo c’ha! Soccia, che…

Domanda della settimana

Destabilizzato/a da… …dalle persone, quelle che scopro essere semplicemente meravigliose, quelle che fin’ora ho trovato, ferite e nascoste, poche anime perse, mentre oggi sono un universo gigantesco che mi sorride, e mi sento come in un film di fantascienza, perché non pensavo che si potesse stare così bene con così poco, apprezzare così tanto delle…

Domanda della settimana

Hai una penna preferita? Quale? Una delle mie penne preferite è scarica. Ha esaurito l’ultima goccia d’inchiostro due anni fa, quando ancora la portavo nell’astuccio fino a scuola. È una penna che non ho mai buttato via, una penna normalissima, da pochi centesimi, che avrei potuto benissimo perdere, dimenticare sul banco, rompere, ritrovare dopo anni…

Domanda della settimana

Chiudi gli occhi. Immagina di avere in mano un pennello. Immagina di dover dipingere la tela della tua vita. Che cosa disegni? Innanzitutto una riga, quella dell’orizzonte, esattamente a metà. Anzi, più in alto, come se segnasse la distanza del mio passato da me. Una riga dritta ma senza usare un righello, leggera, destinata a…

Domanda della settimana

Se ti dico: cambiamento? Con i cambiamenti ho un rapporto abbastanza conflittuale. Si vive una vita fatta di cambiamenti, cambiamenti di ogni tipo e di ogni forma, a volte repentini, a volte si tratta soltanto di una curva leggera. Ma mi piace cambiare. Spesso aspetto che un’onda investa la spiaggia, rimescoli tutti i granelli che…

Domanda della settimana 

Ti rimangi mai la parola? A volte. Non lo nego. E la prima persona con cui mi rimangio la parola sono io stessa. Mi dico che è il momento, che devo, che sarebbe giusto, e poi cancello tutto come se fosse uno schizzo sbagliato. A volte prometto a me stessa cose che forse non ero…

Domanda della settimana 

Se ti dico: Vasco Rossi? Ho un ricordo un po’ confuso, di quando ero bambina, più piccola di adesso. Mia nonna era solita trascorrere l’estate a casa mia, e nel mentre che sistemava i letti o puliva i piatti della colazione ascoltava la radio: allora c’era Ligabue, Baglioni, Dalla, e il grande Vasco. Era uno…

Domanda della settimana 

Ventilatore o aria condizionata?  Temperatura: trenta gradi. Inizio a tastare il tavolo in cerca di un foglio usato per sventolarmi. Trentuno gradi. Inizio a sventolarmi forsennatamente con entrambe le mani, come un polpo impazzito. Trentadue gradi. Soffio violento in direzione verticale che oltrepassi la maglietta, per far prendere aria all’ombelico. Trentatré gradi. È il momento…