Pensieri di inizio anno

Ci sono periodi in cui i pensieri si affollano, si spingono, fanno a gara per arrivare primi, ma davanti a una pagina bianca fuggono tutti di corsa. Non è un blocco dello scrittore, forse una ricerca perpetua di chiarezza. Capita di essere dannatamente confusi, di avere troppe domande, in un elenco in disordine buttato su una lavagna, di cercare le risposte, magari nel posto sbagliato, o semplicemente di non accettare che l’unica risposta giusta sia aspettare. Ci sono periodi in cui la mente torna ai mesi passati, cercando di ricostruire il quadro e saltarci dentro, come nel film di Mary Poppins, ma ciò che hai mano è solo un mucchio di fotografie e una finta penna d’oca, che ammucchia i pensieri nello spazio troppo stretto del cartoncino. Periodi di silenzio, in cui ho scritto per conto mio. A volte serve proprio questo, ti aiuta a capire ciò che hai, ciò che vorresti proteggere, ciò che oggi è più distante di ieri, ma non così tanto da non poterlo raggiungere. Ti fa apprezzare tanti momenti che in quella scala di importanza della tua testa non compaiono mai. Probabilmente è soltanto una fuga, o una sosta in un rifugio nascosto che può accogliere soltanto me. Ma aiuta a riflettere. L’anno nuovo porta con sé tante incognite, cambiamenti che non si sa mai dove collocare, progetti da realizzare, decisioni che non si possono rimandare. Un calendario che è una strada piena di incroci, rotatorie in cui vorrei perdermi a girare, senza mai scegliere un’uscita, perché non so mai se sarà quella sbagliata. Ma sarà il clima invernale, sarà che a scrivere per conto mio sono tornata a quest’estate, quando tutto era diverso, e avrei donato ore intere a guardare il mare. Oppure sarà semplicemente la nebbia, che dal primo giorno di gennaio continua a ricoprire il sole. Stanno per finire le vacanze di Natale, e stranamente so di essermele godute. Ho fatto ciò che desideravo, ho recuperato le occasioni, ho rallentato il tempo, ho visto quelle persone con cui avevo promesse in sospeso, e con chi non poteva ho già organizzato un weekend. Sono stata turista nella mia città, ho visto una mostra e sono salita sulla torre Asinelli, come da tradizione per tutti i neolaureati. Tutti i dubbi che mi sono portata dietro, li avevo chiusi nella borsa a dicembre, e non voglio ancora tirarli fuori. Ma è inevitabile che quei pensieri bussino alla porta, mescolati ai ricordi più belli del 2022, e a quelle foto che ho pubblicato sui social network più per me stessa che per chissà chi. Mentre mi preparo a disfare l’albero, spero inutilmente che una delle palline di vetro cada, si rompa in mille pezzi, e mi consegni le risposte in un bigliettino arrotolato, come un biscotto della fortuna. Non succederà, lo so. Ma se proprio quest’anno ho deciso di comprare un albero nuovo, perché non poter essere in grado di riempire quelle pagine bianche da zero? Le troverò, le risposte. Ma inizierò a cercarle davvero da lunedì, ora lasciatemi il fine settimana.

5 pensieri su “Pensieri di inizio anno

  1. Prima di tutto complimenti per la Laurea 🙂
    Secondo di tutto… ti auguro sia per te un anno speciale, nonostante le curve, le rotatorie, il traffico, ecc.. ecc…

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