Un 2022 pieno di cose

Ogni anno, davanti a un calendario sgualcito, mi perdo a ripercorrere i miei ultimi dodici mesi, ritrovando tra le foto ammucchiate quelle più belle, le più colorate, le più vive di tutte. Quest’anno, in prima pagina, ci sono le foto della mia laurea. È stato il traguardo di una vita, un giorno che ho sognato e temuto per mesi, un momento che ho cercato spesso di immaginare, con gli occhi di chi stringe in mano un romanzo ormai concluso, senza il coraggio di farlo pubblicare. La laurea è stato l’obiettivo di dieci mesi, la ragione per andare avanti, la motivazione per lottare. Non è stato facile, non sempre, ma non mi voglio giustificare. L’anno è cominciato a casa mia, con gli amici superstiti nell’ondata di covid, intenti a sfidarci a Taboo fino alle tre del mattino. Un capodanno che è stato un ripiego, ma anche un po’ la serata che speravo, per lasciarci alle spalle un annus horribilis come il 2021. Poi, a gennaio, ho iniziato il mio Erasmus dal salotto di casa: un tirocinio a distanza con un’azienda del Galles, che mi ha chiuso le porte in faccia a dicembre per una ricaduta della pandemia. È stato forse il più grande sacrificio, il bene più prezioso che il Covid è riuscito a rubare. Perchè avevo investito tutto, soldi, un sogno, il coraggio, ma anziché salire su un volo diretto a Londra, ho acceso il computer guardando Bologna dalla finestra. Alla fine ho raccolto tutto ciò che di buono potevo raccogliere, e sono riuscita ad inserire quell’esperienza nel lato dell’attivo del mio bilancio. E poi restare mi ha permesso di vivere appieno il mio ultimo anno universitario. Sono andata a lezione, anche a quelle che avrei potuto saltare, mi sono spesso distratta, ho nascosto spesso le risate tra le mani, e in quei pochi mesi ho costruito amicizie, legami affrettati dalla volontà di cogliere ogni occasione. Sono stati momenti speciali, giorni in cui ho sperato che niente cambiasse mai. Anche quando i lavori di gruppo ci facevano impazzire, anche quando gli esami sembravano impossibili da superare, le persone che ho incontrato hanno reso la storia più bella che mai. Ecco, forse gli amici sono ciò che mi porto dietro da questo 2022. Ci sono le amiche storiche, quelle del nostro gruppo di sette, c’è quell’amica che vive a Torino, c’è il gruppo GIRL, con le nostre iniziali, che a lezione occupava sempre la stessa fila, poi ci sono quelle persone conosciute tardi, che non mancano di scriverti gli auguri per il compleanno, anche se un’amicizia difficilmente nascerà in futuro. Una giusta rappresentazione della vita, ma del resto il 2022 è stata tutta un’occasione. Sono tornata a giocare a tennis, sporadicamente, un paio di volte in tutto l’anno, dopo una promessa con la mia migliore amica. Sono stata a Mirabilandia per la prima volta, con quei compagni di corso che non avevo mai frequentato, ma che mi hanno accolta come se mi conoscessero da sempre. Ho fatto la scrutatrice al referendum sulla giustizia, quello con la più bassa affluenza di sempre, e mi sono goduta la pizzata di gruppo nel seggio vuoto. Con i miei genitori abbiamo approfittato dell’estate per passare un paio di domeniche al mare: non lo avevamo mai fatto prima. Ho incontrato anche il Covid, in pieno luglio, mentre studiavo per l’ultimo esame della mia vita universitaria. E nonostante una splendida ultima lezione, con annessa una foto di gruppo dietro la cattedra scattata da un neolaureato chiamato dal corridoio, l’università vera e propria l’ho finita così, con un esame online e qualche occhiata agli appunti, prendendo un voto che probabilmente non meritavo. Ma il 2022 è stato anche un anno di viaggi. Brevi, magari improvvisati, magari un po’ incastrati tra un impegno e l’altro, ma tutti da ricordare. Sono stata a Torino due volte, prima per incontrare quell’amica che si è trasferita, dopo la laurea triennale a Bologna e un pezzo di cuore lasciato in città, poi con i miei genitori, per assistere alla prima partita delle ATP Finals di tennis. Un po’ all’ultimo abbiamo organizzato tre giorni al mare, con due amiche che sognavano una vacanza tutta nostra, e con loro sono tornata anche in discoteca, dopo probabilmente due anni di serate sedute a un tavolino. Poi sono stata a Napoli, con la mia migliore amica, per quel viaggio che era più il mio sogno che il suo. Saremmo dovute andare a Londra, ma i prezzi proibitivi ci hanno spinte a cambiare meta, e quello che doveva essere un ripiego si è trasformato nella vacanza più bella, più ricca, più divertente di tutte. 30mila passi al giorno, una gita a Pompei, un’altra alla Reggia di Caserta, una traversata verso Procida, un giorno al mare a Sorrento, e una settimana che è bastata a farmi sentire a casa. La mia estate è stata perfetta, come un sogno di cui avevo scritto la sceneggiatura. E con l’entusiasmo residuo di quei mesi, mi sono impegnata a scrivere la tesi, aspettando invano un riscontro della relatrice, e finendo ad autogestirmi fino alla consegna di ottobre. Mi sono laureata, sì, ed è stata una giornata unica. C’erano tutti, i parenti, gli amici, la mia migliore amica dopo di me, in un pomeriggio di sole primaverile che non sembrava reale. E nonostante un 110 e lode tanto sperato, il ricordo degli abbracci in piazza riesce a scalzare anche quel risultato. Il mio 2022 potrebbe riassumersi anche così: con le foto della laurea insieme a tutti i presenti, e i giochi che le amiche avevano organizzato per me, fino all’ora di cena, in tempo per raggiungere i miei genitori al ristorante, passare da casa, e andare alla seconda festa di laurea della settimana. Ci tenevo ad esserci, per tutti. Perché è stato un traguardo importante, certo, ma non soltanto il mio. Poi è arrivato anche il nostro momento, e dopo un aperitivo al tavolo, io e la solita amica siamo state vestite da Harry Potter, scoprendo infine il nostro regalo: quel viaggio a Londra tanto agognato e poi rimandato, per visitare gli Studios e goderci le città inglesi. Quella di festa di laurea ha messo un punto ad un capitolo intenso, impegnativo, pieno di cose, e in un certo senso è da lì che ho ricominciato a scrivere la storia. Nel 2022 ho iniziato a lavorare, o quantomeno a presenziare in ufficio tutti i giorni indossando i panni di una stagista. Non posso dire che sia il lavoro dei miei sogni, che il tutor sia stato una vera e propria guida, che le mie aspettative siano state ripagate, ma alla fine è pur sempre un’esperienza, e merita di essere inserita nella valigia. Con i miei primi stipendi di 800 euro al mese mi sono pagata una toccata e fuga a Rapallo, in Liguria, ospite di un’amica conosciuta nel 2020, tra i banchi del corso magistrale, e quasi per caso, voltandomi di spalle e stringendole una volta la mano. Speravo che restasse, e invece ha scelto di tornare a casa, ma la promessa di andarla a trovare in tutte le stagioni ho cercato di mantenerla davvero. Sempre con il mio piccolo stipendio mi sono regalata una passeggiata con gli alpaca, un’oretta immersa nella pace dei boschi, con quegli animali buffissimi e caratteriali che riescono a strapparti sempre un sorriso. Per il compleanno, invece, ho ricevuto in dono una giornata a Verona, per una city-escape con gli amici, e penso che nessun regalo sia mai stato apprezzato quanto il nostro tempo insieme. Insomma, alla fine non è stato proprio un 2022 da buttare. Certo, in famiglia non sono mancati i problemi, gli ultimi mesi dell’università non sono stati semplici da affrontare, e il lavoro non mi sta dando le soddisfazioni che avevo immaginato. Ma nonostante tutto, mi porto dietro tanti ricordi, tante fotografie felici, tanti luoghi segnati sulla cartina, tante mancanze di persone che hanno cambiato città, e tante promesse di organizzare dei fine settimana per non perdersi. Mi porto dietro amicizie nuove che non pensavo di poter costruire, incontri che mi hanno fatto capire quanto sia bello conoscersi, e un sentimento vissuto su carta, di quelli che un po’ ti fanno rimpiangere il non aver avuto abbastanza coraggio, ma che alla fine, in calcio d’angolo, è stato la scusa per mostrarci a vicenda come belle persone, presenti alle rispettive lauree, e . Il 2022 mi ha tolto quelle abitudini a cui mi ero affezionata, ma mi ha consegnato tra le mani un futuro tutto da scrivere. E non lo so cosa accadrà nel 2023, se alla fine dello stage mi verrà chiesto di rimanere, se sarò io a scegliere di andare via, se sarò ancora nella stessa città o se verrò catapultata altrove… Non lo so. Ma non vedo l’ora di scoprirlo, con un rinnovato desiderio di riempire la mia vita di persone, emozioni, e giornate speciali.

18 pensieri su “Un 2022 pieno di cose

  1. il 2022 ti ha regalato tanti attimi unici e irripetibili, lo ricorderai sempre, spero che il 2023 ti possa regalare tantissime altre soddisfazioni e magari delle belle sorprese, un caro abbraccio. Buon Anno! 🥂🥂🥂🥂🎆🎆👍👍😉😊🤗🤗🎇🎶✨

  2. Hai detto bene, quando frequenti l’università alcuni esami sembrano impossibili da superare. Anzi, in realtà l’università ti mette in situazioni disperate e apparentemente senza via d’uscita non solo quando devi sostenere alcuni esami molto difficili, ma anche quando devi scrivere la tesi e quando devi sbrigare le faccende burocratiche con la segreteria studenti. Quest’ultimo aspetto in particolare si rivelò un vero incubo per me: quando presi la laurea triennale e dovetti immatricolarmi nuovamente all’università per poter prendere la laurea specialistica entrai in un incubo burocratico dal quale sembrava davvero impossibile uscire. Ho raccontato come sono riuscito a risolvere il problema in questo post: https://wwayne.wordpress.com/2020/06/07/una-brava-persona/

    • Uh la segreteria, che incubo senza fine! Ricordo che in occasione dell’Erasmus che avrei dovuto fare, saltato poi per la pandemia, non solo non furono in grado di aiutarmi con le procedure, ma diedero anche la mia email ad un altro studente perché lo aiutassi io 😅

      • Capisco che ti siano girate le scatole quando la pandemia ti ha fatto saltare l’Erasmus, ma è stato meglio così: è difficile farsi riconoscere gli esami dalla segreteria studenti anche se li hai dati tutti nello stesso ateneo, figuriamoci se alcuni li hai dati da un’altra parte e per di più all’estero. Grazie per la risposta! 🙂

  3. Auguri di ogni benedizione! Io son certa che tu riuscirai a fare della tua passione, il tuo lavoro. Sei tenace, costante, entusiasta. Coltiv ai tuoi carismi. Dio te li ha forniti, ora spetta a te.
    Ti abbraccio . Forteeeeeeee

  4. Che splendido articolo!
    I miei migliori auguri, Epiphenny, spero di non aver sbagliato a scrivere il tuo nome. Auguri per un futuro radioso, ricco di prospettive e possibilità e per un magico 2023.
    Una buona serata
    Valeria

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