Alla fine è stato il saluto più giusto

Alla fine è giusto che sia finita cosi. Era un capitolo aperto da troppo tempo, una pagina rimasta a metà, che non avrei saputo riempire. È giusto raccogliere ciò che non abbiamo neanche costruito, e proseguire lungo le strade assegnate per noi. Forse, a questo punto della storia, è anche giusto perdersi, e magari pensarti tra un paio d’anni chiedendomi come stai. È stato tutto giusto, in questi mesi, ma su di un fondale sbagliato. Perchè ci sono tante cose che non saprai mai, che mi sono portata dietro sempre, e che ho voluto proteggere più da me stessa che da te. Qualcuno direbbe che con il senno di poi avrei agito diversamente. La verità è che non lo so. Perchè sono sempre stata brava ad avere paura, la migliore a tirarsi indietro, la prima della fila a fingere che fosse tutto perfetto. Ma con te non lo è stato mai, non per me, che ho nascosto i sentimenti in una bolla di vetro, e per paura di romperla l’ho lasciata sulla scrivania. È assurdo pensare che sia stato giusto anche questo, ma quel poco che abbiamo avuto, quel poco che ti ho chiesto bussando alla porta più piano di tutti, per me ha avuto un valore, e lo avrà sempre, a prescindere da tutto, anche se per te sarò un ricordo lontano. Mi porto dietro soltanto la tua bomboniera di laurea, e il fatto che nei ringraziamenti della tesi hai letto a voce alta il mio nome. Non so se tu lo abbia fatto per cortesia o se ci fosse scritto davvero, ma non m’importa. So perfettamente di aver sprecato un’occasione dopo l’altra, e di essermi accorta troppo tardi che non ne avrei avute più. Non ho mai saputo cosa dirti, perché le cose piu sincere le ho sempre scritte, e ho preferito aggrapparmi alle scuse per non rischiare di rompere una bolla di vetro. Giusto, sbagliato, ormai può cambiare qualcosa? Le cose belle rimangono, chiuse nella stessa bolla di vetro, ma questa volta l’ho mostrata a qualcuno, con lo stesso finto coraggio degli scrittori in incognito, l’ho mostrata a chi in fondo lo aveva già capito da mesi, e improvvisamente alzarla da quella scrivania non ha più fatto così paura. So che sembra un passo minuscolo davanti a una maratona, ma quando aspetti su una panchina da tutta la vita, anche una poesia lasciata cadere a terra è un gesto con un significato. È come dare una forma agli incubi che non ricordiamo. E alla fine, a forza di osservare da lontano, i tuoi regali di laurea li ho scelti per tutti io. Non è la cosa più giusta, perché non sono esattamente un’amica, forse più una passante, di quelle che chiacchierano con te in stazione mentre aspetti un treno in ritardo. Ma quando la scelta è fare finta di niente o sacrificarsi per tutti, conta soltanto che l’altra persona sia felice. Non saprai mai com’è andata davvero, probabilmente non avrai neanche un sospetto, ed è giusto cosi. Ci siamo lasciate dopo una strana serata, vissuta con quelle vecchie paure, e con la sensazione che la mia bolla di vetro si fosse improvvisamente svuotata. Ci siamo salutate davanti al tuo albergo, e sembrerà strano, ma non ho provato altro che sollievo. È stato il mio punto alla fine di una lunga frase. Accetto il rimpianto di non aver fatto di più, ma sono contenta di averti conosciuta, seppur di fretta, ad un passo che non è mai stato il mio, e spero sinceramente che un minuscolo ricordo di me si conservi tra le pagine della tua tesi. Mi sono detta più volte che probabilmente doveva andare esattamente così, e forse per la prima volta riesco a guardarmi indietro con un lieto sorriso. Ritrovo un sentimento purissimo, che è rimasto lo sfondo di una tela nascosta sotto uno straccio, ritrovo le nostre brevi conversazioni, che erano un po’ il mio modo di scoprirti, ritrovo le occasioni che ho cercato di costruire, e i momenti inaspettati in cui a cercarmi sei stata tu. Ritrovo i frammenti di una fotografia in bianco e nero, che sarà sempre il francobollo di una cartolina mai spedita, e tra le sue pieghe nascondo i sogni che ho lasciato cadere, i discorsi che ho perso per strada, e i grazie che ho tenuto per me. Non so nemmeno se ci rivedremo. Forse una parte di me troverebbe giusto che non accadesse mai. Forse quella stessa parte di me preferirebbe incontrare la tua amica, perché un po’ è merito tuo se ci siamo conosciute, se abbiamo abbattuto il muro dei pregiudizi, se abbiamo avuto il coraggio di ricrederci, e magari riuscirei a chiederle anche qualcosa di te, se ti sente ancora, se stai bene, se sei felice. Chissà, il futuro… E’ ciò che abbiamo di più prezioso in questo momento della vita. E la cosa di cui più mi pento, a prescindere da ciò che è stato, è non averti detto, quella sera, Buon rientro, e n bocca al lupo tutto.

10 pensieri su “Alla fine è stato il saluto più giusto

  1. ❤️ Mi sono lasciata dietro tanti rimpianti. Poi, a un certo punto, ho capito che le cose non sarebbero potute andare diversamente. Da lì in poi c’è stata solo vita. ❤️ Ti auguro una vita piena di tutto, cara Penny.

  2. sono tante le parole non dette che spesso ci portiamo dentro tutta la vita, ma sovente le cose non sarebbero andate diversamente anche se le avessimo dette. Me lo sono chiesto anch’io più volte pensando a tanti episodi del mio passato, ora vivo serenamente le mie giornate senza farmi più pensieri…😉😊🤗🤗🤗👍 buon week end, trascorrilo al meglio 😊

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