Solite parole

Non so cosa lo renda così difficile. In fondo basterebbe solo voltare pagina, o per essere più sicura cambiare del tutto taccuino. Forse il problema è che non ci ho nemmeno provato. Mi sono aggrappata con le unghie ad un’immagine sfocata, accontentandomi di quel poco che a me era sempre bastato, e perdendomi in una goccia di pensieri confusi, in cui i ricordi si mescolavano al cielo autunnale. E’ che tu hai fatto le valigie, ma il tuo nome è rimasto qua, come un graffito mezzo cancellato, in un angolo nascosto del muro, dove soltanto in pochi sanno di dover guardare. Non ho mai scelto di aspettare, né di girare intorno allo stesso punto fingendo di sapere dove andare. No, io sono andata avanti, lasciandomi alle spalle i traguardi e i post-it di emozioni. Ma nonostante tutto, nonostante un bivio privo di scelte, nonostante un viaggio senza valige, ho ritrovato il tuo nome lungo la strada, come un ramo rimasto a terra dopo una notte di temporale. E a quel ramo mi sono incastrata, un po’ per caso, un po’ per un vano desiderio, trascinando le foglie della passata stagione tra la polvere, e ritrovando in quel fruscio i ricordi che non posso dimenticare. E’ che quel nome ha sempre significato di più. Come una scritta in grassetto, la parola più lunga del dizionario, o un bigliettino tenuto in tasca senza volerlo buttare. Un nome che potrei anche non leggere, ma saprei che da qualche lo potrei ancora trovare, magari un po’ cancellato, magari su una parete scrostrata, e ripassare con le dita riconoscendo lettere che mi vergognavo a chiamare. In tutto questo, è normale che il paesaggio cambi, e l’inverno si porti via anche le ultime tracce di un percorso passato. Fa parte della vita, e tante cose scivolano a terra in silenzio, sfumando i ricordi, e tirando pietre alle emozioni che abbiamo giurato di conservare. Io, in quel nome, ho nascosto tutto, buttandolo nell’ombra come se fosse una grotta, come se bastasse pensarci per tenerlo in vita, come se bastasse chiudere gli occhi per ritrovarla qui. Oggi è una ricchezza, uno scrigno chiuso a chiave, che posso aprire soltanto io. Domani forse sarà un ricordo, una cartolina appesa al frigo, una poesia da leggere senza parafrasi, un disegno informe che ha un senso solo per me. E so che a tutto quanto, io saprò sempre dare il suo valore.

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