La mia Top 5 delle città italiane

E’ raro che io tragga ispirazione da qualcun altro, ma in un periodo in cui la cerco anche nell’aria, un articolo in particolare ha spalancato le porte dei miei pensieri. Sono capitata sul blog di Travelwiththewolf e mi sono trovata davanti ad una classifica: “Top 5 Italian City“, le sue città preferite, non le più belle, come ci tiene a sottolineare, ma “quelle che hanno un posto privilegiato nel suo cuore”. Così mi sono ritrovata a chiedermi come sarebbe stata la mia. Superata la tentazione di metterci tutta la Campania, per quei colori da cartolina e quel clima caldo che ti fa sentire a casa, ho deciso di pensare a una risposta sensata. Ci sono tante città che vorrei poter includere nella classifica, se solo avessi l’occasione di visitarle di nuovo. Ho visto Roma soltanto una volta, in un periodo troppo caotico per poterla apprezzare davvero. Sono stata a Milano soltanto un giorno, ma ero troppo piccola per ricordarmelo. Due colossi italiani, tanto amati e tanto dibattuti, su cui pesano i pregiudizi che mi sono creata da sola. Così non le inserirò nella mia classifica, ma mi dichiaro pronta a ricredermi, con la promessa appesa al muro di tornarci con uno sguardo nuovo.

#5 Bologna

Sono stata in dubbio fino alla fine, ma alla fine le ho ritagliato in posto in quest’ultimo gradino. Bologna, la mia città, il luogo in cui sono nata, e il solo in cui io abbia vissuto. Forse è per questo che faccio fatica a dimenticarne i difetti, e punto il dito contro ogni sbaglio di chi la amministra per lavoro. Ma qui c’è la mia famiglia, ci sono i miei amici, ci sono le strade conosciute, e il centro che si ravviva nei fine settimana, ci sono le sedi storiche dell’università, e i laureati che si travestono ad ogni stagione, ci sono gli artisti di strada, che si accontentano di un angolo per dare vita a una magia. Ci sono troppe cose belle, a Bologna, e le puoi vedere tutte in un giorno solo, attraversandola a piedi in poco più di un’ora, sotto un intreccio regolare di portici, e un profumo di ragù fatto in casa che si libera da chissà quale finestra. Certo, non è perfetta, e forse nell’ultimo periodo è anche peggiorata. Noto più traffico, più caos, più sporcizia, più criminalità, più disservizi, con l’occhio critico di chi vorrebbe vedere la propria città splendere, e non perdersi dietro i più banali degli errori. Eppure tutto questo non può farmi dimenticare la mia storia, e quei pomeriggi domenicali di passeggiate in centro, quando mio padre riempiva il silenzio con i racconti di lui ragazzo, tra osterie e saale da ballo nella zona universitaria. Proprio lì hanno aperto un’attrazione: si chiama “La macchina del tempo”, e ti mostra Bologna sotto una luce nuova, antica, come se il tempo non fosse passato mai. Ecco, la mia macchina del tempo sono sempre stati quei racconti. Ed è anche grazie a loro se Bologna sarà sempre nel mio cuore.

#4 Bergamo

Una città che ho visitato una sola volta, insieme ai miei genitori. Una città che che mi ha colpito, come un bel quadro appeso a una parete. Una città del nord, apparentemente anonima, di quelle in cui idealmente non vivrei, perché i luoghi comuni te la fanno immaginare grigia come una bolla avvolta di nebbia. Ma Bergamo è riuscita a vincere anche i miei pregiudizi. Non avrei scommesso un euro su quella città, ma ho ancora negli occhi le strade di Bergamo Alta, vicoli di un altro tempo, circondati di antiche case in muratura. Le ho percorse di giorno, quando un fiume di gente correva per la fretta o si fermava per una fotografia. E le ho percorse di notte, quando la città sembrava andare in letargo, e restava solo un fragile silenzio illuminato dalla luce calda dei lampioni. Era il periodo di Natale, e le luminarie accompagnavano il passeggio tra le vetrine, cullando lo sguardo che si perdeva tra i colori. Bergamo è nel mio cuore, anche solo per quella sua capacità di conquistarmi in un giorno.

#3 Noto

Ho amato la Sicilia, pur avendola girata con troppa fretta. Ma nell’entusiasmo di vedere il più possibile, spesso ci si perde confondendo i ricordi nella memoria. Avevo sedici anni, ed è stato il mio primo tour organizzato. Una settimana impegnativa, va detto, con i ritmi serrati e poca libertà di scelta, ma soprattutto con pochissime ore per poter assaporare la vera atmosfera delle città. Tutt’ora non saprei indicare quale città mi sia piaciuta di più, o in quale mi piacerebbe tornare per pima, così ho scelto una piccola perla che viene spesso dimenticata: Noto, visitata ad agosto sotto il sole di mezzogiorno, e avvolta di quel colore dorato che sembrava assorirne il calore. Noto è bellissima, semplice, quasi spoglia, eppure armonica nella sua veste barocca che si cela sotto il primo velo. L’ho amata più di tutte le altre, forse anche più della famosa Taormina, e credo anche di sapere perché. Non è una città affollata, non è grande da perdersi, non è presa d’assalto dai turisti, è… una bella città, che si lascia ammirare. E poi, diciamocelo, come si mangia bene in Sicilia!

#2 Torino

Su Torino ho cambiato spesso idea, e sono onesta nel dirlo: la prima volta che l’ho vista non mi è affatto piaciuta. Io, amante delle città di mare, delle città vive, delle città in cui le strade ti invoglino a camminare, mi sono ritrovata all’interno di una gigante scacchiera. Torino è così: un geometrico lavoro a maglia, dove le vie si incrociano a novanta gradi e ogni tanto si aprono su delle enormi piazze. La prima volta l’ho trovata fredda, impostata, priva di un vero e proprio centro che fosse un porto sicuro. Eppure, nonostante questo, non ho incontrato altro che persone cordiali, che mi hanno offerto la colazione e hanno mostrato per l’altro un’attenzione rara. Poi ci sono tornata, lontana dall’estate che svuota le città, e affollata di turisti per il torneo di tennis più famoso. Da un estremo all’altro, un po’ me ne sono innamorata. Perché le vie dello shopping erano immensi vialoni, perché gli artisti di strada donavano vita anche agli angoli più remoti, perchè il profumo delle caldarroste mi faceva sentire a casa, e perché in realtà quelle piazze per me sono spettacolari. Torino è come se avesse mille anime, a seconda della stagione, dei colori nell’aria, del panorama che si va a cercare, e meritava sicuramente una seconda possibilità. E poi, finché un’amica vivrà lì, a pochi passi da Piazza Castello, io non potrò dimenticarmene.

#1 Napoli, isole comprese

Difficile immaginare che una città possa scalzare Napoli da questa prima posizione. Mi ha letterlamente affascinata, e davanti al golfo ci sarei rimasta per ore, cullandomi in quell’emozione unica che pochissimi lugohi riescono a trasmetterti. Napoli è impossibile da descrivere, con le sue tante forme, i suoi colori vivi, i suoi quartieri che s’incastrano in un dipinto astratto, e ti regalano un centro storico chiassoso e frenetico, un lungomare pacato, una vista dal Vomero da cartolina, e una Piazza del Plebiscito che ti abbraccia come una piccola San Pietro. A Napoli ho lasciato una scatola di ricordi, e ho portato a casa la sincera promessa di tornare, perché una settimana non basta a vederla tutta, e ci sarà sempre qualcuno del posto che ti farà scoprire un angolo nuovo. Mi è entrata così tanto nel cuore che ogni volta che sento quella battuta, quella sui ladri che ti rubano anche l’orologio, io mi innervosisco come se ci fossi nata. E poi le isole, uno spettacolo naturale, tre sorelle diversissime, Procida con le sue case colorate, Capri con le sue ville, e Ischia con la sua costa mozzafiato, sono un gioiello raro e tanto prezioso. Proprio a Ischia vivono dei lontani parenti, zii di mio padre che per un vecchio litigio ho conosciuto in ritardo, soltanto pochi anni fa. E questo non può che farmi amare ancora di più quella terra, tra le poche capaci di farmi sentire a mio agio anche nel caos.

Per onestà intellettuale, la mia prima risposta è stata un po’ diversa. Un pensiero scritto di getto, senza arrovellarmi per interi minuti, e senza recuperare le fotografie di tutti i miei viaggi, per ricordarmi e rivivere le sensazioni di allora.

Napoli domina la mia classifica, da quando l’ho visitata me ne sono follemente innamorata. Aggiungo la bellissima Matera al secondo posto (ringrazio Kikkakonekka – del commento precedente – per avermela ricordata), Torino al terzo per le sue piazze e la gente cordiale che ho incontrato (in barba a chi la definisce nordica e fredda), Bergamo al quarto posto (affascinante la parte “Alta” della città), e Bologna la mia città di nascita al quinto posto.

Riconosco a Matera una bellezza sublime, probabilmente unica al mondo, e l’ho apprezzata davvero. Ma per entrarmi nel cuore, io devo sentirmi accolta, devo sentirmi una persona qualunque, e non soltanto una turista che vuole scattare una bella foto. E questo, io l’ho trovato altrove.

21 pensieri su “La mia Top 5 delle città italiane

    • Il centro storico l’ho trovato molto sporco anch’io, ma già in zona piazza del Plebiscito per me la situazione era molto più vivibile. Certo, è una pecca abbastanza grave

    • Vado controcorrente ma neanche tanto, Venezia la trovo una di quelle città da vedere almeno una volta nella vita, ma in cui non tornerei mai. Troppo turistica, scomoda, e va contro i miei principi pagare una tassa per accedere 😀 Firenze è bella, l’ho vista anche più volte, ma non mi è rimasta nel cuore come altre città ecco

  1. Difficile scegliere quando i posti sono solo cinque però ecco, per quanto mi riguarda cercherei un posto anche per Genova, Lecce e Trieste!

    • Trieste ero tentata di inserirla, avessi avuto 6 posti ci sarebbe stata sicuramente! A Genova ci andrò a breve, per il ponte dell’Immacolata, vedremo se stravolgerà la mia classifica:)

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