Quel nostro ultimo aperitivo

Alla fine quell’aperitivo l’avevi proposto tu, ed io neanche me lo aspettavo, perchè in quei pochi giorni non pensavo volessi salutare proprio me. Magari è stata un po’ anche una frase fatta, che io ho raccolto da terra per costruirci un’occasione. L’ultima, quella dei saluti, delle domande sul futuro a cui non sappiamo rispondere nemmeno noi. Sarebbe stato più facile lasciarti andare, farti salire sul treno senza rivederti mai. Ma non ne sono stata capace. Non volevo rimpianti, o pensare che per paura non ci siamo neanche dette ciao. So che probabilmente spariremo, concentrate sulle nostre vite e sulle amicizie che custodiamo. So che non ci lega nulla di così forte che la distanza non possa cancellare. So che forse sembra anche strano quest’ultimo aperitivo, perché il primo lo abbiamo fatto a giugno, per augurarci buone vacanze, e guarda ora dove siamo arrivate. Ma in fondo dicono che ogni cosa, nella vita, abbia sempre una ragione, e non sarà diverso, anche vedendoti andare via.

Sono contenta di essere riuscita a salutarti. Lo sono davvero, e forse è proprio quello che mi serviva. Parlare come non avevamo mai fatto, raccontarci l’estate, scherzare sul niente, senza mai esserci realmente conosciute. Sono arrivata fuori tempo massimo, ma questa serata è stata l’occasione che ho aspettato per una vita. Magari non ci rivedremo, magari neanche ci scriveremo, ma quelle poche ore a me sono bastate per scrivere il finale di una bella storia. In quell’ultimo abbraccio ho nascosto tutto, le mie paure insensate, le mie illusioni, la nostalgia, e sembra assurdo, perché sei tu ad andare via, ma non riesco a immaginare quella casa senza di te. Fa parte di quei posti che faccio quasi fatica a frequentare, e me ne vergogno, ma è più forte di me. Ogni angolo mi ricorda di quando passeggiavamo insieme, ignare del poco tempo che ci restava, a fare progetti su un futuro che dovevamo ancora incontrare. Avrei voluto dirti di più, guardarti con più coraggio, vincere prima la timidezza, avrei voluto ricominciare, riportare indietro il calendario, ma tutto quello che ho potuto fare è stato abbracciarti nel parcheggio, e assaporare quel momento per non dimenticarli mai.

Ci siamo promesse di organizzare quei fine settimana, ma la verità è che non so se lo manterremo mai. Non sono nessuno, io, per venirti a cercare, chiederti di salire a Bologna, o di venire a Torino con me. Non c’ero io, dietro quella promessa, ma in fondo è giusto così. Non bastano un paio di giornate insieme per costruire dal niente un legame, non bastano impegno e volontà, non basta una sera davanti a uno spritz, non basta un abbraccio per dirsi in silenzio addio. Io l’ho capito, e forse è per questo che l’ho vissuta così. Come l’ultima vera occasione. Ho camminato fino al centro con un peso enorme sullo stomaco, perchè sapevo che sarebbe stato strano, e che avrebbe reso solo più difficile dimenticarmi di te. Poi una volta casa, sul letto a fissare il soffitto, mi sono sentita… persa. Come se all’improvviso non esistesse più niente, e ci fosse soltanto l’immagine di casa tua piena di scatoloni. È ironico che quella sia stata la prima ed unica volta in cui ci sono entrata? Io ci credevo, che saresti rimasta. Invece hai scelto di andare via, e non ti biasimo, ma non riesco ad essere del tutto felice per te.

Una parte di me, forse, spera ancora che tu possa tornare. Quell’illusione che uno tiene in tasca come scontrini, senza nemmeno crederci sul serio, solo per chiudere quella porta ma mai del tutto, ed essere pronto a riaprirla in mezzo minuto. Poi capita di scordarsi quegli scontrini, buttare i jeans in lavatrice e ritrovarsi coriandoli su tutti i vestiti. Tu, probabilmente, sarai un po’ come lo scontrino che si conserva nel portafoglio, perché ha un valore diverso, perchè rileggerlo fa piacere, perchè vorremmo che durasse di più. È un paragone scemo, lo so. E dio solo sa quanto ci metterò a scordarmi quell’ultimo abbraccio, quella nostra serata insieme, e quel tuo accento inconfondibile che ascolterei per ore. Mi sono buttata nei miei impegni per non pensare, come se potessi chiuderti in un cassetto, insieme a quelle quattro foto che ci ritraggono insieme. Ma la vita va avanti, ti porta altrove, accumula volti ed esperienze, e sarà sempre meno difficile guardarsi indietro, sfiorare quei ricordi e tirare fuori un sorriso.

Forse ci incroceremo alle nostre rispettive lauree, o in un fine settimana se mai capiterà per caso. Ma ora non conta. Ora orrei solo chiederti scusa per non essere stata abbastanza quando ne ho avuto l’occasione. E poi vorrei dirti grazie, un po’ in generale, perché senza fare niente, solo restando te stessa, tu mi hai fatto ricordare che cosa significhi amare.

2 pensieri su “Quel nostro ultimo aperitivo

  1. queste belle parole ci fanno vedere come fra i giovani di oggi i legami di amicizia siano ancora molto sentiti, è bello leggere queste tue emozioni riguardo l’affetto che provi, in qualche modo mi fa rivivere la gioventù anche a me, ripensando a quelle lontane amicizie….🤗😉😊👍

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