Lavoro!

Ebbene sì, anche quel momento è arrivato: la ricerca del primo lavoro. Di quelli pagati, s’intende, anche poco ma pur sempre pagati. In realtà la primissima offerta mi è praticamente piovuta dal cielo, sottoforma di telefonata da un numero sconosciuto che ho ricevuto mentre ero in auto con un’amica. Ernst&Young, membro della schiera dei quattro colossi della consulenza, azienda che ha la fama di risucchiare i dipendenti in ufficio, e creare un clima più competitivo della finale dei mondiali. Era giugno, io ero ancora un po’ sprovveduta, e durante quella prima chiamata mi sono impallata dieci volte nel presentare me stessa. Ho pensato di aver combinato un disastro, invece mi è stato offerto uno stage nell’area Tech Risk. Neanche il tempo di capire che area fosse e di cosa mi sarei occupata, che subito ho dovuto dare una risposta: accetti o no? Insomma, non è il lavoro dei miei sogni, non è l’ambito che più mi piace, non è che ci capisca molto di cybersecurity e sistemi IT… Accetto.

Non era niente di vincolante, ma mi sono fatta prendere dall’ansia mista all’entusiasmo di essere stata scelta io. Ho accettato con mille dubbi, riuscendo a convincere il team a iniziare soltanto a novembre, perchè ero sicura che non avrei smesso di cercare. Non volevo restare con le mani in mano, a guardare una laurea appresa al muro senza fare niente. È per questo che ho accettato, per avere un piano B, una scialuppa in cui buttarmi, un’opzione certa che avrei sempre potuto rifiutare. Ci ho pensato molto, e mi sono sentita anche scorretta, perché stavo occupando un posto soltanto per paura, ma in fondo avevo una scelta, e non volevo tornare indietro senza averci neanche provato. Così ho continuato a inviare il mio CV, e a rispondere a quei messaggi su Linkedin che viaggiano tra l’utile e lo spam.

Poi un giorno, mentre ero bloccata in casa con il Covid, mi è arrivata una risposta. Era Crif S.p.A., società nel settore dell’informazione creditizia. Mi proponevano uno stage di sei mesi, discretamente pagato, nell’ufficio che si occupa del rating delle imprese clienti. Ho risposto immediatamente, e la settimana successiva ho sostenuto il colloquio telefonico. La responsabile delle risorse umane avrà avuto un paio d’anni più di me, e nei primi dieci secondi di telefonata mi ha chiesto di darci del tu. Questa volta mi ero preparata, forse anche troppo, con un discorso di presentazione articolato che mi ripetevo in testa dalla mattina, e non solo non ho combinato disastri, ho pensato pure di aver fatto una discreta figura. Peccato sia giunto il colloquio tecnico con il team, e la mia capacità di articolare una frase di senso compiuto si sia persa in un’altra dimensione. Domande sugli indici di bilancio… beh, me le potevo anche aspettare. Come ho fatto a non pensarci prima? Ho cercato di improvvisare scavando tra le mie reminiscenze del corso universitario, ma dopo un’ora di colloquio ho pensato che non mi avrebbero mai richiamata.

Sono partita per il mare con le amiche, e dopo il viaggio in autostrada, direttamente in spiaggia, ho ricevuto una telefonata. Esito positivo. Ho esultato con ancora in mano la crema solare, e in mezzo ai saluti la ragazza delle risorse umane mi ha detto in tono allegro “Buon mare!”. Ah, queste onde che non sanno essere discrete!

Così il 26 settembre inizierò a lavorare. Non so cosa aspettarmi, non so se mi piacerà, non so se farò questo per tutta la vita. Forse è proprio il bello del primo lavoro. È quel momento della vita in cui stai arrivando al bivio, mentre scrivi le ultime pagine della tesi, e ogni singola opportunità ti sembra gigante, perché l’entusiasmo ti fa vedere tutto luminoso, anche se a volte hai paura, anche se ti sei già chiesta se non sia stata la scelta sbagliata. Ma sei mesi voleranno, e a prescindere da quello che accadrà, probabilmente è il modo giusto per iniziare. E se la mia strada dovesse essere altrove, farò sempre in tempo a svoltare.

33 pensieri su “Lavoro!

  1. Secondo me mantenere un sano contatto con la scrittura ti “protegge” da tutto.
    Scrivere è ascoltare sé stessi, catturare e percepire preziosi segnali che ti dicono se una scelta per te è ok o non ok.

    In bocca al lupo! 🙂

  2. in bocca al lupo, il primo lavoro non per forza dev’essere quello definitivo, ma passare dall’ambiente scuola a quello lavorativo è un passo importantissimo, oltre che gratificante da un punto di vista economico, quindi sono felice per te..😉😊🤗👍👍

  3. Il primo lavoro. Eh! Quanti ricordi! In cocopro, pagato pochissimo, rinnovato di anno in anno: eppure mi ha permesso di andare a vivere da sola e iniziare la mia vita, oltre ad avermi insegnato a scrivere più dell’università. Non credo lo dimenticherò mai. ♥️
    Goditi ogni momento, anche l’ansia e i dubbi. Fa tesoro di ogni insegnamento, anche degli errori. Viviti tutto, anche i colleghi odiosi. 😉

  4. Andrà tutto bene. E’ giusto che tu inizi a relazionarti con un mondo diverso da quello cui sei abituata. Ci sarà qualcosa che ti piace, altro meno, persone che ti piaceranno, altre meno. Ma ti farai esperienza, una riga in più sul tuo CV, e forse qualche soldo in più in tasca.

  5. Buona fortuna , anche la mia situazione si sta un po’ sbloccando in questi ultimi mesi a quasi un anno dalla laurea magistrale. Spero di parlarne presto visto che mi dispiace aver un po’ lasciato da parte il blog in questo mesetto. Vale anche per i commenti perché ero troppo stanca anche solo per scrivere ma mi faccio notare anche solo lasciando un “Mi piace” ❤️ buona fortuna 🤞❤️

  6. mi ha sempre terrorizzato l’idea del posto fisso e di un lavoro “per tutta la vita”… all’inizio cambiavo spesso lavoro, con il tempo il mio terrore si è evoluto in un ideologia dove 5-10 anni e poi si dovrebbe cambiare lavoro per dare nuovi stimoli al cervello, per affrontare nuove sfide.. non è detto che sia sempre facile e possibile… le mie ultime due esperienze sono durate 10 anni la prima e ora sono sull’orlo del decimo anno in quella attuale… ogni esperienza ti insegna, ti completa e anche eventuali errori ti aiutano a capire quella che sarà la scelta migliore… ti auguro ogni bene, affronta questa nuova sfida con la curiosità che ti contraddistingue!!

  7. beh complimenti, anche al primo colpo^^
    invece io sto per finire 4 mesi e mezzo in un magazzino, per essere part-time è ben pagato, e a ottobre inizio un nuovo indirizzo di studio abbandonando le scienze della triennale **

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