Una settimana a Napoli e dintorni: ottavo giorno | Gli ultimi chilometri

Ultimo giorno, e già con la malinconia ci concediamo una colazione fuori. Poi ci mettiamo in fila da Attanasio per comprare le sfogliatelle da portare a casa. Eppure la vacanza non è ancora finita, mancano ancora un paio d’ore, un’intera mattina da occupare per continuare ad esplorare la città.

Qui non so dove fossi, stavo seguendo le indicazioni di Google Maps per raggiungere una taralleria. All’improvviso hanno iniziato a comparire delle vecchie torri, incastrate tra le più recenti abitazioni, come se qualcuno avesse avuto paura a toccarle, e avesse scelto di farle convivere negli stessi metri quadrati. La storia che si incontra e non si rispetta, dando luogo ad un connubio che è affascinante per la sua semplicità.
Ho scoperto che fosse Porta Capuana controllando su Google Maps, e con sfogliatelle e taralli in mano ci siamo fermate a guardarla. Antica, imponente, apparentemente incrollabile, e con quell’aria severa che solo pochi edifici riescono a mantenere.
Assurdo essere a Napoli e non capitare mai davanti al busto di Pulcinella. Dicono che toccargli il naso porti fortuna, così lo abbiamo fatto anche noi.
In cerca di un negozio suggerito da un’amica, continuiamo a vagare controllando di tanto in tanto la mappa, e ignorando un cielo grigio che ci accompagnava dall’inizio della giornata. Capitiamo in una piazza dall’aria familiare, dietro il Chiostro di Santa Chiara, e ci domandiamo perché ci sia sfuggita il primo giorno, quando forse non abbiamo svoltato il giusto angolo, e siamo finite altrove.
Scopro che stiamo raggiungendo i quartieri spagnoli, e lo intuisco per quella strada che in lontananza si inerpica in salita, facendola sembrare un muro da scalare per raggiungere la collina.
Via Toledo è la ricca di negozi, catene d’abbigliamento e piccole vetrine, un concentrato di culture che s’incontrano e si rispettano, sullo sfondo di una strada larga che ricorda le grandi città. Ogni tanto s’incontra un monumento, una Chiesa di cui non conosco il nome, o un palazzo dalla facciata curata che distoglie lo sguardo dai manichini.
Per l’ultima volta attraversiamo il centro storico, Via dei Tribunali e Via Forcella, le nostre strade per tutta la settimana. Ci fermiamo per un’ultima pizza, e sulla via del ritorno il sole fa capolino tra le nuvole grigie, quasi volesse lasciarci un saluto da parte della città.

Con le valige cariche di dolci e limoncelli, le sfogliatelle impacchettate in mano, e il cappello di panama in testa, ringraziamo il portiere e raggiungiamo la stazione.

Numero di chilometri a piedi: 12,79

In valigia abbiamo messo i nostri 132 chilometri e una città splendida da raccontare.

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