Quella era la tua città

Non posso fingere che non abbia significato niente. In fondo quella era la tua città. Tu non c’eri, è vero, ma il pensiero è rimasto fisso all’ennesima occasione mancata, perché le vacanze ci portano sempre lontano, ci fanno viaggiare, lasciare l’aria di casa per scoprire il mondo, ed entrambe lo abbiamo fatto nella stessa settimana. Lo sapevo, eppure l’indifferenza era una maschera, e quei luoghi resteranno sempre un po’ più speciali degli altri. Il tuo accento era in ogni voce che ascoltavo, la tua presenza in quella piazza davanti alla tua finestra, e il tuo ricordo davanti al litorale, in quella frase che abbiamo usato entrambe sotto una fotografia: il mare è senza strade, il mare è senza spiegazioni.

Non ci siamo viste, ma ci siamo scritte, un po’ trovando una scusa, un po’ per chiederti un consiglio, e alla fine quel consiglio ci ha portate a Sorrento, in una spiaggia stupenda, e sarà sempre merito tuo. Anche se è stato solo un messaggio, poche righe per dirci come arrivare, anche se te l’ho chiesto tardi, quasi all’ora di cena, e anche se ci conosciamo poco, e non abbiamo mai parlato davvero, per me è valso tanto, tantissimo. In quella spiaggia ci abbiamo un po’ lasciato il cuore, e mentirei se dicessi che tu non c’entri niente, ma il tramonto sul mare è l’ultima immagine che ho di quel posto, quando i gabbiani danzavano in aria e le onde brillavano di diamanti, ed è per questo che avrei voluto scriverti Grazie. Per quei pochi minuti di magia.

Non l’ho mai fatto, non ne ho avuto il coraggio. Ma dietro ogni foto che ho pubblicato, dietro ogni video al panorama, si nascondeva il mio strano modo di raccontarti dov’ero, il mio punto di vista su un luogo che appartiene a te. Non ho mai pensato che avrebbe cambiato le cose, ma so che in fondo quelle foto le hai viste, e per me è stato sufficiente così. Ho sperato che si capisse quanto fosse speciale, quanto quella città mi sia rimasta nel cuore, e non è per te, davvero, ma forse non ci sarei andata se non avessi significato questo per me. In un certo senso, un po’ mi ci hai portata tu. Ma non è bastato cercarsi nel panorama che tante volte hai fotografato, perché la distanza non si può colmare così.

Posso fingere che non sia stato strano percorrere quelle strade, e farmi guidare da chi in fondo ci vive da una vita. Posso mentire dicendo che non ci ho pensato, e non ho associato quelle strade alle foto che conosco a memoria. Posso far credere che sia stato come visitare un posto qualunque, in una vacanza estiva che si può dimenticare. Ma non sarà mai così. E se solo le cose fossero diverse, se solo avessi il coraggio di provare a cambiarle, anche quella citta magari varrebbe più di una speranza… magari sarebbe una promessa.

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