Mascherine ciao ciao

Comunque va detto: dopo più di due anni è strano. Pensavo che quando sarebbe arrivato il giorno, sarei stata la prima a volerle bruciare. Invece sfilarla dalle orecchie è stato come togliersi una maglietta di troppo, e sentirsi nudi davanti a tutti. So che è una cosa normale, ma per i primi istanti mi sono guardata intorno, in un’aula di pochi studenti, come se stessi facendo qualcosa di male. Togliersi una mascherina. Per quanto tempo lo abbiamo sognato? Ma forse la paura di questi anni qualcosa ce lo ha lasciato. La sensazione di essere fragili, vulnerabili, l’idea che tutto possa cambiare in un attimo, il timore di colpire una persona cara, e il silenzio di tutti quei giorni vissuti a metà, che resteranno per sempre caselle vuote di un calendario. Togliersi la mascherina è archiviare in un cassetto gli ultimi due anni. È sforzarsi di ricostruire un mondo che avevamo buttato via. È riportare a galla i ricordi perché non ci sembri troppo strano. La verità è che prevale l’istinto, quello che nell’aria di un un’aula chiusa ti fa segno: pericolo!, come se la normalità non dovesse tornare mai. Invece la stiamo riconquistando, pezzo dopo pezzo, muovendoci timidamente verso le persone che ci hanno insegnato a temere. Ora all’università i compagni hanno un volto completo. Hanno un sorriso, che non sono costretta decifrare dagli occhi, hanno lentiggini, fossette, hanno la tendenza a mordere la matita, e a sussurrare tra loro mentre il professore spiega. Per due anni tutto questo lo abbiamo dimenticato. E sì, è strano, non siamo più abituati, ma non vuol dire che valga di meno, o che quel mondo abbia smesso di mancarci tempo fa. Per un attimo mi è sembrato di tornare al 2020, a quelle ultime lezioni in presenza prima che l’Italia si bloccasse. Quando davamo tutto per scontato. Quando pensavamo che la vita potesse andare in un solo modo. Ma dietro quelle mascherine ho imparato più di quanto io sia in grado di spiegare. E a chi oggi si arrabbia se qualcuno fatica a lasciarla andare, io vorrei ricordare quante vite le mascherine hanno salvato. Sembra assurdo anche questo, ma gli obblighi sono diventate scelte, e queste non dovrebbero essere giudicate. O vogliamo dare prova ancora una volta di non essere in grado di convivere?

18 pensieri su “Mascherine ciao ciao

  1. bella riflessione, io devo dire appena ho potuto le ho subito levate, già all’aperto non le portavo da una vita. Certo hanno salvato moltissime vite umane, ma respirare dentro a quegl’involucri di stoffa era molto stancante, soprattutto con l’arrivo del caldo, d’inverno alla fine era quasi un modo per sentire meno il freddo. Nelle scuole devono tenerle fino alla fine dell’anno, anche li queste distinzioni non le capisco, ma va beh, ormai bisogna adattarsi a tutto, se ne faranno una ragione anche loro, tanto la fine dell’anno è vicina. Ed ora finalmente possiamo tornare a vederci del tutto, anche se devo dire che quegli occhietti sopra alle mascherine in molti casi erano davvero simpatici, ho imparato ad amare molte ragazze proprio da quel loro sguardo che si leggeva negli occhi, troppo simpatiche…👍😉😊😊🤗

    • Belle anche le tue di riflessioni! Anche sotto questo post sto notando opinioni contrastanti, e questo mi fa capire quanto poco ancora si sappia o comunque quanto poco venga spiegato ai cittadini.. Per quanto riguarda gli sguardi, va detto che forse ci siamo specializzati a leggerli 😄

    • Non mi trovo del tutto d’accordo, anche il green pass ha avuto la sua utilità, poi è scappata un po’ la mano, ma per come era nato anche a livello di UE aveva senso

  2. Mah, io continuerò a tenerla ancora un po’ in tutti i luoghi al chiuso pieni di gente. Per me c’è ancora il rischio che ricominci tutto e forse si sta sottovalutando il pericolo. Spero di sbagliare anche se capisco il desiderio di normalità.

    • Ma guarda, si fosse trattato della triennale con 200 persone l’avrei messa anch’io, come la continuo a mettere nei negozi, ma nel mio corso saremo 20 a esagerare che vengono in presenza

    • Stessa mia convinzione.
      In ufficio la tolgo (siamo in 2 a 3 metri di distanza) ma se mi sposto in altri uffici diversi dal mio, anche per rispetto dei colleghi, continuo ad indossarla.
      Magari malvolentieri, ma sento che al momento è la cosa giusta da fare.

      • Ecco, come dicevo poco fa alla fine credo si tratti di usare un po’ di buonsenso e di saper valutare caso per caso quali siano le condizioni ambientali e le probabilità di un eventuale contagio. Poi oh…se la sfiga decide che deve vincere lei c’è poco da fare!

  3. All’aperto l’ho tolta anch’io ed è un piacere camminare respirando a pieni polmoni, ma nei luoghi chiusi e dove c’è gente, io me la rimetto…per prudenza.

  4. Ho pensato la stessa cosa anch’io oggi: primo giorno in palestra circondata da persone senza mascherina. È stato proprio strano. Io devo continuare a portarla (ho avuto problemi di salute e i miei leucociti non sono ancora tornati al massimo della loro forma) e un po’ mi preoccupa quello che gli altri penseranno di me. So che è assurdo, però mi sento così…

    • Invece capisco, è un periodo in cui penso sia strano a prescindere, perché dopo 2 anni cambiare le abitudini o vederle cambiare fa effetto. La parte razionale di me però ti direbbe: fregatene, perché tutti possiamo fare le nostre valutazioni, io per esempio al supermercato continuo a portarla, così come nei negozi 🙂

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