Noi siamo infinito

Siamo stati tutti adolescenti, abbiamo avuto tutti sedici anni, abbiamo affrontato tutti il liceo, i primi amori, le  prime feste, le prime sbornie. Charlie non è diverso, è un ragazzino americano, immerso negli stereotipi degli adolescenti americani, che tra un ballo scolastico e l’altro sta imparando a crescere. Il romanzo è una raccolta di lettere che Charlie dedica a un presunto amico immaginario, e a cui racconta brevemente le sue giornate del primo anno scolastico del liceo. Allo stesso modo, nell’adattamento cinematografico, ampio spazio è concesso alla narrazione fuori campo del protagonista, interpretato da un giovanissimo Logan Lerman. Appare chiaro sin da subito che qualcosa, nella sua vita, lo ha segnato, e che per lui non è facile relazionarsi con gli altri, raccontare di sé, essere al centro dell’attenzione. Ha perso due persone fondamentali, due punti di riferimento, prima zia Helen, in un incidente stradale, poi il suo migliore amico Michael, morto suicida durante l’estate. Sono due vuoti incolmabili per Charlie, che si impegna al massimo per sopravvivere ai giorni eterni del liceo, ma non trova il coraggio per viverlo davvero. Sarà l’incontro con Sam e Patrick a dargli la forza di reagire, a fargli capire che c’è posto anche per lui, e che l’amicizia è qualcosa che ti può cambiare la vita. E sarà il suo professore di inglese avanzato a stargli accanto, dandogli fiducia e la consapevolezza di essere bravo, più di quanto egli stesso si renda conto. In molte lettere del romanzo Charlie scrive, come in un diario, gli eventi che lo hanno colpito, le difficoltà che si trova ad affrontare, i dubbi che lo tormentano, e i ricordi da cui non riesce a liberarsi, perché la sua mente è un gran casino. Racconta il suo amore per Sam, che fino all’ultimo non riuscirà a confessare, preferendo vederla felice da lontano pur di rispettare il suo volere. E pian piano entriamo in contatto con l’anima più profonda di Charlie, quella che nemmeno lui si rende conto di avere, quella che nasconde un grande trauma subito da bambino, e che lo rende una persona fragile, come un sottilissimo corpo di vetro, spaventato e incapace di essere amato. Un trauma che grazie a Sam riuscirà finalmente a raccontare, dandogli la forza di chiedere aiuto, e permettendogli così di chiudere un brutto capitolo del passato. L’anno scolastico di Charlie è filtrato anche attraverso una serie di titoli, di libri che il professore di inglese avanzato gli assegna personalmente, di canzoni che conosce in radio o alle feste con gli amici, titoli che fanno da colonna sonora silenziosa al romanzo, ma non sono messi a caso, perché in quei titoli Charlie si riconosce, si sente profondamente legato, e il lettore lo percepisce. Anche nel film la colonna sonora è una seconda protagonista, quasi fosse la personificazione dei sentimenti celati di Charlie, infilati a forza nelle cassette, nei dischi in vinile, nella buona musica degli anni Ottanta e Novanta.

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