Periodo

È un periodo in cui certi rapporti mi mancano. E mi ritrovo a scrivere alle persone dopo mesi, sfondando il muro del primo passo che temo sempre ti di fare. Non chiedo chissà che cosa, solo un ciao, come stai?, quella domanda che non fa nessuno, perché a nessuno interessa davvero la risposta. Ma io voglio saperlo sul serio. Anche se non ci sentiamo da mesi, se percorriamo strade diverse, se mancano spesso le occasioni, io ci tengo, e non voglio lasciar perdere per paura. Sto imparando ad ascoltare l’istinto, a prendere il cellulare e inviare quel messaggio, senza vergognarmi di sembrare sentimentale. So che a me farebbe piacere riceverlo. E magari non sarà quella domanda a cambiare il corso delle cose, ma spesso finiamo a parlare, a raccontarci vagamente le nostre vite, a riprometterci di vederci, perché a volte ce ne dimentichiamo. E va bene così, in fondo ci sono gli studi, il lavoro, gli impegni, le distanze lunghe chilometri. Però io ci provo. Sarò nostalgica, proprio adesso che un capitolo sta per finire. Mi ritrovo a pensare a questi ultimi anni, alle persone che hanno corso con me, a tutte quelle esperienze vissute insieme, e non posso far altro che conservare i ricordi, trattarli bene e chiuderli tra le foto. E’ che mi fa paura lasciare tutto, anche se lo so che niente andrà perduto. Così cerco un conforto in chi mi sta intorno, un abbraccio da chi vedo spesso, una parola da chi si è allontanato, propongo di uscire anche se ho poco da raccontare, spendo soldi in cene e caffè, perché valgono più di una maglietta nuova, e quando arrivo a casa vorrei fermarmi lì, in fondo alle scale, seduta a guardare le stelle. Eppure è primavera, e mi ha sempre messo allegria. Ma è un po’ come divorare un libro in un giorno solo, arrivare a poche pagine dalla fine, e aver voglia, improvvisamente, di non leggerla mai. Piuttosto aggiungerei pagine nel mezzo, fogli scritti a penna da me, perché sarà vero che non mi va di andare oltre, ma pagherei per allungare di un’ora ogni giornata. E’ il periodo più bello, quello in cui posso ancora fare scelte avventate, organizzare un’uscita un’ora prima, restare fuori dalla mattina alla sera, accettare gli inviti anche dei conoscenti, e farmi travolgere dagli eventi senza naufragare mai. Una parte di me vorrebbe che durasse per sempre. Poi leggo le prime righe della mia tesi, ascolto qualche amico parlarmi del lavoro, sento i miei genitori iniziare a pensare a una casa per me, e mi rendo conto che ci siamo. E’ quel periodo in cui inizi a vedere i cartelli per la tua destinazione, ma decidi di andare avanti, perché il panorama ti piace, e non sai se la nuova strada sarà in salita o in discesa. Ma sai che puoi anche superare gli incroci, eppure prima o poi dovrai svoltare. Così scrivo a quelle persone per chiedere loro di camminare con me, di percorrere gli ultimi metri insieme, come ai vecchi tempi, quando neanche ci si chiedeva come stai?, perché bastava guardarsi in faccia per capirsi. E non c’è niente di male ad aver bisogno di loro, a farlo capire con un messaggio, a farsi vivi chiedendo scusa per tutto quel tempo sprecato. Si può sempre ricominciare da un punto e a capo, perché non si cancella quello che c’è stato prima, anzi, è esattamente ciò che spinge a camminare allo stesso passo. Questa settimana usciremo a cena. Con due amiche dobbiamo organizzare una colazione. Resta un pranzo in sospeso con i compagni di università. Dopo gli esami ho proposto un brindisi con uno spritz. E i primi di maggio sarò a Torino a trovare un’amica. Programmi che potrebbero anche saltare, del resto io non brillo certo per fortuna. Ma l’impegno ce l’ho messo, e sarò sempre pronta a recuperare, perché ci tengo davvero.

13 pensieri su “Periodo

  1. Che bello questo post che hai scritto. Ti ho messo “like” che ero a metà, come un applauso a scena aperta. Mi sono rivista, ormai 13 anni fa, quando sono andata a vivere da sola, con il mio primo lavoro in cocopro, tanti sogni e una frase appesa al muro: “E forse non sarà come credevi, perché sarà anche meglio di ciò che speravi” (Tiziano Ferro).
    Buona primavera, cara Penny.

  2. Stiamo un po’ tutti, per motivi diversi, progettando una “primavera” di rinascita per i prossimi mesi.
    La tua laurea, ma anche una vacanza, un incontro, una cena.
    Sentiamo un profumo nuovo e cerchiamo di seguirne la scia.

  3. Come ti capisco, come mi piacerebbe poterti scrivere per chiederti come stai. Tantissime volte mi sono trovata nella stessa situazione e mi ci trovo ancora, ma sono sempre io che cerco le persone….
    Un grande abbraccio 🤗 ❤

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.