Dieci anni dopo

Non riesco nemmeno a guardarle in faccia. Non le ho perdonate, non le ho dimenticate, anche se ormai sono passati dieci anni, e da allora non ci siamo mai più incontrate. Ci siamo riviste in una brutta giornata, al funerale di un compagno di classe, e mi sono resa conto che non ce la faccio. So che sembra stupido, un’occasione sprecata, in fondo avevamo dodici anni, e oggi magari sono cambiate. Eppure ci provo, le guardo, sforzo un sorriso, ma non riesco a pronunciare una sola parola. Mi tornano in mente quegli anni, le risate, le prese in giro, le offese, anni in cui ci sono stata male, senza il coraggio di dirlo a nessuno, anni che mi hanno lasciato ferite che solo il tempo ha saputo guarire. Ma non riesco a fingere che siano persone qualunque, compagne di vecchia data, non riesco ad avvicinarmi con un sorriso, o chiacchierare con loro come una cosa normale. E’ come se i loro sguardi fossero gli stessi di dieci anni fa. Come se nonostante tutto, il tempo, le amicizie, le esperienze, fossero ancora le stesse bulle di allora. So che non è così, che sono io ad abbassare la testa senza un motivo, e giuro che avrei voluto fare quel passo, andare da loro e salutarle, chiedere cosa facciano nella vita, ma non ce l’ho fatta. Ci siamo scrutate da lontano, senza il coraggio di dirci niente. Ed è triste, perché forse un’altra occasione non ci sarà mai. Probabilmente speravo che fossero loro a venirmi incontro, e per sarebbe valso come una richiesta di scuse. Ma non ci siamo parlate nemmeno un attimo. Non ci siamo dette nemmeno ciao. Resta l’amarezza di quei ricordi che non si cancellano, e di quelle persone a cui non riesco a dare un’altra possibilità. Forse doveva andare così, forse è normale, forse non sarà mai destino per noi incontrarci di nuovo. Siamo troppo diverse per capirci, troppo consapevoli del passato per tenderci la mano. Dicono che per vivere meglio si debbano sempre chiudere i conti aperti, eppure a volte è più semplice nasconderli in un cassetto, fingere che non esistano, coprirli di tutte le belle cose che ti regala la vita, e mentre lo fai non ti rendi conto della polvere che diventa rancore. Per te è solo una scelta: quella di rinunciare a provarci. Magari sarebbe andata bene, magari no, ma tu hai deciso di non volerlo scoprire. Poi incontri quelle persone ad un funerale, e il passato ti piomba addosso come se lo avessi archiviato ieri. Resti in silenzio, turbata da quelle vecchie paure, con la voglia di gridar loro in faccia quello che non hai detto dieci anni prima, ma sai che sarebbe sciocco, e ti farebbe solo star male. Mentre fumavano una sigaretta io sono rimasta lì, in silenzio, a pochi passi loro, a origliare se il suono delle voci fosse cambiato. Perché io me lo ricordo, eccome se lo ricordo! Sono passati dieci anni, ma se chiudo gli occhi e mi concentro potrei risentirle all’infinito, e giurare che abbiano usato esattamente quelle parole. Mentre stavo lì come una scema, mi chiedevo cosa pensassero di me. Se in tutti questi anni si siano mai chieste dove fossi, cosa avessi scelto di studiare, se mi fossi mai fidanzata. Mi sono risposta di no. Perché avrebbero dovuto farlo? Nemmeno mi salutavano quando tornavamo a casa e dal fondo della fila io dicevo ciao. Magari anche per loro è stato strano vedermi, magari qualche senso di colpa in quel momento lo hanno provato. Ma ormai abbiamo le nostre vite, le nostre strade da percorrere, delle persone con cui camminare, e il passato è un’ombra sempre più lontana. Non avremo scritto quel lieto fine perfetto, ma a volte non ha nemmeno senso provarci. Dieci anni sono tanti, eravamo solo delle bambine, e troppo è stato distrutto allora perché possa essere ricostruito.

A volte si può soltanto andare avanti.

11 pensieri su “Dieci anni dopo

  1. Ci sono persone che ci hanno ferito e non meritano più nessuna attenzione da parte nostra.
    Ne hai dedicato loro anche troppa.
    Tu ormai hai il tuo percorso, loro appartengono solo al passato.

  2. Capisco il sentimento, ho perso tante amicizie negli anni anche senza litigare. Alla fine un po’ di rimpianto c’è ma se doveva andare così è inutile rimuginare. Si può solo andare avanti e creare nuovi rapporti con altre persone che sappiano riconoscere il nostro valore

  3. Mah…a me è successa una cosa simile con un tizio che conoscevo da ragazzetta. Io mi sono avvicinata e, sorridendo, gli ho porto la mano chiedendogli se era ancora cretino come “tanti anni fa” poi mi sono girata e l’ho lasciato lì, allocchito e a bocca aperta.

  4. Hai fatto bene a non salutarle. Capitolo chiuso, finito, stop, non dobbiamo piacere a tutti, non dobbiamo stare in pace per tutti, e soprattutto ma dove sta scritto che dobbiamo sempre perdonare tutto e tutti? Sono cambiate, non sono cambiate? Non è un problema tuo. Nel mondo siamo sette miliardi, puoi benissimo fare a meno di loro, chiunque ora siano.

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