Gioie (poche) e dolori (tanti) del 2021

Ed eccoci giunti al mio appuntamento annuale con il riepilogo dell’anno in chiusura. Devo dire la verità, quest’anno mi sono ritrovata a tre giorni dalla fine del 2021 senza essermi mai guardata indietro. Nessuna idea di cosa scrivere, di quali eventi elencare. Non ho tempo, mi dicevo. Ma in tutta sincerità non c’avevo voglia. Parlare di un anno che ai miei occhi è stato quasi peggio del 2020, esiste forse una tortura peggiore? Ma glielo dovevo. Al 2021, intendo. Perché è giusto conservarlo nella memoria, e possibilmente evitare che si ripeta.

Che anno è stato? Beh, vi dico solo che è cominciato con l’irruzione al Campidoglio di Washington da parte dei repubblicani. Un clima politico non facile, in cui è avvenuto, finalmente, l’insediamento di Joe Biden alla Casa Bianca. E intanto, dopo 413 anni, in Virginia è stata abolita la pena di morte. Nel 2021 abbiamo assistito all’ennesima crisi di Gaza. È stato rinnovato il trattato di amicizia sino-russo tra Cina e Russia. Kabul è stata conquistata dai talebani, e tutti gli anni di progresso civile sono stati spazzati via. È stato assassinato il presidente di Haiti. Le forze speciali guineane hanno preso il potere in Guinea con un colpo di stato. È stata sulle prime pagine la crisi dei migranti bloccati al confine tra Bielorussia e Polonia. Nel 2021 entrata definitivamente in vigore della Brexit, con annesse le file dei camion al confine. È morto il principe Filippo, duca di Edimburgo, marito della regina Elisabetta II. Angela Merkel ha concluso il suo ultimo anno da Cancelliera e ha detto addio. E mentre Polonia e Ungheria introducevano leggi discriminatorie contro le comunità LGBTQ+, il parlamento del Liechtenstein ratificava con 23 voti su 25 la Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e lotta contro la violenza sulle donne. I leader del G20 si sono riuniti a Roma per un verticedi due giorni organizzato dalla presidenza italiana. Il 47º vertice del G7 si è svolto nel Regno Unito a Carbis Bay. Si è tenuta la conferenza COP26 delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. La Corte d’Appello dell’Aja, nei Paesi Bassi, ha giudicato il gigante petrolifero Shell responsabile dell’inquinamento da idrocarburi nella regione del delta del fiume Niger.

E in Italia? In Italia abbiamo assistito alla caduta del governo Conte, e all’insediamento del governo Draghi. Abbiamo assegnato al generale Figliuolo la gestione della campagna vaccinale. Abbiamo fatto il tifo per il DDL Zan, affossato tra i cori da stadio dal Parlamento. Un 2021 di cronaca nera, quasi nerissima. Dall’omicidio di Bolzano alla sparizione di Saman Abbas. Poi la strage della funivia Mottarone, il cui unico sopravvissuto è stato il piccolo Eitan. L’incendio a Milano della Torre dei Moro, 18 piani di grattacielo bruciati in 3 minuti. E a pochi chilometri, a San Donato, è precipitato un aereo subito dopo il decollo. Patrick Zaki liberato dopo 22 mesi di carcere. In Sicilia, invece, è esplosa una palazzina a Ravanusa, causando 9 morti e un centinaio di sfollati. Ma è stato anche un anno di morti sul lavoro, come quella di Luana, giovane mamma di 22 anni, stritolata da un orditoio. E come non citare i 422 lavoratori di Gkn, licenziati con una email?

Nel 2021 si è parlato tanto del clima, ma anche il clima ha parlato tanto di noi. Dall’uragano Ida alla tempesta di neve in Texas. Dall’alluvione nell’Henan, in Cina, a quello nella British Columbia, in Canada. Dal ciclone Yaas in India e Bangladesh, all’alluvione in Australia. Poi ancora, il tifone In-fa in Cina, nelle Filippine e in Giappone, il ciclone Tauktae in India, in Sri Lanka e alle Maldive, e le piogge torrenziali in Germania, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo. Alcuni dicono sia troppo tardi, altri che la COP26 non sia stata abbastanza, altri ancora che abbiamo un’ultima possibilità.

Il 2021 è stato anche l’anno dello spettacolo, della sua risalita dopo un anno di Covid e chiusure. Siamo tornati al cinema, con mascherine, e sono tornati gli eventi, i premi internazionali, le cerimonie delle star di Holliwood che abbiamo sempre seguito di notte, con la VPN attiva nei computer. Agli Oscar ha trionfato “Nomadland” con ben tre statuette. A Cannes ha vinto la Palma D’oro “Titane”, dopo la gaffe del presidente della giuria Spike Lee che ha spoilerato all’inizio il vincitore. Al Festival del cinema di Venezia ha vinto il film “L’Evénement”, di Audrey Diwan che ha conquistato il Leone d’oro, mentre Paolo Sorrentino ha vinto il Leone d’argento. Sempre Sorrentino ha ricevuto la nomination per il miglior film straniero ai Golden Globe con “È stata la mano di Dio”. Abbiamo visto il ritorno di Lady Gaga versione attrice nel film “House of Gucci”, il trionfo del primo capitolo della saga “Dune”, e il ritorno di “Harry Potter e la pietra filosofale” per il ventennale dalla sua uscita. Al Met Gala abbiamo ammirato gli abiti delle star, da Kim Kardashian a Rhianna, da Justin Bieber a Kanye West. Mentre al teatro Alla Scala di Milano è andato in scena “Macbeth” di Giuseppe Verdi.

Nel 2021 abbiamo assistito alla reunion di “Friends”, all’ultima stagione di “Gomorra” e de “La casa di carta”, all’esordio col botto di “Squid game”, al revival di “Sex and the City” con 10 puntate. Abbiamo riso con “Lol – Chi ride è fuori”. Abbiamo spettegolato su “The Ferragnez”. Ci siamo incuriositi per “Strappare lungo i bordi”, la serie animata del fumettista Zerocalcare. Abbiamo assistito al ritorno di Zelig in prima serata. È andato in onda il primo X Factor dopo il cambio del conduttore, oggi Ludovico Tersigni, mentre è stato un Semi-flop il programma “Da Grande” di Alessandro Cattelan. Ci siamo anche indignati, specie per la frase contro l’aborto di Signorini al Grande Fratello Vip. Forse ci siamo scandalizzati per l’ennesima lite tra Morgan e Selvaggia Lucarelli a Ballando con le stelle. Abbiamo applaudito Tommaso Zorzi per il suo inizio di carriera in televisione. Abbiamo tanto dibattuto sul discorso di Fedez al Concertone del 1° maggio. Ci siamo commossi per Lady Gaga a Che tempo che fa, quando ha rivolto i propri pensieri alla comunità LGBTQ+. E siamo stati orgogliosi di vedere. Matilda De Angelis accanto a Nicole Kidman in The Undoing.

Nella musica due volti non sono certo passati inosservati. È stato l’anno del ritorno di Ed Sheeran, con “Equals”, e di Adele, con “30”: due simboli della musica contemporanea, compiuti ormai i trent’anni e divenuti entrambi genitori. Ma è stato anche l’anno dei nuovi album dei Coldplay, di Billie Eilish, di Taylor Swift con le muove versioni di “Red” e “Fearless”. È stato l’anno della rivelazione di Olivia Rodrigo. E a 40 anni da “The visitors”, gli Abba hanno pubblicato un nuovo album di inediti.

In Italia Sangiovanni ha vinto Amici e Baltimora ha vinto X Factor, i due talent show per eccellenza. Ma tutta la nostra attenzione è stata rivolta altrove. Per la precisione ai Maneskin, che hanno vinto Sanremo e poi l’Eurovision, hanno pubblicato un nuovo album, hanno aperto il concerto dei Rolling Stones, hanno conquistato la categoria “Best rock” agli MTV European Music Awards, e hanno ottenuto la nomimation ai Grammy. Poco male per una giovane band di ventenni. Sanremo 2021, comunque, ha lanciato sul mercato Madame e il duo Colapesce-Dimartino. I tormentoni estivi, invece, sono stati il trampolino di lancio di Blanco, reduce dalla collaborazione con Sfera Ebbasta. Il 2021 è stato anche l’anno dei nuovi album, da Rkomi a Vasco Rossi, da Fedez a Marco Mengoni. Su Spotify, al primo posto nella classifica mondiale c’è il rapper Bad Bunny, seguito dai Bts, Drake, Justin Bieber e The Weeknd. L’artista donna più ascoltata su Spotify nel è Taylor Swift, sul podio insieme ad Ariana Grande e Olivia Rodrigo. 

Se c’è uno spazio in cui per lo meno ci è andata bene, beh, non può essere che lo sport. L’Italia ha vinto gli Europei di calcio contro l’Inghilterra. Si sono finalmente svolte le Olimpiadi di Tokyo 2020, rimandate per un anno. ll medagliere ha visto in testa gli USA, seguiti da Cina e Giappone, ma l’Italia si è fatta sentire con ben 40 medaglie. Marcell Jacobs ha trionfato nei 100 metri, diventando il primo atleta europeo a farcela. Gianmarco Tamberi ha battuto il record mondiale nel salto in alto. Federica Cesarini e Valentina Rodini si sono imposte al fotofinish nel doppio pesi leggeri del canottaggio. Ruggero Tita e Caterina Banti, nella classe Nacra 17 della vela, hanno vinto l’oro. Francesco Lamon, Simone Consonni, Jonathan Milan e Filippo Ganna hanno conquistato il primo posto nel ciclismo su pista. Massimo Stano si è imposto nella 20 km di marcia, e Antonella Palmisano ha replicato il suo successo. Oro anche per Luigi Busà nella specialità kumite 75 chili di karate. Altra vittoria nella staffetta 4×100, con il quartetto azzurro composto da Lorenzo Patta, Marcell Jacobs, Eseosa Desalu e Filippo Tortu, che hanno battuto il record italiano. Alle Paralimpiadi l’Italia ha portato a casa altre 69 medaglie italiane. Bebe Vio, dopo aver rischiato di non partecipare, e di perdere un braccio se non la vita, ha conquistato l’oro nel fioretto individuale. Tripletta di Monica Graziana, Ambra Sabatini e Martina Caironi nei 100 metri. Ma i successi italiani non si fermano qui. Matteo Berrettini è arrivato in finale a Wimbledon, e ha perso contro un imbattibile Novak Djokovic. Janik Sinner ha chiuso l’anno nella top10 della classifica ATP. La squadra di pallavolo femminile italiana ha vinto gli Europei, e due settimane dopo la squadra maschile ha replicato il successo. Certo, i traguardi non sono stati soltanto nostri. Il Chelsea ha vinto la Champions League. Lionel Messi ha trionfato in Coppa America e ha vinto il settimo Pallone d’oro. Max Verstappen ha interrotto l’era Hamilton e vinto la Formula 1. Fabio Quartararo ha vinto la MotoGP. L’Inter ha vinto lo scudetto. E in mezzo a tante vittorie, abbiamo assistito al ritiro di Valentino Rossi e di Federica Pellegrini.

Il 2021, infine, si è portato via tante vite. Non tutte giovani, non tutte inimmaginabili, ma comunque tutte, a modo proprio, dolorose. Nel 2021 sono scomparsi il dj Claudio Coccoluto, il re del liscio Raoul Casadei, l’astronauta Michael Collins, Milva, Franco Battiato, Carla Fracci, Raffaella Carrà, Jean Paul Belmondo, Larry King, l’attore Premio Oscar Christopher Plummer, Nick Kamen, Donald Rumsfeld, Nino Castelnuovo, Lina Wertmüller, l’ex presidente del senato Franco Marini, Marco Formentini, l’ex leader della Cgil Guglielmo Epifani, l’attore Libero De Rienzo, Roberto Calasso, Gino Strada, Gianfranco D’Angelo, Nicoletta Orsomando, Jean-Paul Belmondo, Giampiero Galeazzi, la regista Lina Wertmuller, l’attrice Piera Degli Esposti, Antonio Pennacchi, Charlie Watts batterista dei Rolling Stones, Willie Garson, Colin Powell, Michael Tyler attore di Friends, Rossano Rubicondi, lo scrittore Wilbur Smith, Ennio Doris, Virgil Abloh, il sensitivo Solange, il cantante ventottenne Michele Merlo. E chissà quanti altri che ho dimenticato.

Questo è quanto. Un bell’escremento di anno, se a tutto questo aggiungiamo il Covid a farci da cornicina. Ma del resto si sa che i detti non ci prendono mai. “Anno bisesto anno funesto”, e così abbiamo sfidato il 2021 a far peggio del 2020. Non so voi, ma io mi astengo dal fare qualunque previsione sul 2022, non vorrei mai che prendesse sul serio le mie ipotesi di meteoriti in arrivo.

Che altro aggiungere? Gli auguri li riservo ad un’altra occasione, ora prendiamoci tutti virtualmente per mano (dopo aver usato il gel disinfettante, grazie), e incamminiamoci verso il nuovo anno insieme.

4 pensieri su “Gioie (poche) e dolori (tanti) del 2021

  1. Se non fosse per lo sport ed altri riconoscimenti a personaggi italiano dello spettacolo e delle scienze, l’anno attuale ha partorito molte delusioni, perché ci attendavamo tutti molto di più.

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