La Vigilia è qui

Anche questo Natale è arrivato, come quei pacchi che non ti aspetti, ma alla fine ti fanno piacere. Un Natale anormale, ma in fondo cosa non lo è? Un po’ più normale di un anno fa, un po’ più strano del giorno prima. Per me il Natale è sempre stato la Vigilia. Il mio calendario era sincronizzato male, e il 25 dicembre non era che un lungo strascico di una serata speciale. L’ho sempre trascorsa con i miei genitori e i miei zii, e anche quando lo zio è venuto a mancare, anche quando la zia ha trovato un nuovo compagno, le cose non sono mai cambiate. Sì, certo, il presepe non è più quello di un tempo. L’albero è nuovo e un po’ più alto. E non ci sono più bambini a cui raccontare di Babbo Natale. Ma la casa è la stessa, e l’atmosfera della Vigilia mi riporta ogni volta a quegli anni spensierati, quando lo zio mi portava alla finestra, e insieme a lui riuscivo a scorgere la scia della slitta. Giuro che la vedevo, lassù in cielo, chiara come una fila di stelle. E chissà come funziona la mente dei bambini, quale fervida immaginazione ci lasciamo alle spalle, quanti ricordi che ci sembrano ancora così veri. Nelle orecchie ho il suono dei pacchi che qualcuno faceva rotolare, mentre io correvo spaventata, senza il coraggio di andare a guardare. La Vigilia è per me sempre stato questo: magia. Anche quando ho smesso di crederci, anche quando la cosa più importante è diventata stare in famiglia. La cena di pesce, ogni anno troppo abbondante, la televisione spenta e i cellulari lasciati altrove, e poi i regali da scartare, accatastati sotto l’albero, insieme alla gatta che gioca con i fiocchetti. Un tempo mio padre portava i CD con le canzoni di Natale, ma oggi i CD non si ascoltano più.

L’anno scorso tutto questo mi è mancato da morire. Abbiamo arrangiato una tigellata, con l’ansia del coprifuoco, e a mezzanotte ci eravamo già salutati da un pezzo. So che per tanti non sarà facile neanche quest’anno.

Ma se c’è una cosa che voglio augurare a tutti, è di riuscire a vivere questa Vigilia con un sorriso, con l’amore delle persone care in tasca, con la speranza che ogni mattina lasciamo nel letto, e con quella vita che stiamo ancora imparando a vivere. Forse non sarà perfetta, forse ci sembrerà triste, forse ci mancherà qualcuno, forse saremo stanchi prima della mezzanotte. Ma il Natale è un’occasione, e se non riusciamo a farlo per noi, proviamo a farlo per tutti quei bambini che anche oggi, nel mezzo di una pandemia, stanno aspettando Babbo Natale. Loro vedono la stessa magia. E allora perché non provare a cercarla anche noi?

Inizio io.

23 anni e i regali belli delle amiche

Auguri di cuore a tutti!

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