23

Eccomi qui, con la testa china, perché il compleanno mi imbarazza ancora da morire. Ho ribaltato l’armadio, perché non so davvero cosa indossare. Temo le foto davanti alla torta, con il calice di vino alzato, perché mi sembra di venir sempre male. In fondo non è cambiato niente, sono solo un po’ cresciuta, ventitré anni sulle spalle, e a volte il sogno di tornar bambina.

Eppure se chiudo gli occhi, e immagino il tavolo degli invitati, d’istinto sorrido. Sì, sono felice. Ho tutto quello che potevo chiedere, gli stessi amici di sempre, quelli che vedo ogni settimana e quelli a cui scrivo una volta al mese, ma so che il giorno del mio compleanno ci saranno sempre, qualunque cosa accada. E pensare che per un attimo ho perfino dubitato, ma tra due feste è stata scelta la mia, e per me questo vale più di cento auguri.

Poi ci sono io, seduta nel mio posto al centro, in imbarazzo mentre seguo le conversazioni altrui. Ma quest’anno me lo voglio dire, con una pacca sulle spalle, mentre divento sempre di più una Donna: sono orgogliosa di te. Ah, che liberazione! Ma sono orgogliosa davvero. Ho superato tanti miei limiti, tante paure di nebbia, tante porte che avevo chiuso. Ho trovato il coraggio di dire grazie a un’amica, di inviare quel messaggio che avevo scritto nei promemoria, promettendole di restare. Ho imparato a dire ti voglio bene, è stata una bella serata, mi fa sempre piacere vederci. E adesso so che quando torno a casa di notte, prima di andare a dormire, devo scrivere alle amiche che sono sana e salva. A lezione ho capito che posso introdurmi nei discorsi altrui, anche se faccio ancora fatica. Ma ora so parlare in pubblico, gestire una presentazione, e ricevere anche i complimenti di qualche compagno. A dire la verità, quasi non mi riconosco più. Io, che un tempo camminavo in fondo alla fila, e se dicevo ciao nessuno mi rispondeva, guarda dove sono arrivata, quella che sono diventata.

Per stasera ho dimenticato le candeline. E non so proprio cosa aspettarmi dai regali, perché non do mai suggerimenti, o liste dei desideri. Sarà un compleanno come un altro, ma me lo voglio godere. Con il sorriso che ho imparato a indossare, e con la timidezza che porto sempre nel cuore.

A tutti coloro che lo hanno condiviso con me, grazie per questo ventiduesimo anno: è stato speciale. Non vedo l’ora di cominciare insieme il ventitreesimo.

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