Friends – Una sitcom che attraversa le generazioni

Come sono oggi Rachel e i suoi Friends?- Film.it

Forse è una delle prime serie TV che riesco a guardare dall’inizio alla fine. 236 episodi. 10 stagioni. Più di 5000 minuti di puntate. Tradotto in 18 lingue. Trasmesso in 220 paesi. Andato in onda per la prima volta nel 1994, quando ancora le serie si chiamavano sitcom, quando non c’erano i cellulari, quando non esisteva lo streaming, quando probabilmente la televisione univa davvero le generazioni. Da allora, la serie è stata vista da 100 miliardi di persone. Il 6 maggio 2004, 52 milioni di telespettatori si sono riuniti davanti allo schermo: è l’episodio più visto del decennio, e il quarto finale in assoluto più seguito nella storia delle serie TV. Le lacrime dei personaggi sono anche le lacrime degli attori, che hanno lavorato insieme per dieci anni, e per dieci anni sono stati più che semplici colleghi. L’amicizia nata sul set ha spesso superato i filtri delle cineprese, cavalcando le risate spontanee e gli abbracci sinceri, come se per qualche istante le maschere non esistessero più.

Dieci anni. E’ raro che dopo tanto tempo il pubblico non si sia stancato. Eppure il taglio comico degli episodi, tipico delle sitcom statunitensi, è sempre rimasto uguale. Le battute, le risate registrate, i veloci cambi di scena, i venti minuti a puntata, perfino i titoli seguivano la norma non scritta di cominciare sempre con “The One Where/When/With“. Ma in quelle brevi finestre temporali Friends riesce a catturare lo spettatore, a farlo sentire parte dello show, a fargli provare la sensazione di conoscere davvero quei personaggi, come se vivessero dietro la porta accanto alla propria. Sarà per questo che non c’è mai stato un protagonista preferito. Perché sono umani, con i loro pregi e difetti, debolezze e passioni. Monica è schietta, determinata, disponibile, ma è anche maniaca dell’ordine, competitiva e ostile alla sconfitta. Ross è acculturato, romantico, determinato, ma al tempo stesso impulsivo, geloso, testardo. Rachel è una buona amica, presente, emotiva, ma a tratti egocentrica e un po’ viziata. Chandler è buono, timido, sincero, ma anche insicuro e spaventato dalle decisioni. Joey è leale, solare, ma non è acuto, fatica ad ascoltare e ad avere una relazione seria. Phebe è sensibile, pura, generosa, ma a volte ingenua e incline alle scelte sbagliate. Caratteri ben definiti, rapporti saldi e legami bellissimi, in una longeva serie televisiva che ha raccontato nient’altro che frammenti di vite. Sei amici che si incontrano, vivono le proprie relazioni, scoprono le proprie carriere, festeggiano insieme il Ringraziamento, si scambiano i regali di Natale, e nel frattempo gli anni passano, le mode cambiano, le esigenze evolvono, le esperienze insegnano, e in un attimo è tutto finito.

Ma Friends è stata molto più di una sitcom. Pensate al 1994, e immaginate che in televisione vada in onda la puntata pilota di uno show sconosciuto. Una ragazza piomba in un bar vestita da sposa, dopo aver lasciato il marito sull’altare. Un ragazzo, in quello stesso bar, si duole perché sua moglie, incinta di lui, gli ha confessato di essere lesbica. Tematiche che ad oggi si ha quasi paura di affrontare, mentre il creatore di Friends lo ha fatto con coraggio, una sottile ironia, e la semplicità che hanno gli occhi dei bambini. Ha reso normale quello che dopo anni ancora facciamo fatica ad accettare. Due donne che stanno insieme e crescono un figlio. Un uomo e una donna che si amano nonostante la differenza di età. Una donna che fa da madre surrogata ad una coppia che non può procreare. Due uomini che si abbracciano. Un ragazzo e una ragazza che convivono da amici. Il divorzio. In Friends tutto viene trattato allo stesso modo, come se fosse parte della stessa quotidianità. E forse è proprio questo che ha reso la serie un piccolo gioiellino senza tempo.

E poi ci sono le emozioni. Tra una risata e l’altra trova spazio la commozione, la gioia, la delusione, perché la vita è fatta di tante sfaccettature, e Friends non ne tralascia nemmeno una. E’ come un dipinto dai mille colori, dove le pagine belle e brutte che il destino ci regala sono assemblate in un romanzo denso di verità. In fondo il messaggio che arriva è il guardare al domani con ottimismo, al prossimo con fiducia, e non smettere mai di credere ai propri sogni, perché una strada per realizzarli si trova sempre. E’ un lieto fine, quello che chiude la decima stagione. Ma è anche un inizio di cui non sapremo mai il futuro. Possiamo soltanto immaginarlo, come se in fondo quei sei amici non se ne fossero mai andati davvero, ma vivessero qui, nei nostri ricordi, pronti a farci sognare quegli anni che non sono mai stati scritti.

Ci sono serie TV che ti restano nel cuore. Serie TV a cui ti affezioni. Serie TV che non vorrei mai finire. Serie TV che ti fanno piangere, guardando l’ultimo episodio, come se stessi lasciando un vecchio amico. Friends è una di queste.

[È di oggi la notizia della morte di James Michael Tyler, Gunther nella serie, vittima di una malattia che da tempo lo stava spegnendo. Riposi in pace.]

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3 pensieri su “Friends – Una sitcom che attraversa le generazioni

  1. Sono l’unico al mondo a non averne mai visto nemmeno una puntata.
    🙂

    Avevo letto la notizia di ieri riguardo la morte di uno degli attori, anche se probabilmente non era tra i protagonisti principali

    • No no, non sei il solo! L’attore scomparso non era tra i protagonisti ma era comunque un punto fermo della serie, è riuscito a partecipare a distanza alla Reunion andata in onda pochi mesi fa, ma poi la vita ha fatto il suo corso..

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