Canzone del giorno: Gli anni – 883

Ah, le canzoni dei miei genitori. Quelle che raccontano di una generazione. Ho dovuto compiere vent’anni per iniziare a capirla, per scoprire cosa fosse “Happy Days” e come fossero fatti i Roy Rogers, perché il mondo cambia talmente in fretta che quegli anni li posso solo vivere così. Dai racconti dei miei genitori e dalle parole di una canzone storica, traccia di un CD che ancora oggi, ogni tanto, risuona dallo stereo a tutto volume. Un po’ mi emoziona, perché in fondo è la celebrazione di un qualcosa che il tempo si è portato via, una gioventù che è finita da un pezzo, vissuta con gli amici di sempre e i primi motorini, ed io non sono che il frutto di quegli anni spensierati, di quelle vite che si sono incontrate e poi sono cresciute. Sono figlia degli anni che questa canzone racconta, ma senza averli vissuti. Ricordo che ogni volta chiedevo a mia madre cosa dicesse il testo, perché “Ralph Malph” non lo capivo mai. E’ stato il mio modo di chiederle in dono quel mondo, e il suo modo di farmelo conoscere. Ora capisco anche i loro sguardi straniti, davanti a una generazione che forse si è persa i colori più vivi della giovinezza, lo stare insieme, il condividere tutto, e salire sul motorino per incontrare gli amici, perché non serviva chiamarsi al telefono per mettersi d’accordo. Mi rendo conto così che a volte non possiamo capirci. Ma spero che un giorno qualcuno scriva una canzone come questa, che possa arrivare in eredità ai giovani di domani, e che ci aiuti a raccontare loro che anche noi siamo stati felici.

Stessa storia, stesso posto, stesso bar
Stessa gente che vien dentro consuma, poi va
Non lo so che faccio qui
Esco un po’ e vedo i fari dell’auto che mi
Guardano e sembrano chiedermi chi cerchiamo noi

Gli anni d’oro del grande Real
Gli anni di Happy Days e di Ralph Malph
Gli anni delle immense compagnie
Gli anni in motorino, sempre in due
Gli anni di “Che belli erano i film”
Gli anni dei Roy Rogers come jeans
Gli anni di “Qualsiasi cosa fai”
Gli anni del “Tranquillo, siam qui noi, siamo qui noi”

Stessa storia, stesso posto, stesso bar
Una coppia che conosco, c’avrà la mia età
Come va? Salutano
Così io vedo le fedi alle dita di due
Che porco giuda potrei essere io qualche anno fa

Gli anni d’oro del grande Real
Gli anni di Happy Days e di Ralph Malph
Gli anni delle immense compagnie
Gli anni in motorino, sempre in due
Gli anni di “Che belli erano i film”
Gli anni dei Roy Rogers come jeans
Gli anni di “Qualsiasi cosa fai”
Gli anni del “Tranquillo, siam qui noi, siamo qui noi”

Stessa storia, stesso posto, stesso bar
Stan quasi chiudendo, poi me ne andrò a casa mia
Solo lei davanti a me
Cosa vuoi? Il tempo passa per tutti lo sai
Nessuno indietro lo riporterà, neppure noi

Gli anni d’oro del grande Real
Gli anni di Happy Days e di Ralph Malph
Gli anni delle immense compagnie
Gli anni in motorino, sempre in due
Gli anni di “Che belli erano i film”
Gli anni dei Roy Rogers come jeans
Gli anni di “Qualsiasi cosa fai”
Gli anni del “Tranquillo, siam qui noi, siamo qui noi”

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