Emma Morton & The gracies

E’ possibile somigliare a qualcuno di un’altra epoca? Come piombata per caso in una generazione lontana, ma con il coraggio e la determinazione di essere se stessi? Emma Morton è scozzese di nascita e italiana di adozione, amante del nostro paese, madre di bel bambino. Lei stessa racconta:

E’ nell’amore che ho trovato per le cose semplici e fondamentali che nasce la mia musica, la mia voce. […] Qui in Italia ho imparato a conoscere la cucina, la terra. La famiglia che ho costruito qui mi ricorda di amare me stessa e la mia storia, che oggi rendo in musica”

Prima di buttarsi nella carriera di cantante ha lavorato come giornalista per delle riviste in Gran Bretagna, e sin dall’età di otto anni ha avuto la passione della poesia. Una vita che sembrava dedita alla scrittura, ma nel 2009 si trasferisce in Italia e scopre la musica jazz, una musica ormai di nicchia, ricercata, al giorno d’oggi rara. Fonda il primo gruppo, Emma e gli aristodemos, con cui inizia a mostrare le proprie doti e a delineare uno stile, elegante, raffinato, sofisticato. Ospite in festival e teatri, si cimenta con i più noti brani swing italiani e americani degli anni Trenta e Quaranta, una scelta precisa e pressoché unica, impervia, perché non è semplice esplorare un mondo così lontano, ma da quei primi esordi riesce a raccogliere i caratteri, le sonorità e le ritmiche di quel genere musicale, e a riportarli in vita nel nostro secolo con una dignità tutta nuova. Il suo non è pop, non è un genere commerciale, non è nemmeno da concerti nei palazzetti o negli stadi. E’ una musica delicata, lavorata, mai sopra le righe, quieta e modulata, accompagnata da una voce inconsueta, inconfondibile, che a tratti ricorda quella di una giovanissima Amy Winehouse agli esordi.

Con il compagno Luca Giovacchini scrive musiche per film e documentari, fino a quando nel 2015 decide di tentare una nuova strada, quella dei talent show. Si presenta ai provini di X factor, riuscendo a completare il percorso fino all’uscita del primo inedito, “Daddy blues”, che anticipa l’omonimo Ep. E’ un brano intimo, personale, che contiene tutte quelle ritmiche e quelle sonorità studiate per anni, frutto di una grande passione e un’ottima capacità reinterpretativa. Acquisita visibilità senza mai strafare, Emma vive oggi della sua musica, accompagnata da Piero alla batteria, Luca alla chitarra e Gabriele e Roberto al basso: sono gli Emma Morton and the graces. Hanno pubblicato il discoBitten by the devil” con l’etichetta Londinese Freshly Squeezed, e vantano un tour di oltre centoventi date in Italia e in Europa. Gli eventi live sono stati descritti da tutti come esperienze uniche, dense di grande emotività, caratterizzate dall’improvvisazione tipica del jazz e da un dialogo autentico tra i musicisti. Suona nei piccoli teatri, nelle salette dei club, in luoghi intimi in cui il pubblico sia coinvolto, in cui possa ascoltare e farsi trascinare dalla musica, un po’ come in quegli anni Trenta che l’hanno sempre affascinata. Sembra una cantante piovuta dal cielo, da chissà quale altro pianeta, poi comincia a cantare, ed emerge soltanto la purezza del suo stile, la sua totale appartenenza a quel genere ricercato e di nicchia che tanti dimenticano, ma che esiste e regala emozioni più di tante hit trasmesse in radio. Basta cercare, e magari la troverete in un vecchio teatro della vostra città, senza aver mai visto cartelloni pubblicitari o aver letto una riga in proposito, perché Emma Morton non è una pop star, è una cantante. Una cantante di quelle vere, che non si limitano ad accontentare il mercato ma vivono della propria musica, e con la propria musica.

Piccola curiosità: Emma ha debuttato anche al cinema, prestando voce e testi per il film “Saremo giovan e bellissimi” (Venezia Film Festival 2018).

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