Incontattabili

Giorno 0:

Ricevo il pacco con i vestiti che ho ordinato online, ma ho azzeccato tre taglie su sei. Poco male, posso fare il reso spedendo il pacco in Posta.

Scrivo una mail all’agenzia presso cui abbiamo prenotato la casa per le vacanze. Obiettivo: prenotare anche la navetta che ci venga a prendere in stazione.

Scrivo una mail agli uffici Erasmus della mia università. Obiettivo: iniziare a preparare i documenti per la richiesta del visto per il Regno Unito, dove farò il tirocinio.

Scrivo una mail alla mia professoressa di statistica. Obiettivo: rifiutare il voto dell’esame per ridarlo a luglio.

Giorno 1:

Ore 10 del mattino. Quel magico luogo delle Poste Italiane. 30 persone in fila. 35 gradi percepiti. Mi arrendo ancora prima di inserirmi nella serpentina.

Delle tre email inviate, non ho ricevuto risposta alcuna.

Giorno 2:

Ore 9.30 del mattino. Di nuovo alle Poste. 25 persone in fila. 33 gradi percepiti. Mi siedo per osservare la processione, ma i presenti sembrano le statue del museo delle cere: non si muovono di un passo.

Nessuna nuova email.

Scrivo un messaggio su WhatsApp al signore dell’agenzia, e mi risponde che mi invierà tutti i documenti.

Contatto un compagno di corso e scopro che a lui la professoressa ha risposto.

Giorno 3:

Ore 9.00 del mattino. Mi sono svegliata alle 8 per andare in Posta, sempre con lo stesso pacco da spedire. Ormai l’etichetta è usurata. 23 persone in fila. 25 gradi e una brezza piacevole. Attendo, con tutta la pazienza risparmiata in questi tre giorni, ma la gente è sparsa in giro dove trova l’ombra, e la fila non c’è. Sembrano tutti intenti a prepararsi per i 500 metri, fingendosi indifferenti. A un certo punto la massa si alza di scatto, come quando in classe entrava un professore, ed io mi ritrovo sul fondo della fila, dietro a due persone che mi hanno malamente superata.

Passa un’ora, e ormai conosco a memoria le sfumature di grigio dell’asfalto, le targhe delle auto parcheggiate, il numero di aghi di pino che intasano i tombini. Scopro anche che l’ATM è guasto, tanto per cambiare. Un’ora in fila in piedi e mi domando se l’impiegato non stia giocando a Risiko. Qualcuno diserta incavolato, lamentando che da tre giorni le Poste sono come Narnia. Qualcun altro legge un libro, accettando il rischio di perdere il posto il fila in quella che è una logorante guerra fredda. Qualche avventuriero entra, scavalcando la fila, e tra le persone in attesa si sfiora la rivoluzione. DOVE VA QUELLO?! IO SONO IN FILA DA UN’ORA E MEZZA! FEMRATELO! CHI È L’ULTIMOO? IN ITALIA NON FUNZIONA MAI NIENTE!

Nel frattempo le mie email giacciono senza risposta.

Finalmente riesco a entrare in Posta e a spedire il pacco.

Giorno 4:

Scrivo un secondo messaggio su WhatsApp al signore dell’agenzia, ma non lo visualizza nemmeno.

Intanto mi iscrivo al secondo appello dell’esame di statistica.

Giorno 5:

Provo a contattare telefonicamente gli uffici della mia università. Di tre numeri indicati, uno è funzionante solo 3 giorni a settimana, un altro risulta staccato, e l’ultimo squilla a vuoto. Faccio sei chiamate totali, a costo di sembrare ossessivo-compulsiva. Alla fine copio e incollo l’email inviata cinque giorni prima, e la inoltro nuovamente con l’aggiunta di: “Ho provato a contattare gli uffici telefonicamente ma non sono riuscita a mettermi in contatto“.

Dopodiché copio e incollo l’email inviata all’agenzia cinque giorni prima, e la inoltro nuovamente con l’aggiunta di “Mi scuso per l’insistenza“.

Dei due solleciti spediti, mi risponde solo l’agenzia.

A volte mi chiedo cosa le abbiano inventate a fare, le email. I segnali di fumo probabilmente sarebbero più efficaci. (E di certo non costerebbero duemila euro annui di tasse universitarie…)

16 pensieri su “Incontattabili

  1. Io ho dovuto insistere con 3 mail con il mio medico di base perché ho bisogno di 2 visite.
    Alla terza mail, scusandomi per l’insistenza, finalmente tramite app mi ha fatto l’impegnativa elettronica, ma solo di una visita, di è dimenticata dell’altra. (tutto accaduto questa settimana).

    Però in effetti tu mi hai superata alla grande.

    Riguardo la prenotazione via app, bisogna sincerarsi che il tuo sportello le accetti, ma credo che si tratti di una ufficio postale grande (e non minuscolo e periferico) per cui credo di sì.

    • Beh anche il tuo medico di base non scherza 😅
      Ecco, in realtà l’ufficio postale più vicino è abbastanza piccolo, 3 sportelli di cui uno mai funzionante, ma verificherò sicuramente

  2. Guarda stendiamo un velo pietoso. Anche io devo sempre inoltrare le mail e spesso non rispondono. È uno degli aspetti peggiori dell’Uni 🤦🤦🙄 ti dico che per il mio tirocinio l’ufficio tirocini aveva detto che la biblioteca dove lo farò non si era mossa per riattivare la convenzione mentre la mia tutor aziendale mi ha detto l’esatto contrario. Per fortuna adesso hanno risolto 🤦 ma i voti non li rifiuti semplicemente quando ti arriva la mail? Da me inviano una mail con il voto e puoi accettarlo o rifiutarlo senza dire nulla al professore

    • A me arrivano le mail dall’ufficio tirocini che terminano con “attendiamo vostre notizie”, poi provi a contattarli e sembrano scomparsi.. No, da me ogni professore ha la sua procedura, o pubblica i voti sul sito, o li invia per email, o carica un file sulla pagina del materiale didattico, e per rifiutare uguale, o scrivi una mail solo per rifiutare, o scrivi solo per accettare, un casino 😅

      • La nostra è una specie di notifica del sistema dell’uni. È uguale per tutti i professori per fortuna 🙈 ma come? LORO chiedono a TE notizie? Dovrebbero essere loro ad aggiornarti se lo chiedi, non il contrario 🤨 anche da me l’ufficio tirocini ha tre numeri e non tutti funzionano per tutta la settimana, bah

      • Mi consola che almeno non accade solo nella mia università, mettiamola così 😬 anche se ieri ero tentata di rivolgermi al garante degli studenti per denunciare la loro inadempienza!

      • Credo sia un problema delle università italiane in generale. Su Facebook c’è la pagina Universitario di Merda in cui questa storie sono l’OdG un po’ dappertutto 🤦

  3. Il troppo storpia. Con il fatto di essere sempre contattabili abbiamo finito di vivere, per cui alla fine, per spirito di sopravvivenza, si stacca la spina. Si staccano tutte le spine.

    Secondo me in teoria è cosa buona e giusta (e qui ci sarebbe un lungo discorso da fare), ma che ve li fate a fare mille profili, social, email, whatsapp, e chi più ne ha più ne metta? E’ umanamente impossibile stare dietro a tutto, è disumano essere rintracciabili H24! Sai quando si dice “Fa’ una cosa sola e falla bene”? Usa solo un canale di comunicazione, ma USALO!!!

    • Ma qui non si sta parlando di svago, si sta parlando di lavoro, specialmente quello degli uffici universitari che hanno due soli canali di comunicazione e risultano comunque irreperibili per giorni. Non ho parlato di social, bensì di email, telefoni fissi, e sì in un caso anche whatsapp, perché così era scritto nel sito dell’agenzia che abbiamo contattato. Non chiedo certo di essere rintracciabili h24, ma in una settimana sì però

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