In silenzio

Vedo la mia famiglia andare in pezzi. Sento mia madre piangere e mio padre uscire di casa. Mi guardo intorno e non ritrovo più la mia infanzia, quel nido caldo che mi ha cresciuta, i giochi di quando ero bambina e le risate insieme. Ci siamo persi tutti, in questo periodo di vuoto. E ho paura che quello che si è rotto non si possa più riaggiustare. Il silenzio della casa è un macigno, interrotto dalle dita di mia madre sulla tastiera, e dai fogli del mio quaderno aperto, sempre sulla stessa pagina, da ore. Come siamo arrivati a questo? A nascondere un dolore fino ad esplodere, incapaci di chiedere aiuto, arrabbiati con la vita, delusi da noi stessi? Eppure, quando siamo stati chiusi in casa, eravamo felici. Giocavamo a carte, guardavamo film, facevamo le parole crociate. Era la famiglia perfetta, solamente un anno fa.

Ripensateci. Sedetevi e parlate. Non dovrebbe mai andare a finire così. Perchè tutte le parole non dette diventano odio, che si riversa sulle nostre spalle con la violenza delle cascate. E perchè in fondo, me lo avete insegnato voi, l’amore non si può cancellare. E io voglio credere che l’amore ci sia ancora, lì nascosto, piccolo piccolo, spaventato dai vuoti che si sono andati a creare. Nel mio letto li ascoltavo litigare, e come quando ero bambina il cuore mi batteva forte, perché in fondo loro saranno sempre i miei genitori. Certo, i miei anni più belli li ho vissuti, i miei ricordi li ho avuti, e li conservo in uno scrigno dentro al petto, per proteggerli dalle lacrime di queste giornate. Ma a ventidue anni le parole pesano di più. E pesa il senso di impotenza davanti a una ferita che non puoi guarire, e la rabbia gettata su di te, perché sei l’unica figlia che la può ascoltare.

Sono stanca anch’io. Perchè anche i figli ci stanno male. A qualunque età. Anche se stanno per spiccare il volo e lasciare quel nido disastrato. Anche se vorrebbero lavarsene le mani e andare via. Ma non sappiamo fregarcene, non riusciamo a voltare la faccia dall’altra parte, perchè è la nostra vecchia culla, l’abbraccio caldo che non sparisce mai, e un rifugio che presto dovremo lasciare. Ci stiamo male, perché vorremmo per tutti la felicità, ma non possiamo costruirla con la creta. Possiamo solo chiedere, con gli occhi bassi, di ricordare com’era.Ma a volte è più facile nascondersi in camera con gli auricolari nelle orecchie. Isolati dal mondo, lontani dai dissapori che vorremmo cancellare, con la testa sui libri ma senza nemmeno leggerli. E tutto il resto perde di senso.

Questi sono i pensieri di quei figli che stanno zitti, e ascoltano a testa bassa i genitori litigare. Le paure infantili, la voglia di scappare, la nostalgia di una casa familiare. E i ricordi di una vita che si sbriciolano tra le mani.

25 pensieri su “In silenzio

  1. Mi dispiace per quello che stai vivendo, purtroppo a volte le cose succedono senza un vero motivo e le situazioni ci scivolano di mano, coinvolgendo anche chi non c’entra nulla. Cerca di stare bene tu e magari parlando riesci a farli ricucire

  2. Non ritengo corretto e possibile entrare con propri argomenti in un contesto delicato come quello scritto qui da te Penny. Mi dispiace perché spesso nei tuoi post ho letto di rapporti famigliari belli. L’unica cosa che possiamo fare da qui è abbracciarti, e raccogliere i tuoi sfoghi quando senti il bisogno di farlo. 🤗

  3. Le conseguenze peggiori del Covid.
    Il distacco dalla routine, la rinuncia ai piccoli piaceri quotidiani, l’obbligo a fare sempre le stesse cose sempre nello stesso luogo sempre negli stessi orari.
    E la psiche traballa.
    Forza Penny.

  4. Mi dispiace tanto per quello che stai passando, in questo caso, sono sempre i figli i primi a pagarne le conseguenze. Posso solo inviarti un grande abbraccio di tutto cuore. Fatti forza!!

  5. Io penso che mia figlia abbia sofferto davvero tanto, e ne porta i segni. Una volta che piangeva spaventata per le liti tra me e il padre io mi sono fermata un attimo a guardare quella povera creatura impaurita e mi sono detta “A questo siamo arrivati? La rabbia tra di noi è più forte dell’amore per nostra figlia?”.

    A distanza di anni credo che, purtroppo, fosse proprio così. O forse no, perché per amore di mia figlia ho davvero sopportato tanto.

  6. L’amore che c’è stato rimarrà sempre. Per il resto, non posso permettermi di aggiungere altro ad una situazione talmente personale se non che ti capisco e accolgo il tuo sconforto in n grande abbraccio virtuale. Non farti divorare da sensi di colpa od altro per scelte che non dipendono da te-

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