Domani tocca a me

Domani tocca a me. Dopo mesi di attesa, dopo il sospiro di sollievo quando è stato il turno dei miei genitori, e dopo tanta rabbia che ho cercato di buttare via. Domani tocca a me: prenoterò il vaccino. L’ultima fascia d’età della mia regione, e forse l’ultima in Italia ad essere rimasta in sospeso. Non importa quando lo riceverò, se tra due giorni o tra due mesi, non voglio pensare a quello che è stato, ma a quello che sarà da domani. Nessuno si chiede cosa significhi per noi, e con quali emozioni contrastanti ci mettiamo in fila per ricevere la nostra dose. Sui vaccini ai giovani si continua a cambiare idea, un giorno sono un dovere morale, il giorno dopo sono un rischio inutile, il giorno dopo ancora sono un salvavita. Qualcuno, sui social, ci ha accusati di non saper pensare.

I giovani si vaccino per moda. Lo fanno per andare in discoteca. Loro vogliono solo andare in vacanza.

No, lo facciamo perché vogliamo tornare a vivere. E’ da un anno che non abbraccio mio nonno, e ogni volta lui mi stringe il braccio chiedendosi quando potremo stringerci di nuovo. E’ da un anno che ogni volta che salgo su un autobus, che mi siedo dentro una classe, o che sistemo la spesa del supermercato, mi disinfetto le mani pensando ai miei genitori. E’ da un anno che al centro della mia vita ci sono altre persone. La mia famiglia, i miei amici, i compagni di corso dell’università. Sì, è vero, vogliamo andare in vacanza, divertirci, stare insieme. Siamo giovani, ragazzi che stanno crescendo, e abbiamo paura di farlo prima di aver colto le nostre occasioni. E’ forse un crimine sentirsi in trappola, spettatori della propria vita, con le mani legate senza poterla scrivere? E’ sbagliato aggrapparsi ai propri sogni, e voler fare di tutto per poterli inseguire di nuovo?

Per me quella corsa comincerà domani. E non lo so come andrà, se in autunno gli ospedali torneranno a riempirsi, se potremo ancora viaggiare, non ho tutte le risposte, ma ho la mia vita e la possibilità di scelta, e questo mi basta. Eppure non sono incosciente. Sono una giovane donna, il soggetto a cui il vaccino potrebbe fare più male, e non crediate che io non ci pensi, o che non debba combattere la mia paura degli aghi, ma ancora una volta, davanti a tutto, ci sono le persone a cui voglio bene. Le persone che voglio tornare ad abbracciare. Quelle con cui voglio tornare a condividere tutto.

E poi ci sono le mie occasioni, quelle che mi sono costruita, quelle che aspetto da un anno tenendole in un cassetto, per il timore che a guardarle potessero scomparire. C’è la vacanza con quelle tre amiche, quelle importanti, una settimana per stare insieme, prima che le estati universitarie finiscano e il tempo venga a mancare. C’è il viaggio nel Regno Unito per il tirocinio, grazie al progetto Erasmus, la mia ultima possibilità nel mio ultimo anno di studi. E poi ci sono tutte quelle piccole cose, i pranzi in famiglia al ristorante, le scampagnate della domenica con i miei genitori, un picnic sui colli con gli amici, e le serate passate al pub senza guardare l’orologio, a chiacchierare senza più un bicchiere sul tavolo, perché a noi è sempre bastato questo. E i compleanni, le feste, le grigliate in casa, le rimpatriate con i vecchi amici, gli incontri al volo per un caffè, e le gite fuori porta per visitare posti nuovi. Mi manca, e vorrei ritrovare tutto come se mi svegliassi da un incubo, ma non si può. Così mi accontento di quella data, e della speranza che forse, con quel vaccino, la normalità sarà di nuovo più vicina. Magari, ecco, magari la potrò sfiorare, e sarò la persona più felice del mondo quando farò quel passo, di un centimetro più vicina alla vita che stavo solo guardando.

E’ così per tutti, a tutte le età. E mi sento fortunata ad essere arrivata qui, una famiglia intatta e più protetta, di certo non immortale, ma al mio fianco dopo una tempesta in cui vincere non era scontato. So che la battaglia non è finita, ma forse tra poco combatteremo quasi ad armi pari.

La data di domani, per me, significa questo. Non c’entrano le mode, o le discoteche, o la movida per cui siamo stati tanto accusati. A volte veniamo dipinti come dei perfetti imbecilli, ma lì in mezzo, in quella folla che voi vedete in piazza di sera, ci sono anche giovani che si allontanano, e con i propri amici stretti si rifugiano nel proprio paradiso, che può essere quella panchina vuota, quel tavolino isolato, o quel ristorante tranquillo in cima alla collina.

Ricordatevelo, quando parlate di noi. Perché alcuni, a voi, ci pensano davvero.

27 pensieri su “Domani tocca a me

  1. Ben detto! Io a 25 anni mi sono vaccinata 3 mesi fa, per me, per gli altri… In discoteca posso non andarci … Viaggiare pure! Amen… Lo farò quando finirà tutto. Ma bisogna tutelarsi

  2. Io ho prenotato il 9 per il 5 agosto, giorno prima del mio ventiquattresimo compleanno tra l’altro xD è positivo, speriamo bene anche per la seconda dose visto che a settembre dovrei iniziare il tirocinio. I vaccini sono il solo modo per uscirne anche se ci vorrà tempo. Teniamo le dita incrociate per settembre 🤞😘

  3. Ben detto…felice di sapere che ci sono dei giovani come te! Io ho 62 anni e quando mi è toccata la prima dose di Astrazeneca…ho vissuto momenti di felicità mescolata ad emozione !!!

  4. Forza e avanti tutta!
    Al momento non abbiamo altra scelta se non il vaccino.
    Io già vaccinata completa con A Z. Resto ancora cauta, molto cauta in ogni azione o scelta. Ma sono più serena e anche più fiduciosa.

  5. Io ho fatto entrambe le dosi mio figlio il 19 sarà la prima dose di pfizer.
    Abbiamo sofferto tutti tantissimo ma io mi sono molto immedesimata nei più giovani. Non c’è chi ha sofferto più e chi ha sofferto meno per tutte le restrizioni per la paura per il bisogno di sentirti abbracciata però ce la faremo dai!
    Abbraccissimi

  6. Ti ricordi le mie perplessità? Anch’io mi sono vaccinata, anche la seconda volta. Comunque continuo a uscire di casa solo per l’indispensabile, porto la mascherina e mi disinfetto le mani.
    Mi sono vaccinata nonostante tutte le mie perplessità, per un semplice motivo: se il numero dei vaccinati è molto alto, si riprenderanno le attività economiche e una parvenza di vita “normale”.
    Resto sempre del parere che questa sperimentazione dei vaccini abbia generato un infinito caos e poche certezze. Mentre il personale medico e paramedico negli hub è preparato, molto efficiente e di grandissima cortesia, i nostri politici e amministratori regionali continuano la sarabanda delle innumerevoli assurdità.

    • Mi ricordo sì, e sono felice di sapere che hai completato il ciclo 🥰 sono d’accordo con te, politici e governatori di regione sembra che vadano a tentoni, contribuendo a creare quel clima di sfiducia che alla fine si respira.. le linee guida c’erano, bastava applicarle

  7. Hai ragione su tutto, penny. Fai bene a volerti vaccinare. ❤
    Io ho fatto ieri la prima dose di Moderna: nessun problema, soltanto un dolore al braccio un po' fastidioso. Ma passerà.

  8. Io rimango dell’idea che i ragazzi 16-24 che studiano siano i + penalizzati da questa pandemia, con rinunce a tutti i livelli e difficoltà a livello di studio.

    Il vaccino speriamo sia la soluzione, anche se qualcuno inizia a sollevare qualche dubbio.

      • Lo vedo in mio figlio, Penny.
        Un disastro a livello sociale e scolastico.
        Gli anni più belli… gite scolatiche, i 18 anni, le prime cotte, la maturità.
        Una sfiga inenarrabile.

  9. Io sono una delle poche che crede da marzo dello scorso anno che gli adolescenti ed i ragazzi della età siano quelli che più pagheranno tutto ciò a livello sociale, economico e soprattutto psichico. Sono molto preoccupata per questo, ma in questo Paese spesso si dà priorità ad altro

    • Sei forse la seconda o terza che lo afferma tra tutti quelli che conosco, virtualmente o di persona, sembra che dei ragazzi se ne parli solo quando si cerca un capro espiatorio

      • Invece sono quelli che pagheranno in maggior misure le conseguenze: gli è stato rubato il presente ed anche il futuro se andiamo avanti così
        Io sono molto preoccupata per loro (ormai a e una delle priorità doveva essere la riapertura delle scuole e delle università, magari
        anni non mi considero più una ragazza, ma una vecchietta) pensando a soluzioni più flessibili.

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