EmiLife: l’influencer delle parodie e della buona educazione

Abbiamo l’idea che influencer sia un sinonimo di Chiara Ferragni, una schiera di belle donne bionde che pubblicizzano Pantene, che ricevono vestiti in regalo, e che vanno a tutte le prime dei film. Ma nel mondo degli influencer c’è ben altro. Tra questi, EmiLife. Chi naviga da perditempo su Instagram lo avrà sicuramente incontrato per caso, con delle foglie in testa o delle carote attaccate al petto con lo scotch. Il ragazzo delle parodie, quello che con una foto riusciva a prendere in giro l’alta moda.

Semplice, efficace, comunicatore. L’idea è nata per gioco, e in poco tempo si è trasformata nel suo lavoro. Emanuele Ferrari è l’influencer dei più giovani, il ragazzo universitario che studia per gli esami, discute con i fratelli, va a trovare la bisnonna, aiuta il nonno con le arnie, pulisce casa per non far arrabbiare la mamma. Negli anni è stato capace di donarci un pezzo del suo mondo, con le sue fotelle, il suo vocabolario personale, e la sua mania di mettere gli articoli davanti ai nomi. E’ brillante, determinato, energico, pieno di creatività, legato agli amici di una vita e alla sua patria, riconoscente alla sua famiglia per tutto quello che ha avuto. E’ l’influencer che non riceve in regalo vestiti ma cibo, da ogni regione e parte d’Italia, perché in pochi amano il nostro paese come lui. Ed è anche il ragazzo che si attacca cibo addosso per fare le parodie, ma poi cucina tutto e se lo mangia, perché non non si deve sprecare niente.

Nel 2019 ha fatto coming out, in occasione della giornata mondiale contro l’omofobia, e da allora non ha mai smesso di raccontare anche ciò di cui prima di vergognava.

Colpisce la naturalezza con cui si mostra al mondo di internet, la sincerità dei momenti che riprende con il cellulare, come un ragazzo qualsiasi, uno sconosciuto, che non ha milioni di persone al seguito, e che vive semplicemente le proprie giornate. Non ha mai speso chissà quante parole per descrivere il suo amore, ma la verità è che non sarebbero servite. Perché anche se abitano in città diverse, anche se l’Andrea tifa l’inter, anche se a Emanuele non piace il tappeto di casa, la loro storia è così, spontanea e bellissima, narrata senza filtri per dimostrare che in fondo niente è differente. Sono due ragazzi che si amano, che viaggiano insieme, che si mancano quando sono lontani, e che non potrebbero sembrare più diversi, ma quando preparano la cena insieme o viaggiano per l’Italia ti fanno sognare quella felicità.

E poi c’è lei, la bisnonna, la Pupa, che oggi ha compiuto cent’anni e ancora cura il suo orto, guarda la sua telenovela preferita, e segue il rosario in televisione. Ha il sorriso di una ragazzina, l’entusiasmo di chi ha vissuto una vita ma non è ancora pronta ad andare via. E’ un po’ la bisnonna di tutti, che ha accolto l’Andrea in famiglia, che invita a pranzo i suoi nipoti, e che non si nega un bicchiere di Lambrusco o un giro sulla cyclette.

Il rapporto con Emanuele è speciale, un legame quasi viscerale, perché si completano a vicenda, e si donano allegria a tre generazioni di distanza. Li accomuna la voglia di vivere, la tenacia, e la capacità di guardare sempre al futuro con gioia. In loro ci sono i nostri ricordi, i nonni che non ci sono più, e tutto quel tempo che magari abbiamo sprecato, perché da giovani non ci rendiamo conto di quanto siamo fortunati ad averli. Emanuele ce lo fa capire così, e ci insegna, forse anche senza volerlo, che i nonni per noi ci saranno sempre, anche quando noi ci saremo un po’ di meno.

Per i suoi cento anni, Emanuele le ha comprato ben cento regali, scartati dieci alla volta come un avvento. E vi sfido a trovare una persona così, che si commuove davanti alla nonna esterrefatta, e trascorre un mese ad organizzare quella sorpresa speciale per lei. Il loro rapporto è tra le cose più pure ed emozionanti incontrate sui social network negli ultimi anni. “Quando la cosa è più grande di quello che ti aspetti, non sai cosa dire“.

E poi c’è il libro che hanno scritto insieme, “Il sapore dei ricordi”, un insieme di ricette e di frammenti di vita di quella bisnonna che in tanti hanno imparato ad amare. E’ tutto quello che lei ha deciso di lasciargli, e che lui ha pensato di donare a noi, perché possa rappresentare un rifugio dove quel rifugio è venuto a mancare. E’ il coronamento di un bene meraviglioso, di un legame che ti fa sognare, di una storia vera che sembra uscita da un film, e che tutti portiamo un po’ nel cuore.

Emanuele Ferrari è l’influencer dell’amore puro, per la sua famiglia, per il suo fidanzato, per il suo paese, e non esistono altri messaggi che valgano la pena di essere tramandati, come i ricordi di una donna di cento anni che nel suo nipotino trova ogni giorno la voglia di sorridere.

Grazie, Emanuele, per quello che fai.

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