Kempton Maloney

Per la serie: navigando su Youtube si trova di tutto. Mi sono imbattuta per caso in un dodicenne che suona la batteria, e pubblica quasi settimanalmente delle cover di canzoni rock più o meno famose. Dai Linkin Park ai Blink-182, dai Korn ai Slipknot, dai Paramore ai New Found Glory, dai Muse ai Fall Out Boy. Mi ha stupita. Perché ha l’energia dei più piccoli e la professionalità degli adulti, ma soprattutto la passione, e quella non te la può insegnare nessuno. Ho cercato parecchio qualche altro batterista come lui, così, per curiosità, eppure non l’ho trovato. Nessuno mi ha catturata come ha fatto lui. Non che io sia esperta di musica o di strumenti musicali, anzi, sono forse la persona più incolta con la pretesa di recensire gli artisti che trovo in giro. Ma come ho sempre detto e ribadito, io guardo alle emozioni, e quello che Kempton mi ha insegnato è che ci sono emozioni anche dietro una batteria.

Eh, già. Pensavate anche voi che fosse soltanto uno sbattere le bacchette a ritmo, colpire i piatti e i tamburi, dare il tempo ad una canzone? Non è così. C’è molto di più. Anche il modo in cui sbatti le bacchette a ritmo, anche quanto ti diverti a fare quello che fai, comunicano qualcosa. Perché si vede, credetemi. Ed è proprio questo a fare la differenza. I video di Kempton non ti lasciano indifferente, ti viene voglia di alzarti e ballare, di muovere il piede a ritmo con la musica, o di mimare le sue bacchette mentre volano sulla batteria. Lo guardi e ti sembra tutto facile, eppure ci vuole tanto studio, tanta preparazione, tanto esercizio. Ha solo dodici anni, ma se chiudessi gli occhi e lo ascoltassi, non ci crederesti mai.

E poi ha gusto. Mi ha fatto scoprire artisti che non conoscevo, canzoni che ho salvato nelle mie playlist di Spotify, e mi ha fatta innamorare di un genere che già apprezzavo, ma senza averlo esplorato davvero. Sono partita dai Green Day su istanza di mio padre, che li ha caricati nel mio MP3 quando avevo circa quattordici anni, e da allora quel genere è un po’ il mio rifugio, di quando sono arrabbiata, di quando sono triste, di quando ho voglia di sfogarmi ma senza dire una parola. Oggi sono debitrice a mio padre e a un dodicenne per avermi fatto conoscere il rock. Assurdo, vero? A ventidue anni suonati restare ammirati davanti ad un ragazzino.

Ma è raro vederli così appassionati per la musica, determinati a migliorare giorno per giorno, impegnati a studiare, e impazienti di avere del tempo libero per suonare. E’ raro e bellissimo, perché ti fa capire che la musica continuerà ad esistere, e sempre con un doveroso rispetto per i grandi del passato, sempre con l’eredità lasciata in mano a chi verrà dopo, perché la memoria di quello che è stato creato non venga persa. Non importa se è rock, pop, musica classica, o la sigla di un cartone animato. E’ musica, e la musica ha il potere di far dimenticare tutto il resto.

Link per gli interessati:

Kempton Maloney Canale Youtube

Kempton Maloney Instagram account

8 pensieri su “Kempton Maloney

  1. Secondo me i batteristi sono la parte più bistratta del gruppi musicali in generale. A me piacciono da morire. Conosco due ragazze che la suonano e secondo me è uno strumento fighissimo. Bravo questo bambino. Ha davvero talento 😮

  2. I batteristi sono il componente ombra nei gruppi, quello dietro il front man, quello quasi sempre in disparte eppure lui, col suo ritmo, scandisce il tempo del brano in esecuzione… È il cuore del brano. Io ho un batterista che ammiro tantissimo, si chiama Rick Allen dei Def Leppard. Tanti anni fa Rick perse un braccio in un grave incidente automobilistico, voleva ritirarsi perché con un solo braccio non avrebbe mai potuto continuare a suonare la batteria ma la band non ha voluto e sai cos’ha fatto? Ha imparato a suonare lo strumento con l’unico braccio più l’ausilio di una speciale pedana per i piedi e, grazie a essa, non ha nulla da invidiare ad al suoi colleghi con entrambe le braccia. 🙂

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