A modo suo la televisione ci sbatte in faccia la realtà

Non commenterò il duo pseudocomico di Pio e Amedeo, che ha calpestato anni di faticosi piccoli passi avanti verso un mondo più tollerante, anni di lotte per riconoscere diritti sacrosanti, anni di manifestazioni accorate per un paese migliore. Tutti i discorsi fatti, tutte le proteste, tutte le battaglie per una legge contro le discriminazioni, buttati in caciara in prima serata da due personaggi a cui avrei spento il microfono. E non solo perché non mi fanno ridere.

E non commenterò la vicenda della RAI, che ha provato a censurare il discorso di Fedez al Concertone del Primo Maggio, definendolo inappropriato, salvo poi negare il tutto senza sapere che la conversazione era stata registrata. Discorso che forse soltanto Fedez ha avuto il coraggio di fare, prendendo posizione in una battaglia che riguarda i diritti, facendo nomi e cognomi di leghisti dichiaratamente omofobi, e dimostrando di fatto che la politica si spinge ben oltre i palazzi del potere.

Non commenterò, ma lascerò a voi la lettura di alcuni stralci. E ricordatevi, mentre leggete, che il discorso di Fedez è stato definito inappropriato, mentre il monologo di Pio e Amedeo è stato additato come avanguardia della comicità.

PIO E AMEDEO

Elencheremo tutte le parole che non si possono più dire in tv, quelle bandite: ‘neg*o’, ‘fro*io’, tutte. E sai perché? Perché la cattiveria non è mai nella lingua, ma nelle intenzioni. Se dici a un tuo amico ‘ué negro, andiamo a mangiare?’ non lo offendi, se gli dici ‘nero di merda!’ sì

Non dobbiamo vergognarci di dire la parola ‘neg*o’ perché conta la cattiveria nella parola, conta l’intenzione. Se l’intenzione è cattiva, allora è da condannare. Il politically correct ha rutt’o cazz.

Ci vogliono far credere che la civiltà sta nelle parole, ma è tutto qua nella testa. Fin quando non ci cureremo dall’ignoranza di quelli che dicono con fare dispregiativo che è quello il problema, ci resta un’unica soluzione: l’autoironia

Così noi dobbiamo combattere gli stolti, con un messaggio. Se vi chiamano ricch**ni, froci, per ferirli voi ridetegli in faccia, perché lo stolto non saprà cosa fare, la cattiveria non risiede nella lingua, è l’intenzione

Mi avete mai visto a me con il cartello per strada a gridare ‘evviva la fi*a’? Il Gay Pride non serve più. La cosa che i Gay so’ sensibili non la sopporto. Ma perché noi etero facciamo schifo?


FEDEZ

Buon primo maggio a tutti i lavoratori, anche a chi il lavoro ce l’ha ma non ha potuto esercitarlo per oltre un anno. Per i lavoratori dello spettacolo questa non è più una festa. Caro Mario, capisco che il calcio è il vero fondamento di questo Paese, però non dimentichiamoci che il numero dei lavoratori del calcio e quello dello spettacolo si equivalgono. Quindi, non dico qualche soldo, ma almeno qualche parola, un progetto di riforma in difesa di un settore che è stato decimato da questa emergenza e che è regolato da normative stabilite negli anni 40 e mai modificate fino ad oggi. Quindi, caro Mario, come si è esposto nel merito della Superlega con grande tempestività, sarebbe altrettanto gradito il suo intervento nel mondo dello spettacolo.

A proposito di Superlega, due parole per l’uomo del momento, il ‘sonnecchiante’ Ostellari (Andrea, presidente della commissione Giustizia del Senato, ndr). Ha deciso che un disegno di legge di iniziativa parlamentare, quindi massima espressione del popolo, che è stato già approvato alla Camera come il ddl Zan, può essere tranquillamente bloccato dalla voglia di protagonismo di un singolo, cioè se stesso. D’altronde, Ostellari fa parte di uno schieramento politico che negli anni si è distinto per la sua grande lotta alle diseguaglianze. [Elencando alcune delle frasi che esponenti del Carroccio hanno pubblicamente espresso in questi anni sul tema dell’omotransfobia, in alcuni casi anche chiedendo scusa] “se avessi un figlio gay lo brucerei nel forno”, “gay vittime di aberrazioni della natura”, “i gay sono una sciagura per la riproduzione”, “il matrimonio gay porta l’estinzione della razza”.

Qualcuno, come Ostellari, ha detto che ci sono altre priorità in questo momento di pandemia, rispetto al ddl Zan. Allora guardiamole: il Senato non ha avuto tempo perché doveva discutere dell’etichettatura del vino, della riorganizzazione del Coni, di indennità di bilinguismo ai poliziotti di Bolzano e, per non farsi mancare nulla, il reintegro del vitalizio di Formigoni. Quindi, secondo Ostellari, probabilmente il diritto al vitalizio di Formigoni è più importante della tutela dei diritti di tutti e di persone che vengono quotidianamente discriminate fino alla violenza.

7 pensieri su “A modo suo la televisione ci sbatte in faccia la realtà

  1. Tanto di cappello a Fedez, che pur da un pulpito, ma ha il coraggio di dire parole che nemmeno i politici hanno il coraggio di dire in TV.
    E’ una vergogna che una legge così “ovvia” non venga nemmeno discussa.

  2. Il duo presunto comico è davvero di basso livello. La comicità è un’altra cosa, una cosa molto seria che richiede intelligenza e capacità.
    Concordo con te, penny.

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