La ricerca di un tirocinio

Sto cercando un’azienda in cui fare due o tre mesi di tirocinio, e per la precisione la sto cercando nel Regno Unito, grazie al progetto Erasmus che per quest’anno lo consente ancora.

Ho mandato tre email, e ricevuto due risposte. Già questo mi ha sorpresa, perché mi avevano detto che avrei dovuto faticare per farmi ascoltare, che avrei scritto invano, che avrei dovuto cercare a lungo un’azienda seria. Ma queste due persone non solo mi hanno risposto tempestivamente, ma hanno conversato con me fuori orario di lavoro, scrivendomi anche la sera tardi, e interessandosi davvero.

Lo ammetto, fa piacere. Perchè di me non sanno altro che quanto letto nel curriculum. Non sono tenuti ad ospitarmi per forza, a insegnarmi, a prendersi questa responsabilità, ma in una sola settimana ho già fissato un colloquio, ed è inevitabile che tutto questo mi sembri un sogno.

Una delle due persone ha voluto accertarsi di potermi ospitare, perché non ha capito se la Brexit lo avesse reso impossibile. Mi ha scritto venerdì, alle undici di sera ora britannica, per chiedermi di mandargli le informazioni che avessi io, anche in italiano. Mi ha riscritto lunedì, inoltrandomi una email con tutte le indicazioni che mi potranno essere utili, e dicendomi che saranno felici di ospitarmi come tirocinante.

Ecco, io non lo so se tutto andrà per il meglio, se fermeremo tutte le carte e vincerò la borsa Erasmus, ma penso di aver già ricevuto un grande regalo così. Mi hanno dimostrato qualcosa a cui a volte non credo nemmeno io. L’interesse per me.

Vuol dire tanto, sapete? Perché non è facile crescere ai tempi della crisi, prima quella del 2008, poi quella della pandemia. Ho paura di quel giorno in cui dovrò cercare lavoro. Forse è per questo che non mi illudo, che piuttosto rimango pessimista, perché non voglio perdere la speranza, farmi vincere dalle delusioni.

Ma quando un’azienda sconosciuta ti cerca alle undici di sera perché vuole capire se potrà lavorare con te, tutte quelle paure svaniscono. Anche se non mi prenderanno, se al colloquio farò una figuraccia, oggi ho capito che in me stessa devo crederci un po’ di più.

Magari sono stata solo fortunata. Ma a chi mi chiede perché ho scelto il Regno Unito, io rispondo con quello che posso raccontare.

15 pensieri su “La ricerca di un tirocinio

  1. Speriamo che non ci siano limitazioni per il tirocinio in UK, dopo la Brexit.
    Il fatto che ti abbiano risposto è un buon segnale, ma ora tra covid e leggi ingarbugliate… chi ci capisce?

  2. Capisco perfettamente cosa intendi. Io sono un po’ più grande di te e ho vissuto (e probabilmente rivivrò) il dramma dei cv inviati senza alcuna risposta. Ed è tremendo. Meglio sentirsi dire no, che non sentirsi nemmeno calcolati. Spero che il colloquio vada bene, e se non andrà bene spero che troverai qualcos’altro al più preso, ma in questo momento è bello anche solo sapere di avere una chance, quindi goditela con tutto l’ottimismo che comporta, pur rimanendo con i piedi per terra!

  3. Anch’io ero felicissima quando la biblioteca mi ha risposto che erano felici di aver ricevuto la mia proposta di tirocinio e anche che stanno cercando di attivare l’iter burocratico che li riguarda. Spero solo che vada in porto alla fine. Teniamo duro 💪🤩

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