Una tipica lezione in DAD

Per la serie: la didattica a distanza funziona!

No. Lasciatevelo dire: non funziona proprio.

Primo anno di università magistrale, aula di Microsoft Teams, lezione di Controllo direzionale e valutazione delle performance. Non lasciatevi intimorire dal nome perché il problema non è quello. Oddio, è anche quello, ma non il principale. E giusto perché un argomento che di per sé somiglia al cirillico non fosse troppo semplice, il professore ha sperimentato come renderlo ancora più complicato.

Salotto di casa, cinquanta studenti collegati, impegnati a battere sulla tastiera quanti più appunti possibili delle quaranta parole al secondo pronunciate. Dopo mezz’ora di spiegazione normale, le slide spariscono dalla condivisione, e lui continua a parlare di formule che non conosciamo, definizioni che non leggiamo, cose che lui scrive e che noi non vediamo. Proviamo a interromperlo, qualcuno attiva il microfono e lo chiama, ma lui non si ferma. La conversazione a cui assisto pare un cinepanettone distopico italiano:

– Prof, non vediamo le slide

– Il bilancio di sostenibilità ha la tripla bottom-line…

– Prof, scusi, noi non vediamo

– E come abbiamo detto, la teoria afferma…

– Prof, può condividere lo schermo?

– E così otteniamo i risultati che vedete

Panico. Quali risultati? Quello che vediamo noi è il mento del professore e il soffitto della sua mansarda. Finalmente riusciamo a farci ascoltare, lui si scusa e si adopera per condividere nuovamente lo schermo. Poi riparte. Senza che nessuno veda quelle dannate slide. Proviamo ad attivare i microfoni, ma il professore ha silenziato tutti irreversibilmente. Per fortuna che Microsoft Teams ha inventato quella geniale funzione per alzare la mano! Alziamo tutti virtualmente la mano, sperando che uno schermo invaso di manine gialle lo faccia allarmare. Ma lui, bello tranquillo, finisce la spiegazione, e solo alla fine sembra tornare alla realtà.

– Ragazzi, vedo un po’ di mani alzate, ci sono domande?

Scriviamo nella chat, ma nessuno riesce a farsi sentire. L’ospite che avrebbe dovuto parlare di lì a poco, e che stava assistendo alla lezione, alza la mano a sua volta, e fa notare al professore che non abbiamo letto una riga per un’ora.

– Vabbe, l’importante è che siano chiari i concetti. Ora lascio la parola al mio collega.

Certo, concetti chiarissimi. Limpidi. Rinunciamo ad ulteriori interventi, speriamo solo che il fantomatico collega risollevi il destino della lezione.

– Ragazzi, ora metto le slide in condivisione, aspettate

E parte anche lui, mentre noi vediamo soltanto la sua casella di posta e l’ultima email ricevuta. Al che avrei voluto lanciare il computer in un’altra stanza e ritirarmi dall’università. Ma no, poverino, diamogli una seconda possibilità. Ci riprova, e miracolosamente ci riesce!

Ma…

Eppure…

Non sta parlando di questo. Forse… Forse sta spiegando la slide precedente? Cerchiamo di mettere a fuoco le anteprime delle slide e la verità ci trafigge: ha condiviso la slide sbagliata! A quel punto aspettiamo che arrivi a spiegare quello che siamo riusciti a vedere in un’ora e mezza, giusto per non perdere la sola occasione di capire che ci è stata concessa. Dopodiché interveniamo:

– Prof, noi vediamo la slide 4 fissa, ma credo stia spiegando quella successiva

Profnonvediamoleslide parte 6. Lui ritenta la condivisione, ma queste compaiono minuscole, con le scritte che si confondono con la polvere sul mio schermo. La soluzione? Ingrandire la slide a zone, facendoci vedere gli angoli di uno schema a pagina intera, o le parole chiave di un discorso di dieci righe che scorre a mo’ di titoli di coda.

Dopodiché, a lezione finita, il professore ha continuato a registrare riunioni vuote a schermo nero per tutta la notte, e il giorno dopo ci siamo ritrovati 16 ore di video condivise.

Nooo, ma la didattica a distanza funziona così bene! Abbiamo così tanti strumenti funzionanti a disposizione! Ragazzi, ma di cosa vi lamentate!

16 pensieri su “Una tipica lezione in DAD

    • Fortunatamente studiando economia i professori se la cavano decentemente con il computer, ma capisco le difficoltà nel fare lezione online al pari di quanto capisco la difficoltà degli studenti. Sostenere che funzioni al di là dell’emergenza è ridicolo

  1. L’ignoranza informatica è venuta a galla negli ultimi 12 mesi.
    Noi in Azienda facciamo videoconferenze/videoincontri/chat di continuo, e non ti dico quanti colleghi sono completamente negati nel fare qualsiasi cosa.

    • Lo immagino, gli stessi miei genitori hanno avuto difficoltà all’inizio, ma il problema era a monte: non si possono mettere le persone davanti ai computer dall’oggi al domani senza una formazione

      • Mi viene sempre in mente l’avvocato che non riusciva a togliere il filtro del gatto dal meeting zoom 😂 a parte gli scherzi, si leggono storie di gente che ha parlato ore senza aver attivato il microfono, questa mi sembra già grave

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