Settimana felice

Avevo bisogno di questo. Una settimana di svago, soltanto una, tra la fine degli esami e l’inizio delle nuove lezioni all’università. Una settimana in zona gialla, libera di poter vedere le amiche, di andare a pranzo al ristorante, di festeggiare perfino un compleanno in quattro al tavolo. Una settimana in cui la mascherina non è più un peso, la distanza si può colmare, e i baci lasciati al vento arrivano dritti al cuore. Avevo bisogno di questo, del tempo per tornare a vivere. Mi ha fatto ritrovare il sorriso, la gioia di tornare a casa con dei bei ricordi in tasca, il coraggio di cogliere il momento e non rimandare al domani. Perché so che non sarà sempre così. Questa settimana è stata come una vacanza, vissuta giorno per giorno, spensierata, con la consapevolezza che sarebbe finita e la voglia di non sprecare nemmeno un minuto. Ho rivisto tutte le persone che mi erano mancate, quelle a cui avevo promesso di prenderci un caffè insieme, e quelle che ho contattato d’istinto, perché avevo voglia di uscire. Eppure non ho negato ad un’amica un aiuto, a costo di ripassare gli argomenti di quel vecchio esame per aiutarla a studiare. Era il suo ultimo scoglio prima della laurea, e mi ha fatto piacere poterle dare una mano. Ecco, è stata la settimana delle promesse mantenute, delle occasioni colte, delle amicizie ritrovate. Una vacanza dagli obblighi quotidiani e dai confini comunali, una settimana fortunata, sì, perché il caso ha fatto coincidere l’ultimo esame con la fine delle restrizioni più dure. E quanto è bello poter decidere di uscire di casa, salire in macchina e raggiungere i tuoi amici, sapendo che tornerai quando non avrete più niente da dire, o quando farà troppo freddo per restare. Il coprifuoco non è un peso, in fondo basta potersi incontrare. E vi dirò che è strano guidare alle nove verso casa, quando le strade sono già deserte e sembra notte inoltrata. Ogni volta mi aspetto di aprire la porta e ritrovarmi nel buio, dover camminare piano per non svegliare i miei genitori, e far luce con il cellulare per raggiungere la mia camera. Invece apro la porta e sono lì, davanti alla televisione, ad aspettare me.

In questi mesi siamo stati tutti in attesa di qualcuno. Degli amici fuori comune, dei fidanzati lontani, dei posti di lavoro, dell’aria aperta dei parchi, del caffè bevuto al bancone. Siamo stati in attesa e lo siamo tutt’ora, ma una settimana di respiro è quello che ci vuole per ritrovare il sorriso. Ti fa capire che non è tutto perduto, che i tempi migliori possono sempre tornare, che la vita non finisce dietro lo schermo di un cellulare, perché arriverà il giorno in cui ci potremo di nuovo abbracciare. È quella settimana che ti fa toccare il cielo con un dito, piena di momenti semplici e contrattempi da risolvere, eppure bella così, perché vissuta senza le aspettative delle grandi avventure. Bastano gli amici di sempre, un caffè al tavolino, e i sogni come carte da gioco da mettere in mostra, anche se sappiamo tutti che dovremo aspettare ancora. Ma in una settimana si può ritrovare perfino la fiducia. È come aprire la finestra e respirare aria pulita, chiudere gli occhi e farsi travolgere dal freddo. In quegli istanti tutto il testo scompare, e resta solo il silenzio, il profumo della natura, l’odore di legna bruciata dei camini lontani.

La settimana è finita sotto la neve, in un sabato mattina ovattato e un mondo ancora addormentato. È finita davanti a una finestra, ad ascoltare il muto scorrere dei secondi, e a sognare che arrivi presto l’estate. Non sono brava ad accettare i cambiamenti. Non sono pronta a rinunciare a tutto di nuovo. Ma sotto quella neve so che giace la vita, con tutti i suoi colori e i profumi della primavera, e per loro non valgono le restrizioni, per loro non fa mai troppo freddo, per loro non c’è sconforto che vinca. Forse quel mondo sotto la neve a volte è più vivo di noi. Ma in una settimana ho capito che in fondo io ci credo ancora. La neve si scioglierà. Torneranno i colori come torneranno i sorrisi, gli abbracci infiniti, e gli sguardi felici. Non possiamo sapere dove saremo allora, quanto tempo penseremo di aver sprecato a lamentarci, e quante occasioni riusciremo a recuperare al volo. Ma se è bastata una settimana a farmi sentire di nuovo una persona viva, io credo che in fondo possiamo farcela tutti.

6 pensieri su “Settimana felice

  1. con il tuo bel post inneggiante alla boccata d’aria appena respirata dimostri come il covid tra tanti disastri ha avuto il pregio di farci cambiare mentalità, stiamo tornando ad apprezzare le piccole cose, i ritagli di tempo, la giornata di sole, il sorriso rubato dietro una mascherina.
    ml

    • Grazie mille! Non è facile ricordarlo, soprattutto quando anche le piccole cose vengono a mancare, ma penso che sia uno dei pochi modi che abbiamo per affrontare con entusiasmo anche un periodo come questo 🙂

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