I doni delle lingue

Studiare una lingua è affascinante. Prima impari la grammatica, ti incaponisci sui verbi irregolari, capisci come costruire le frasi, o la concordanza degli aggettivi. Poi cominci ad esplorare. Apri il vocabolario e scopri parole nuove, a volte inutili, a volte banali, a volte fin troppo famose, e a volte così affascinanti che rimani a fissarle. Pensi a quanto in fondo sia semplice comunicare. Codici convenzionali per trasmettere un’immagine, un sentimento, un desiderio. Ci viene insegnato, ma non abbiamo memoria dei giorni in cui potevamo soltanto indicare. Eppure studiando un’altra lingua si torna anche un po’ bambini, e ci si chiede di nuovo con curiosità Ma questo come si dice?, perché la verità è che abbiamo bisogno delle parole per farci capire.

È così che sto imparando l’inglese. Con quella curiosità. Con la voglia di rimanere incantata davanti a una parola, perché la trovo bellissima.

Sapete come si dice cavalletta? Grasshopper. Acquirente di erba. Come se il prato fosse un negozio di alimentari, e loro i clienti che si districano tra uno stelo e un fiore. Non è un furto, un semplice nutrirsi, ma uno scambio alla pari tra la natura e le sue invisibili creature.

Sapete come si dice coccinella? Ladybird. Signora uccello. O Lady bug. Signora insetto. Ma Lady è un termine formale, usato nel Regno Unito per le donne di alto rango. Lady indica una donna raffinata e dalle buone maniere. E la coccinella, portatrice di buona sorte, guardata con gioia dai bambini, presa tra le dita senza timore, è l’insetto che forse lo merita più di tutti.

Conoscere una lingua vuol dire anche questo. Scoprire che dietro una parola può davvero esserci una storia. Un’immagine. Un significato più profondo. Magari sono nate per caso, dalla fantasia dei bambini, o dall’urgenza di dover definire il mondo che ci circonda. Eppure ogni giorno parole antiche muoiono e parole nuove vengono alla luce, figlie dei nostri figli, ultime generazioni. Abbiamo il dovere di conoscerle, abbiamo il dono di poterle imparare.

5 pensieri su “I doni delle lingue

  1. Bellissime parole! È proprio il motivo per cui adoro le lingue straniere, ti aprono nuovi mondi, ma al contempo ti permettono di guardare con nuovi occhi anche la tua stessa lingua madre. Dopo anni che la “corteggiavo”, ho deciso che è giunta l’ora di dedicarmi più seriamente al francese. E così uno dei regali di Natale scelti da me è stato proprio un libro per impararlo da autodidatta 😂 Quando riesco mi metto lì e faccio una o due lezioni. Per ora non ho grandi ambizioni, punto a riuscire a leggerlo e capirlo senza troppa fatica. Ma mi sto divertendo tantissimo!
    In bocca al lupo con l’inglese 😉

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