Pensiamoci

Dieci anni sono pochi, pochissimi. È l’età dei sogni da costruire, l’età delle mani da stringere, l’età dei sorrisi sinceri. A dieci anni fanno male le orecchie quando ce le tirano per il compleanno, fanno male gli abbracci della mamma quando ci dice che ci vuole bene. A dieci anni si gioca a nascondino, a correre dietro un pallone, a cercare nel parco le margherite. E magari ci si innamora, a dieci anni, senza sapere che cosa sia l’amore. Ci si regala mazzi di pennarelli, pacchetti di caramelle, anellini di plastica. Innocenti, sinceri, ancora un po’ bambini, con la voglia di crescere, e la pelle che ancora profuma di vita.

Non si può morire a dieci anni.

Non si può morire per un gioco, una trappola virtuale, con una vita tra le mani che si sbriciola, una collana di perline troppo fragile, e il pavimento che disperde le gocce preziose.

Non si può.

Non si può non vedere, non rendersi conto, non provare a capire.

Non si può sparire.

Dieci anni sono finiti così. Con il respiro mozzato e una luce, quella di un cellulare, l’unica stella per tanti adolescenti, un rifugio, o una scusa per poter scappare.

Dieci anni e una vista annebbiata, le mani tese a quell’abbraccio che non tornerà più.

Dieci anni e un orsacchiotto sul letto, con gli occhi vuoti e il pelo irto di chi non può capire.

Come noi.

Era soltanto una bambina, caduta nel tunnel delle mode malsane, inconsapevole e per questo più fragile.

Una voce le ha detto di farlo, nessuno glielo ha impedito.

Abbiamo perso tutti.

Non è il momento per le colpe, per la rabbia, per le accuse.

È solo il momento di riflettere, e magari provare a cambiare le cose. In fondo lo dobbiamo a loro: a chi ha in mano una vita ma è solo, e ancora troppo piccolo per capire come viverla.

https://palermo.repubblica.it/cronaca/2021/01/21/news/partecipa_al_black_out_challenge_su_tiktok_a_10_anni_ricoverata_in_rianimazione_a_palermo-283581463/

16 pensieri su “Pensiamoci

  1. Non sono catastrofico ma credo che il virtuale stia diventando la casa un luogo di ritrovo un bar una piazza un ristorante e ahinè anche un posto dove è sempre più frequente abusare della buona fede del prossimo…stiamo vivendo un periodo buio anche a causa delle continue restrizioni imposte dai dpcm maledetti

  2. Mi ricorda una puntata di criminal minds
    Ok essere la generazione virtuale e tecnologica e ok fare approcciare il figlio ai socials ma i bambini devono essere tutelati! Anche su internet.

    Sennò shoppano sui market interni ai giochi, incappano in pedofili, danno informazioni sensibili e pure queste challenge oscene!
    Veramente terribile!

  3. E’ una notizia che spezza il cuore, ma occorre razionalizzare la vicenda.
    La nostra non è una società che protegge i più piccoli: li usa per fare affari.
    Le discoteche chiudono tardi e i giovani prima s’impasticcano e poi si schiantano in auto? Ecchissenefrega! Gli imprenditori delle discoteche devono guadagnare.
    Sui social c’è un’età minima per entrare ma non ci sono filtri e nessuno controlla?
    Ecchissenefrega! Ci sono in ballo guadagni da capogiro!
    Poi, quando viene il momento di piangere queste povere vittime, è sempre troppo tardi.

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