I Diana Lou

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Per la serie “scopriamo nuovi artisti che hanno fatto la vera gavetta”, oggi vi voglio umilmente presentare un duo composto da due giovani, Luca e Diana, coppia artistica e coppia nella vita sin dalle sue origini. E chi lo ha detto che non possa funzionare? I Diana Lou nascono come artisti di strada suonando nelle piazze di Roma. Umili origini e nessuna pretesa, vivono la loro musica senza le pressioni dei mercati discografici, esprimono la propria arte a contatto con la gente, faticano e lavorano duro. Durante una vacanza a Berlino, l’interesse dei cittadini per una loro esibizione in piazza li spinge a dare una svolta alla loro vita. Si trasferiscono nella capitale tedesca, senza snaturare il loro progetto artistico che li vede spesso in strada, con i loro strumenti e un pubblico di gente attorno, ma anche presenti a eventi live di livello, come il Melodica Festival di Berlino. Come li ho conosciuti? Beh, perché dopo la gavetta in terra straniera sono tornati in Italia, si sono presentati ai casting della decima edizione di X Factor, e si sono ritirati a pochi live dalla fine del programma. Troppo stretto l’ambiente televisivo per loro, troppe le costrizioni artistiche e discografiche per due artisti abituati a ben altro. La vera gavetta li ha portati a questo, a non riconoscersi in tutti quei meccanismi acchiappa-ascolti, e mi astengo dal giudicare se la loro volontaria eliminazione abbia portato loro un briciolo di visibilità in più, perché spesso un talent show può essere un’arma a doppio taglio, ti  può portare in alto ma può anche cancellarti dalla discografia. I Diana Lou hanno avuto quello che possiamo chiamare coraggio, di rinunciare  ad avere la propria immagine trasmessa ancora in televisione, e sono tornati alla loro vita di sempre in Germania. Nel 2017 hanno pubblicato il loro album di debutto, “Streetterapy”, e sicuramente il nome non è scritto a caso. Loro nascono per la strada, vivono per la strada, sono fatti e finiti così, nel loro metro quadrato di pavimento in cui Luca suona contemporaneamente chitarra, cassa e charleston, in cui Diana canta e suona il rullante. Sono completi così, senza effetti, senza playback, senza basi preregistrate, con la libertà di poter interagire direttamente con il proprio pubblico, guardare negli occhi le persone e suonare dal vivo per loro. E’ difficile snaturare un duo che è nato in questo modo, con dei saldi principi e un’idea precisa della musica che avrebbero voluto fare. E’ difficile sdradicarli dall’ambiente che li ha cresciuti, che ha fatto fare loro esperienza, magari con mille difficoltà, magari con tante rinunce alle spalle di un percorso più facile, o se non più facile almeno con un appoggio in più. Eppure sono affascinanti per quello che sono, con le loro sonorità particolarissime, la voce di Diana che si carica di emozioni, indugia sulle note, trasforma le melodie seguendo solo l’istinto e l’accompagnamento di Luca. Sono bravi, perché nella semplicità hanno trovato una formula che funziona, e non richiede lauree al conservatorio, dischi di platino, fotografie sulle riviste famose, niente di tutto questo. Basta solo la passione e la dedizione per quello che si sta facendo. Non è da tutti riuscire a trasformare l’arte di strada nel proprio lavoro, nel proprio futuro e nella propria vita. In quanti suonano da soli per i passanti che camminano a testa bassa, guardando il cellulare o le vetrine dei negozi, in quanti vengono ignoranti o soltanto sentiti in lontananza senza curiosità. Chissà, forse le piazze di Berlino hanno trovato due anime da accogliere, piene di musica da far risuonare nell’aria e il loro amore da raccontare, un amore che tante volte il lavoro in comune logora, ma che in questo raro caso li unisce ogni giorno di più.

E’ del 2019 il singolo “Misery”, che anticipa il nuovo album e segna un altro piccolo passo nella loro carriera discografica. Ma questo non li allontanerà dalle loro affezionate piazze, chi ha imparato a conoscerli lo sa bene.

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