Sogni di ieri e di oggi

Tempo fa mi hai scritto un messaggio, ed è da allora che ci ripenso. Visto che ti considero la mia compagna di vita, ti va se facciamo una lista di posti da vedere? In fondo abbiamo tanti anni per vederli. Nessuno mi aveva mai chiamata così. Per me vale più di qualunque promessa, più di qualunque abbraccio, più di qualunque regalo. E ho iniziato a farla davvero, quella lista. Perché vorrei davvero vedere quei posti con te, e non mi viene in mente nessun altro che potrebbe prendere il tuo posto. Lo sai che dobbiamo andare a Londra insieme, e visitare gli Harry Potter Studios. Lo diciamo da mesi, e sei stata tu a farmi appassionare davvero, a interrogarmi sui miei personaggi preferiti, a raccontarmi i souvenir che vorresti comprare. Ieri sera, invece, parlavamo della Scozia, e non l’ho detto, ma io sono innamorata di quella regione, della loro mentalità così aperta rispetto ai londinesi, e dei loro paesaggi storici e naturali. Poi vorrei andare a Praga. Ne avevamo parlato, una volta, e mi dicesti che avresti voluto vederla, forse anche prima di Vienna. E sai cosa?, vorrei vederle tutte e due. Città bellissime, da cartolina, certo, un po’ costose, ma sono sicura che il futuro ci offrirà l’occasione giusta. Mi è rimasta la fissazione per Berlino, quella gita scolastica mancata, e quel Muro che è un pezzo di storia e mi piacerebbe fotografare. Parigi, anche. L’ho sempre considerata una città romantica, per le coppie innamorate, ma poi ci sono stata per un fine settimana con i miei zii, e mi sono assolutamente ricreduta. Certo, meriterebbe ben più di due giorni, e almeno tu potresti parlare in francese al posto mio. Un altro viaggio che vorrei fare, sembrerà un po’ strano, ma è a Cracovia, in Polonia. E da lì mi piacerebbe visitare il campo di concentramento di Auschwitz. Sì, mi rendo conto che sia un po’ triste, che non sia propriamente una vacanza spensierata, ma lo considero uno di quei luoghi che ti lasciano un segno, che un po’ ti cambiano, e non te lo dimentichi più. Vorrei andarci con te, perché so che avresti la sensibilità giusta, so che la vivremmo allo stesso modo, e porteremmo con noi lo stesso pesante ricordo. Poi vorrei visitare gli Stati Uniti. Magari non tutti, o non tutti insieme. Ecco, partirei da un soggiorno a New York, tra i palazzi di Manhattan e i prati di Central Park. E farei un salto in California, a Los Angeles, magari in estate, per poter stare in spiaggia e guardare le onde oceaniche sollevarsi e infrangersi. Non mi perderei il Grand Canyon, né le cascate del Niagara, perché spesso la natura è capace di creare meglio dell’uomo. E non mi dispiacerebbe vedere Washington, la Casa Bianca da lontano, anche solo per dire di aver toccato con mano il centro del potere statunitense. Per andare in Giappone, invece, vorrei prendermi un po’ di tempo, perché penso che meriti un viaggio tranquillo, magari a tappe, organizzato da casa con la precisione di un tour operator. E’ un paese così diverso dal nostro, con una cultura così affascinante, con un tipo di arte talmente lontana dall’immaginario, che ogni minuto trascorso in quelle terre potrebbe riservare una sorpresa. Vale la stessa cosa per l’India, e sappilo, non ti permetterò di andarci senza di me. Primo perché non è un viaggio da fare da soli, e secondo perché vorrei comprarmi uno di quegli abiti tradizionali, il Saree, ma dovresti consigliarmi sul colore. Forse è più difficile convincerti a venire con me in Australia, a Sidney, ma ti giuro che mi assicurerei di scegliere un hotel protetto dalle tarantole. Potremmo addentrarci un poco nell’isola, vedere i canguri, i koala, e la flora che soltanto lì può crescere. Poi, lo so, detesti il freddo, ma io vorrei davvero andare in Canada. Dicono che si viva benissimo, che i paesaggi innevati siano splendidi, che i laghi sovrastati dalle montagne siano mozzafiato. E che dire dell’Islanda? Rimanere incantate davanti all’aurora boreale… In Norvegia, invece, ci andrei esclusivamente per due motivi: vedere i fiordi, e fare un giro sulle slitte trainate dai cani. Per concludere con i viaggi all’insegna delle giacche pesanti, mi fermerei un paio di giorni a Copenaghen. La città perfetta, pulita, organizzata, efficiente, come un grande ingranaggio che circola in armonia. Dunque, che cosa manca? Ma certo, l’Egitto! Potremmo mai rinunciare ad una gita nel deserto, a sfiorare le zampe della sfinge, a osservare, da esseri minuti, le grandi piramidi? E te ne butto lì un’altra: Gerusalemme. Perché ci sono stati i miei zii, e nelle loro fotografie ho riconosciuto il muro del pianto, un simbolo della nostra storia, un contatto diretto con una delle religioni che hanno segnato la nostra cultura. Poi si potrebbe parlare per ore, non di cosa visitare, ma di cosa poter fare lontano da casa. Un’immersione per osservare la barriera corallina. Un giro del deserto a cavallo di un dromedario. Una vacanza da ricche alle Maldive. Potremmo vedere una partita di tennis in occasione del torneo di Wimbledon. Sai che vedono le fragole con la panna durante gli incontri?  E poi potremmo fare una settimana in crociera. Ne abbiamo sempre parlato, l’abbiamo sempre sognato, ma non siamo mai riuscite a decidere quale giro turistico fare.

Ecco, questa non è una lista fatta e finita. E’ una lista destinata a non avere fine, perché infiniti sono i luoghi da poter visitare rispetto al tempo di vita che ci è concesso. Ma ti prometto, qui ed ora, che io per te ci sarò sempre, compagna di vita, e ti accompagnerò dovunque vorrai andare. Perché in fondo un viaggio non è soltanto la destinazione, ma anche, e soprattutto, la strada fatta per raggiungerla.

Queste righe risalgono ad un mondo che non è più stato lo stesso. Ignare di tutto quello che sarebbe cambiato, abbiamo sognato come bambine i viaggi più belli, immaginando di poter partire anche domani. A Londra saremmo dovute andarci questa estate. E’ ironico, no? Lo progettavamo da così tanto tempo che soltanto una pandemia poteva farci rinunciare. Ma noi ci siamo promesse una cosa: sarà questo il nostro regalo di laurea, tra meno di due anni, perché quel viaggio non abbiamo intenzione di perderlo. Di tutti gli altri non abbiamo più parlato, forse per paura di doverci chiedere “Quando?”, o magari perché vogliamo sperarci in silenzio, in attesa che il sole torni a splendere e gli aerei a volare. Così abbiamo iniziato a sognare più in piccolo. Verona, quella città bellissima e piena di storia. Un weekend alle terme in montagna. O la vacanza a Gallipoli che mi hai sempre raccontato. Poi la Sicilia, anche se tu sei preoccupata di ingrassare. Ecco, la pandemia ci ha costrette a guardarci intorno, a ridurre le distanze dalle nostre destinazioni, ma non ci ha impedito di continuare a sognare. Ci basterebbe poter trascorrere una serata insieme, a guardare un film, o poter andare a mangiare il pesce al mare. Sogni più piccoli, ma che valgono tantissimo. E con loro il desiderio di poterli condividere, perché in tutti questi mesi ci sono state persone che non sono mancate mai, con un messaggio, una videochiamata, o la voglia condivisa di poter tornare a vederci.

Io, comunque, quella lista non la cancello.

14 pensieri su “Sogni di ieri e di oggi

  1. Non DEVI cancellarla, quella lista.
    Un piccolo suggerimento: sono stata alle Maldive spendendo meno di un soggiorno in Sardegna. Basta non andare ai resort, che tra l’altro odio, e gustarti l’autenticità di quelle zone, le tradizioni e le abitudini. Vedrai cose che non ti piacciono, sentirai salire la rabbia per divergenze e non potrai sorseggiare alcun tipo di alcool, ma che spettacolo!!!

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