Il 2020 è stato l’anno…

E così, come ogni anno, siamo arrivati all’ultimo giorno di dicembre. Mai come questa volta ci sembra quasi un traguardo, come se il 2020 fosse stata una lunga corsa, piena di cadute, di notti scure, di porte chiuse e strade senza uscita. Un anno brutto, difficile, doloroso, troppo lungo e troppo triste per tutti. Chi mi segue da tempo lo saprà: prima di ogni capodanno ho sempre fatto un un riepilogo dei dodici mesi trascorsi, e mi sono sempre stupita di quanti eventi fossero accaduti, di quante cose fossero cambiate in un solo anno. Forse per questo 2020 non ci sarebbe bisogno di alcun riepilogo, basterebbe leggere i trend delle ricerche su Google per farsi un’idea. Coronavirus, Nuovo Dpcm, contagi, Protezione Civile. Cosa significa pandemia, MES, Dpcm, congiunti, Smart working, lockdown. Come fare il pane in casa, le mascherine antivirus, il lievito di birra, la pizza, l’amuchina. Più che un anno sembra un film apocalittico, o un libro di George Orwell neanche troppo surreale. Ma la verità è che abbiamo davvero cambiato vita, e i primi due mesi dell’anno sono ricordi lontani che stiamo già dimenticando. Gli incendi in Australia, le immagini dei koala tra le fiamme, la preoccupazione per lo sterminio di animali e piante… Il 2020 è cominciato così. Il 31 gennaio il Regno Unito ha cessato di essere uno stato membro dell’Unione Europea. Il Papa ha schiaffeggiato sulla mano una fedele che lo aveva strattonato. Trump ha ordinato un raid in Iran, facendo uccidere il generale Solemani e scatenando la rappresaglia contro le basi militari statunitensi. Qualcuno, allora, parlava del rischio di una terza guerra mondiale. D’altronde tutto questo è successo in meno di 31 giorni. Il 23 gennaio, pensate, Wuhan è stato messo in quarantena. Ne abbiamo fatta di strada. I reali inglesi Henry e Meghan hanno detto addio alla corona e si sono trasferiti in America. Il re di Spagna Juan Carlos è andato in esilio per evitare lo scandalo di una presunta evasione fiscale. Sono morti Kobe Bryant e sua figlia, precipitati in elicottero. Sono stati registrati ben 20 gradi in Antartide. In Europa è stata avvistata la vespa killer. In Congo c’è stata un’epidemia di ebola. Sono riprese le tensioni tra Siria e Turchia. L’Africa è stata invasa dalle locuste, evento che non capitava da settant’anni. In Turchia si è verificato un terremoto di magnitudo 6.7, secondo solo a quello avvenuto in Messico, di magnitudo 7.5. Il dittatore Kim Jong-Un è stato dichiarato morto, mentre già si rincorrevano voci su una sorella ancor più feroce di lui. Negli USA l’uccisione dell’afroamericano George Floyd da parte della polizia ha scatenato una guerra civile, e dato vita al movimento Black Lives Matter che si è diffuso in tutta Europa. Nella sua versione più estrema ha visto la distruzione di statue, busti e targhe commemorative, in modo violento e deplorevole. In Siberia, nel mentre, sono state riversate ventimila tonnellate di petrolio nel fiume Ambarnaya a causa di un incidente. Lo stesso è avvenuto nei pressi della barriera corallina, dove una petroliera giapponese ha inquinato un patrimonio naturale inestimabile. La Polonia ha invaso per sbaglio la Repubblica Ceca, rischiando un incidente diplomatico. In Siria ha vinto la coalizione di Assad. In Libia sono ripresi i conflitti. La Cina ha approvato l’uso di poteri speciali sulla penisola di Hong Kong, e le proteste sono state represse con la violenza. È stato dichiarato che Putin resterà in carica fino al 2036. A Beirut si sono verificate due esplosioni, che hanno raso al suolo la città e liberato una pericolosa nube tossica. A Chernobyl, dove il terreno è ancora radioattivo, un incendio ha rischiato di riportare in vita l’antico incubo. In Bielorussia Lukashenko ha represso le proteste dei cittadini come in un regime. Nelle Filippine ha eruttato il vulcano Taal. Jackarta, in Indonesia, è stata allagata da piogge torrenziali. In Venezuela è stato tentato un colpo di stato. E’ ritornato perfino Anonymus. A ridosso del Natale il Regno Unito ha firmato l’accordo con l’UE e detto addio al programma Erasmus. E da ultimo, proprio a due giorni dalla fine, un terremoto in Croazia ha distrutto i sogni di troppe persone.

In questo anno sono morti Diego Armando Maradona, Paolo Rossi, Gigi Proietti, Ezio Bosso, il grande Ennio Morricone, gli attori Sean Connery, Kirk Douglas e Chadwick Boseman, l’attrice Lucia Bosé, Franco Lauro, Naya Rivera, Eddie Van Halen, Franca Valeri, gli scrittori Carlos Luis Zafron, Luis Sepulveda e Gianpaolo Pansa, la scrittrice Mary Higgins Clark, Stefano D’Orazio batterista dei Pooh, l’insegnante John Peter Sloan, il regista sudcoreano Kim Ki-duk, la matematica Katherine G. Johnson, il primo sindaco afroamericano di New York David Dinkins, Kelly Preston moglie di John Travolta, il Presidente egiziano Hosni Mubarak, l’ex Presidente della Repubblica francese Valéry Giscard d’Estaing, il dirigente Cesare Romiti, e lo storico Philippe Daverio.

Eppure tutto passa in secondo piano se pensiamo che l’11 marzo l’OMS ha dichiarato la pandemia. Dall’11 marzo abbiamo sentito parlare di lockdown, zona rossa, gialla, arancione, fase due, fase tre, fase quattro. Poi mascherine, igienizzanti, didattica a distanza, Microsoft Teams, riunioni su Zoom, congiunti e affetti stabili, banchi a rotelle, bonus vacanze, monopattini e cashbak, decreto ristori bis, ter, quater, infinitum. Dall’11 marzo abbiamo sperato in un vaccino, e l’Unione Europea ha istituito a fatica il Recovery Fund. Dall’11 marzo, o poco dopo, Trump ha bandito i cellulari Huawei e l’applicazione TikTok dagli USA, ed è uscito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Abbiamo cantato dai balconi, ringraziato i medici con dei cartelloni, riscoperto il piacere di stare in famiglia, e di avere il tempo per una partita a carte o un film da guardare insieme. Abbiamo cucinato, disegnato, fotografato, spento i telegiornali per non avere paura, e ricordato con nostalgia quella vita messa in stand-by. In estate abbiamo creduto che fosse finita, abbiamo legato le mascherine ai gomiti, ci siamo abbracciati troppo, siamo tornati in discoteca, ma come in un sogno che finisce all’alba ci siamo risvegliati, con le stesse immagini degli ospedali pieni e un po’ di speranza in meno.

Eppure nel 2020 sono accadute anche cose buone. La Croazia è stata presidente di turno dell’UE per la prima volta. E’ stata accordata una tregua tra le truppe americane, afghane e i talebani. La navicella spaziale Crew Dragon, realizzata da SpaceX in collaborazione con la NASA, è stata la prima navicella americana a raggiungere la Stazione Spaziale Internazionale dopo la cancellazione del programma Space Shuttle. Ha avuto inizio la missione Mars 2020 per cercare forme di vita sul pianeta rosso. E’ stato scoperto un enzima che può degradare la plastica monouso in poche ore anziché anni. Silvia Romano è stata liberata dopo due anni di prigionia. La Macedonia del Nord è entrata nella Nato. In Argentina è stata dichiarata legale l’interruzione di gravidanza. E’ stato scoperto il primo buco nero in un sistema stellare visibile a occhio nudo. E’ stato siglato il Partenariato Economico Globale Regionale, un accordo di libero scambio per l’asia pacifica. Joe Biden ha vinto le elezioni presidenziali americane, e Kamala Harris sarà la prima vicepresidente donna degli Stati Uniti. E poi storie di coraggio, determinazione, valori da ricordare. Un veterano di guerra britannico di 99 anni ha raccolto 33 milioni di sterline per la sanità compiendo 100 giri del giardino, con le medaglie al valore sul petto e il deambulatore. Il ballerino nigeriano Anthony Mmesoma Madu, 11 anni, dopo aver postato un video di un suo ballo sotto la pioggia, ha ottenuto diverse borse di studio e la possibilità di ricevere lezioni gratis alla Leap of Dance Academy di Lagos. Marcus Rashford, attaccante del Manchester United, ha fatto pressione al governo affinché destinasse 400 milioni di sterline per continuare a fornire i pasti scolastici gratuiti.

Non è un anno da buttare via del tutto. E’ come un puzzle che dobbiamo ancora ricostruire. Abbiamo negli occhi le immagini delle salme portate via da Bergamo sui mezzi militari. La foto di Papa Francesco in una piazza San Pietro deserta, piovosa, buia. I volti dei medici stremati e in lacrime nelle corsie degli ospedali. L’esibizione di Diodato per l’Eurovision Song Contest, nell’Arena di Verona vuota. Sono ricordi che fanno male, che ancora oggi ci sembrano irreali. Qualcuno si è battuto più degli altri, come Lady Gaga, che ha promosso una raccolta fondi per combattere la pandemia, organizzando il concerto “Together at home” che ha unito un numero enorme di cantanti, attori e sportivi da tutto il mondo. Abbiamo pensato che ne saremmo usciti migliori, che la solidarietà avrebbe vinto la rabbia, che avremmo imparato a volerci bene più di prima. La verità è che abbiamo vacillato, perso la speranza, arrancato nei mesi autunnali, smesso di cantare e di applaudire i medici in terapia intensiva. Abbiamo tolto i cartelloni con su scritto “Andrà tutto bene”, e ci siamo chiesti come sarebbe andata a finire.

Domani è Capodanno, e ancora non abbiamo risposte. Quasi tutti festeggeranno in casa, qualcuno proverà a fare il furbo, qualcun altro si vestirà di rosso davanti alla televisione, e tutti, probabilmente, alzeremo i calici a mezzanotte, augurandoci che il nuovo anno sia migliore di quello vissuto. Fuochi d’artificio, concerti in piazza, baci sotto il vischio… Torneranno. Tornerà tutto. E dobbiamo crederci noi per primi, perché il mondo non si aggiusterà da solo.

Quello che ho capito a forza di tirar le somme è che abbiamo tutti una responsabilità. Sempre. E ogni scelta che facciamo può avere il potere di cambiare, anche solo un poco, la realtà in cui viviamo.

23 pensieri su “Il 2020 è stato l’anno…

  1. Anche io, come Follia solitaria, pensavo di essermi perso un giorno… 😉
    A parte gli scherzi, hai fatto una fotografia molto “bella”, se mi permetti il termine, di quest’anno che dò già per trascorso… Buona giornata! 😉

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