Buone feste ce lo possiamo dire?

Volevo scrivere qualcosa di profondo sul Natale, ma non ci sono riuscita. Il foglio bianco era lì che mi guardava, minaccioso, come a chiedermi: embè, non hai niente da dire tu? Ho incartato i regali per le mie amiche e sono tornata alla scrivania. Niente. Solo i ricordi proiettati tra le righe vuote, e gli infiniti mesi di questo anno che non si vuole aggiustare. Ma non volevo scrivere qualcosa di triste, è già tutto triste anche senza il mio contributo. La verità? Non so cosa sia più giusto dire o sensato fare, ma di sicuro, in questi regali di Natale, nasconderò tante frasi non dette, tante scuse rimandate, e tanti grazie sussurrati in ritardo.

Grazie di esserci. Grazie di aiutarmi a capire la vita. Grazie di non avermi dimenticata. E scusa se ho paura, scusa se ti chiedo un abbraccio e tu mi devi dire di no, scusa se nel mio sorriso c’è la nostalgia di ciò che eravamo.

Non ho lezioni da condividere, non ho imparato ad essere sempre spensierata, non ho vissuto questi mesi con la cieca fiducia nel futuro. No, non sono infallibile, e faccio ancora fatica ad ammettere di avere torto. Sono stata arrabbiata, cinica, disillusa. Ma quest’anno va così, no? Ne saremmo dovuti uscire migliori, ma ancora prima di uscirne ci sentiamo tutti peggiori di prima. Ecco, forse per Natale potremmo farci tutti una promessa: potremmo promettere a noi stessi che tireremo fuori quei sogni dal cassetto, e faremo di tutto per realizzarli, anche se sarà difficile. Non ditelo a me, che sognavo di viaggiare per il mondo e andare a tutti i concerti… Ma chissà, forse l’attesa lo renderà ancora più bello. Sia chiaro: io non credo alle teorie di chi sostiene che la normalità non tornerà mai. O moriremo tutti, o qualcosa dovrà cambiare, e mi sembra molto più plausibile la seconda. Quindi, altra promessa: appena si potrà, daremo tutti quegli abbracci rimasti in sospeso, ai nonni, ai genitori, ai figli, agli zii, ai nipoti, agli amici di una vita, a chi ci manca più di ogni altra cosa. Non posso dirvi che addolcirà la pillola, o che questo Natale farà meno male di quanto crediamo. Ma forse non ha nemmeno senso provarci. Non conosco ricette della felicità, magari qualcuno l’avesse inventata… Farebbe meno paura di un vaccino, e forse renderebbe il mondo un posto migliore. Eppure essere tristi non è sempre sbagliato. Di recente un mio compagno di corso ha scritto in un post: “Vi invito ad abbracciare la vostra tristezza. A realizzare che anche essere tristi vuol dire vivere. […] Non datevi per scontati, mai. E non incolpatevi di essere tristi, di avere paura“. Ecco, lui in quattro frasi ha detto molto più di me in quattro pagine. Ma è così, a volte capita che qualcuno capisca una cosa prima degli altri, e decida di metterla a disposizione di tutti, poche parole piene di significato, proprio là dove si affollano i fantasmi dei like. Non tutti le leggeranno, non tutti arriveranno alla fine. Ma se potrà aiutare anche soltanto una persona, allora scriverlo avrà davvero avuto un senso. In fondo è un po’ il motivo per cui tutti noi viviamo con la penna in mano. Che sia per aiutare noi stessi o per provare ad aiutare gli altri, siamo convinti che le parole possano fare del bene. Quindi, per questo Natale, non lesinate sui biglietti. Anche voi che pensate di non saper scrivere. Anche voi che, come me, dopo aver scritto “Auguri” vi bloccate e non sapete più cosa aggiungere. Va bene così. Ricordate? Poche parole piene di significato. “Ti voglio bene”, “Io ci sono”, restano scritte per sempre, e sono le promesse più importanti di tutte. Valgono più di un regalo comprato in negozio, più di un messaggio su WhatsApp, più di un saluto fatto di fretta, e non importa se sono lettere chilometriche o chiudipacco minuscoli, perché quelle parole sono unicamente le vostre. Vi svelo un segreto: io non ho mai buttato via nessun biglietto. Nemmeno quelli scritti su foglietti volanti, o su dei post-it ritagliati e piegati in due. Li tengo tutti, perché so che lì dentro troverò sempre l’abbraccio di chi quel giorno stava pensando a me. Lo so che oggi gli abbracci sono vietati. Ma non lasciamo che il silenzio renda il Natale più triste, in fondo… in fondo è già tutto triste anche senza il nostro contributo. Non costa denaro regalare qualche parola piena d’affetto alle persone a cui teniamo.

Volevo scrivere qualcosa di profondo, e non so se ci sono riuscita, ma volevo anche augurarvi di passare queste feste in serenità, dimenticando rabbia e dolore per qualche giorno, e pensando a tutte quelle persone che vi stanno accanto, e che sarebbero felici di sapervi almeno un po’ felici.

Buone feste

20 pensieri su “Buone feste ce lo possiamo dire?

  1. Sei riuscita pienamente a scrivere qualcosa di molto profondo. Come te non ho mai cestinato un biglietto e sottoscrivo ogni tua parola.
    Ciò che eravamo tornerà, Penny. Tornerà e riscatteremo alla grande questo lungo periodo sospeso.
    Auguri di serenità a te. Buon Natale ❤

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