ItaGLIano universitario

Ah, i lavori di gruppo all’università! Quale incubo peggiore! Ore infinite a disquisire sul colore dello sfondo, sul carattere da usare su Word, sulla dimensione delle tabelle, sulle animazioni a rimbalzo del PowerPoint. Tempo sprecato a farsi venire dubbi amletici su cosa aggiungere per farsi dare la lode, perché al primo anno di magistrale si sentono tutti dei manager in carriera. Ma l’unica che si è presa la briga di rileggere tutto da capo, sessanta pagine in totale, sono stata io. Di sicuro non una manager, ma quantomeno dotata di una licenza elementare valida. E vi assicuro che non è poco. Non solo ho dovuto correggere mezzo progetto perchè nessuno si era accorto di un errore nel procedimento, ma mi sono anche ritrovata a versare lacrime davanti a tempi verbali usati male, virgole inesistenti, congiunzioni buttate a caso nelle frasi, tanto che a un certo punto mi sono chiesta: ma sono io troppo pignola? Avevo davanti un foglio traboccante di cancellature, più spaventoso del mio primo dettato di grammatica. Ma dato che non voglio erigermi a professoressa e men che meno a dea protettrice dell’italiano, ho deciso di condividere con voi alcune delle perle che ho corretto.

Affila coltelli (E’ un ordine!)

Data però la posizione di ascolto in cui ci siamo posti però […] (Eh però!)

Calcoliamo la media delle percezioni dato che è preferibile rappresentare la media delle percezioni piuttosto che rappresentare le percezioni dei singoli (Insomma, si parla di percezioni, non so se si è capito)

Situazioni in cui c’è bisogno (Magari con i tuoi amici, non in un progetto universitario)

Il nostro target di riferimento ha una particolare attenzione alla trasportabilità (Prestare non si usa più?)

La percezione che si ha di lui (certo che se il lui è un affilacoltelli… Siete per caso usciti a pranzo insieme?)

Nel caso in cui un soggetto invece ricerchi oltre ad un’elevata portabilità anche l’efficienza tecnica (Le virgole erano in sciopero o dobbiamo arruolare Eminem per leggere questa frase?)

Per quanto riguarda il nostro prodotto invece, […] (Qui ne è scappata soltanto una invece.)

Si va a riscalare le stime (sono aumentate improvvisamente di numero? O è un poveretto che va da solo a riscalarle tutte?)

Abbiamo pensato che il modo più efficace è lanciare delle campagne Facebook (Ma cosa vi ha fatto di male il congiuntivo?)

La motivazione principale non è tanto quella di […], bensì avere uno strumento che permettesse di […]. (Apprezziamo lo sforzo, ritenta e sarai più fortunato)

Abbiamo pensato necessario (In che senso?)

Facendo un breve calcolo quindi i costi sono (Okay, okay, datemi della pignola, ma le virgoleeee)

Di seguito poi (Giusto per sottolineare che devi andare avanti a leggere)

Ipotizziamo che i fondatori debbano comprare i macchinari e non sono proprietari del garage (Uno su due, facciamo che ti dò un 6-)

Abbiamo comunque un risultato netto positivo il che ci indica che anche nel worst scenario, il lancio potrà essere profittevole (o la virgola è birichina e ha fatto un triplo salto carpiato, o non è ben chiaro il funzionamento dei segni di interpunzione)

Contestualizzare il contesto (Tanto per essere chiari)

Si evidenzia una maggiore penetrazione dell’interesse nella fascia d’età tra i 25 e i 44 anni, prevalentemente sposato (Ma il soggetto è la fascia d’età?)

Necessario da separare dalla prima categoria (Ma è necessario o da separare?)

La presenza invece di un link (Ma perché ne abusi!)

La presenza di commenti positivi potrebbe generare maggior engagement, mentre la presenza di commenti negativi potrebbe comunque influire positivamente sull’engagement (però ti devi prima decidere, e poi scegliere i connettivi)

Abbiamo creato variabili composte, create dalla sommatoria di […] (Da oggi fanno parte del Creato )

Questi indicatori sono stati rappresentati all’interno del data set e sono rappresentate da […] (Eh ma allora è un vizio)

Abbiamo creato le variabili […] e nel caso fossero entrambi zero, deduciamo che (Oggi poi ieri e infine di nuovo oggi? Viaggi nel tempo per caso?)

Si sono create tutta una serie di variabili (Sì, sai, eravamo al bar, non sapevamo che fare…)

Mentre per altre variabili si può notare invece una decrescita. (Sì sì, la frase inizia e finisce così)

Ed a questo punto (Ed Sheeran?)

Lavoriamo ora sul campione, che anch’esso viene diviso in decili, per ognuno dei quali si calcolano la media delle y, per poi ordinarli sempre in modo decrescente (Ma i sette soggetti della frase sono i sette con cui ti sei ubriacato prima di scriverla?)

Mostra una tendenza decrescente, a parte per il secondo (Aiuto!)

Possiamo vedere come qui l’andamento del grafico, anche a livello generale tendenzialmente decrescente, presenta un maggior andamento altalenante (Ma voi avete capito com’è sto grafico? Uno scarabocchio?)

Il tema delle foto è da attenzionare (Un termine tecnico di uso comune nelle ricerche scientifiche)

Continua: in quanto la quasi totalità dei post ne aveva la presenza (La presenza si possiede?)

La nostra supposizione è che questo disincentiva (Ma se è una supposizione, perché non usi il CONGIUNTIVO?!)

La presenza di risposte va a creare (E dove va?)

Va beh, va’, facciamo che me ne vado io. Ho corretto tutto senza dire niente a nessuno e, come mi aspettavo, nessuno se n’è accorto. A dimostrazione che non solo abbiamo perso la capacità di scrivere in italiano corretto, ma non ci rendiamo nemmeno conto della differenza che c’è tra una frase giusta e una sbagliata. Per carità, mi prendo anch’io le mie licenze poetiche, sbaglio anch’io le virgole e qualche tempo verbale, ma un progetto universitario non può sembrare scritto da un bambino analfabeta. E’ inutile sentirsi fenomeni maneggiando Excel per poi non essere nemmeno in grado di usare la propria lingua. E non è accettabile che una sola persona su quattro si sia accorta di certi obbrobri. Ma magari sono io troppo pignola…

Nel frattempo mi è stato fatto notare che una tabella realizzata da me aveva un’impercettibile sottolineatura rossa.

10 pensieri su “ItaGLIano universitario

  1. Però, metticelo un però ogni tanto, però.

    Che si parlasse di percezioni si era… “percepito”.

    Io con gli affilacoltelli ho un rapporto molto umano… non lo chiamo ‘lui’, si chiama Affilippo.

    Per contestualizzare il contesto potreste citare una citazione!

    È un articolo molto divertente e continuerei a commentarlo per giorni ma immagino per te non sia stato tanto spassoso.

    P.s.: per favore, smettila di sottolineare in rosso, rovini il lavoro degli altri… 😜

  2. Non c’è bisogno di essere una professoressa né una dea dell’italiano ma, semplicemente, madrelingua come la maggior parte di loro (credo). Qui non c’è nemmeno la scusa della bottiglia di spumante last minute per brindare alla consegna… 😀
    Devo dire che, piuttosto che sorprendermi in negativo, lo sono in positivo per il fatto che tu non abbia trovato obbrobri grammaticali. Ma non è che sia una bella cosa, è solo che una volta ho letto su una parete un “C’è lo fatta! 28!” . Da allora mi aspetto il peggio. Erano altri tempi e altri luoghi, ora molto lontani da me, ma quella era una facoltà di medicina.

    • Beh certo però i congiuntivi inesistenti li enumero tra gli obbrobri, soprattutto perché il testo scritto voleva ricalcare la struttura di un articolo scientifico. “C’è lo fatta” non lo posso vedere 😂

  3. Io ho visto anche di peggio, all’università:

    – bigliardo (forse un biliardo con le biglie)
    – abborto
    – la maglietta double fax (praticamente una maglia che colleghi alla linea telefonica e scansiona e invia documenti)

    e dulcis in fundo l’esame di una sentenza che riguarda un caso di violenza con sodomia. E tutti pensavano che sodomia fosse l’atto del sadomaso (dal famoso verbo irregolare sadomasare, presumo, Io sadomaio, tu sadomai, egli sodomia)

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