Per me non ha senso

Si potrà andare a fare shopping, si potrà viaggiare all’estero, si potrà andare al ristorante, ma il giorno di Natale, se la famiglia abita in un altro Comune, non la si potrà incontrare.

Per di più se vivo a Milano posso vagare per chilometri, mentre se vivo a Canicattì sul cucuzzolo della montagna posso vedere solo le mucche al pascolo.

Avranno tirato un dado per stabilire certe regole.

A mio parere la tutela della salute non può annullare la dignità umana, e il diritto a ricevere un conforto in un giorno così speciale.

37 pensieri su “Per me non ha senso

  1. Per me ha ancora meno senso aprire tutto solo per consentire lo shopping selvaggio.
    Il virus non sta a guardare se il periodo è festivo o meno: se ti prende ti prende e sono fatti tuoi.
    Avrebbero dovuto continuare a tenere tutto chiuso almeno fino a gennaio.

    • Questo lo giustifico in parte perché economicamente sarebbe un disastro. Bloccare i consumi natalizi significherebbe far chiudere parecchi negozi e lasciare persone senza entrate. Ma diciamo che tutto ha poco senso..

      • D’accordo, ma chi si prende la responsabilità di aprire col rischio di scatenare la terza ondata?
        Non è che, siccome è Natale, allora possiamo mettere in preventivo qualche morto in più, in cambio della possibilità di andare a sciare.
        E poi dovrebbe essere proprio nello spirito natalizio la sobrietà a scapito del consumismo.

      • Non parlavo di andare a sciare, ma i negozi aperti e la possibilità di circolare nella regione penso siano un compromesso più sensato. Uno stato si regge anche sui consumi, e dicembre in questo è il mese più proficuo, questa è la spiegazione che mi sono data. Poi ci sta la sobrietà, ma non la solitudine

      • Se c’è un motivo sensato circoli, altrimenti non lo fai, punto.
        Uno stato si dovrebbe reggere sul benessere dei cittadini, e questo può derivare da tanti fattori non necessariamente collegati a un consumismo che crea solo ulteriori sprechi (e rifiuti) a sfavore di valore immateriali più importanti.
        Non è una prescrizione del medico l’assembramento e lo shopping, anzi: fino a prima della pandemia c’è stata anche troppa tolleranza e la gente l’ha scambiata per un diritto universale.
        La solitudine è una conseguenza temporanea della pandemia: che piaccia o no, è un effetto collaterale da accettare se tanto si brama a tornare alla “normalità” (che prima o poi arriverà, ahimè).

      • Ma io non ti sto dicendo che andrò a fare shopping sfrenato perché non vedo l’ora di farlo, ho detto che purtroppo è statistico che a dicembre aumentino i consumi, e bloccarli significherebbe arrivare a perdite forse oltre il 10% del pil, cosa che l’Italia non si può permettere. Che la solitudine sia una conseguenza è vero, ma ci sono persone che da mesi soffrono per questo senza poter avere un giorno di conforto, il Natale è fatto anche per stare in famiglia, e proibirlo mi sembra esagerato

      • Allora capovolgiamo la situazione: Natale NON dovrebbe essere il momento più adatto per far aumentare i consumi, in quanto sarebbe un periodo in cui ci si dedica alla spiritualità (non che m’importi personalmente, visto che sono ateo).
        Non dovrebbe esistere un periodo alla “Black Friday”: si dovrebbe acquistare solo lo stretto necessario e solo quando serve.
        So che è un’utopia, e infatti ti sto solo dicendo quello che penso.
        A soffrire la solitudine sono maggiormente gli anziani, guarda caso i più vulnerabili nei confronti del coronavirus.
        Facciamo firmare a tutti una liberatoria: se ti ammali perché vuoi compagnia, poi paghi di tasca tua tutte le spese che la sanità deve sostenere per salvarti la vita.

      • Ti faccio una domanda io allora: lasciare gli anziani soli per 8 mesi, senza vedere figli e nipoti, può rendere la loro vita migliore? Sono i loro ultimi momenti, sanno che presto se ne andranno, non hanno i mezzi nemmeno per fare una videochiamata, per chi è da solo questa è solo un’attesa della fine

      • Dove li hai visti gli otto mesi?
        In estate (da maggio a metà ottobre) si è scatenata una bolgia come se fossimo stati prossimi alla fine del mondo.
        E comunque va bene, facciamo pure come dici tu (tanto per rendere ancora più brevi i loro ultimi momenti…).
        Poi, però, se quegli anziani si ammalano, facciamo pagare le spese mediche ai loro parenti.

      • Inutile che generalizzi, io ho rivisto mio nonno ma a distanza e con la mascherina, è da marzo che non lo abbraccio, per quanto possibile cerco di proteggere tutti. Ma è evidente che la pensiamo in modo diverso. Detto ciò, si chiama sanità pubblica per un motivo, e se continuiamo a cercare il colpevole di ogni contagio finiremo a ordiarci l’un l’altro molto presto.

      • È nobile avere sentimenti in un mondo che dinanzi alla sofferenza che leggo tra le tue righe risponde con evidente mancanza di tatto che è soltanto una questione economica. Mi sarebbe piaciuto che a questo ci avesse pensato chi ha spostato il pubblico nel privato, lasciando soli tutti coloro che non possono permettersi visite private. Credo però che tu intendessi che la vita può essere una questione di qualità piuttosto che di quantità. Giusto? Su questo sono d’accordo. Temo sia inutile discettare su chi meriti di essere sovvenzionato le terapie (lo trovo mostruosamente crudele) piuttosto sarebbe da capire come porre fine a questa pandemia che sfocia nella follia. Si sta facendo il possibile chiamando a gran voce infermieri e medici ma temo che i gravi errori di chi ha amministrato la cosa pubblica in precedenza e chi poteva dare e non ha dato potrebbero essere irrecuperabili. Un’idea sarebbe quella di abolire la capitalizzazione sulla salute. Io trovo aberrante che in una situazione del genere si debba anche sborsare per curarsi. Oltre il danno, anche la beffa. La soluzione è ripristinare il vero senso delle istituzioni.

      • Era questo che intendevo, forse presa dal momento non mi sono espressa in maniera chiara.. qualità per me viene prima della quantità, l’ho sempre pensato in ogni situazione, che si tratti di un momento o della vita intera. Per quanto riguarda la sanità, meriterebbe forse un discorso a parte, viviamo oggi le conseguenze di tagli fatti nel corso degli anni alla spesa pubblica.. piuttosto ci si potrebbe chiedere se anche senza una pandemia ci saremmo resi conto del problema

      • Beh io me ne resi conto tempo fa, purtroppo. Facendo parte di un ceto medio-basso, quando tutti iniziavano a parlare dei “difetti” della sanità io già mi stracciavo da tempo. Fai conto che nonostante non lavori da tempo ho continuato a pagare tasse per scelta. Poi, convinta dai miei famigliari, ho optato per un aiuto pubblico ma… devo dire che già prima del Covid aspettavo mesi per una visita. Come hai detto tu le cause sono quelle, e l’evasione. Quello che mi fa piú male è che chi lo fa, ci guarda tutti i giorni e non si chiede minimamente se può prendersi una macchina in meno e pensare di piú agli altri. Spero che non siamo ad un punto di non ritorno. Tu che hai fatto economia cosa ne pensi dell’economia circolare?

      • Purtroppo le cause di tutto ciò non sono nemmeno così facili da risolvere se manca la determinazione a farlo…
        Da ancora studentessa penso che siamo ancora lontani da una vera e propria economia circolare, basti pensare a quante aziende potrebbero essere riconvertite ma ciò richiede investimenti. Però è un tema che dovrei approfondire 🙂

  2. Io fino all’anno scorso nel periodo delle lezioni stavo a casa di mia nonna. Ora è sola da un sacco di tempo e speriamo davvero che possa venire a Natale. A me dispiace veramente tanto che sia rimasta sola così tanto. Mi manca vederla e per fortuna almeno in estate siamo potuti stare un po’ insieme

    • Luogo di residenza non è sempre luogo dove vivono le persone più care, penso ai fidanzati non conviventi, penso ai genitori anziani, penso ai fratelli o alle sorelle, tutte persone che il giorno di Natale non potranno vedersi

      • Io sono tra quelli che faranno a meno di molti, ma spero, voglio credere che il sacrificio serva. Fossimo persone di buon senso, non ci sarebbe bisogno di imporre niente, ma è evidente che non lo siamo

      • Non lo so, non credo sia solo questo, vedo tante contraddizioni… per esempio questa mattina sono stata al supermercato, e ho trovato folle di anziani tutti vicini. Perche questo dovrebbe essere diverso dalla visita di un figlio a natale?

      • Allora. Intanto un figlio, o un nipote, è più pericoloso perchè potrebbe avere una forma asintomatica, o molto leggera, ma essere ugualmente contagioso. Comunque anche io preferivo in primavera, quando nei negozi e nei supermercati si entrava contingentati. Ora bado da sola a me stessa, vado a fare la spesa la mattina alle 8, quando ancora c’è poca gente, entro solo nei negozi che impongono la coda fuori ecc ecc. Perchè alla fine, sta a noi avere cura della nostra salute, non alle regole

  3. Capisco perfettamente il tuo punto di vista, ma in parte credo di poter giustificare la scelta in questo senso: permettere a persone che sono state “teoricamente” in isolamento di vedersi a natale significa aumentare il grado di rischio di contagio per le categorie più deboli… questo calcolo credo venga fatto perchè questo tipo di ricongiungimento sarebbe statisticamente un alto incremento probabilistico di contagio proprio per tutte quelle fascie ritenute più deboli… un giorno assieme o qualche ora vale il rischio di aumentarne le probabilità di contagio e quindi il rischio per la loro salute?? anche se il loro ragionamento credo sia da applicare in termini di pronto soccorso e terapie intensive… è ovvio che se ognuno di noi guarda se stesso nessuno affermerà di mettere a rischio la vita dei propri cari ma lo è altrettanto applicato a scala nazionale pensare che non tutte le persone sono così responsabili, consapevolmente o inconspevolmente…

    • Shopping e viaggi all’estero sempre nella prospettiva descritta sopra non mette a rischio quel tipo di categoria ma una che “in teoria” è più preparato o con maggiori probabilità di non diventare un caso critico… questa è l’unica spiegazione che riesco a dare… non so se sia attendibile…

      • Scusa, non avevo letto questo commento! Certo se si pensa in termini di terapie intensive questo è vero, ma non so… da ignorante, non sono del tutto convinta che ne valga la pena

      • nemmeno io lo so, e se penso o me o ad una cerchia ristretta di persone che conosco concordo con te, non ne vale la pena… ma allo stesso modo se penso a tutto il paese e a qualcuno che magari in quel giorno possa inconsapevolmente passare il virus ad un suo caro… allora non so più cosa è giusto e cosa non lo è… ma questo ormai grandi linee accade da marzo scorso…

    • Lo so, capisco questo discorso, ma si tratta di persone che spesso, a parte alcune eccezioni, sono state isolate da marzo di quest’anno. E mi viene da chiedermi se in fondo, per un giorno soltanto, sarebbe così tragico fare un’eccezione… del resto se si può andare tutti a fare shopping, perché non dovrei poter augurare buon Natale a mio nonno con la mascherina?

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