Dpcm Crudeltà

Se davvero verrà firmato il Dpcm Natale, però, vorrei che fosse il governo a spiegare a tutti i nonni d’Italia isolati dai confini comunali che per Natale dovranno stare da soli. Nessun figlio, nessun nipote, nessun amico. Solo il silenzio della propria casa vuota.

Mio nonno ha 86 anni, vive da solo, e trova la sua serenità nelle piccole cose quotidiane. Ci sono pochi giorni che lo rendono felice davvero, e uno di questi è il Natale. Gli ricordano la moglie che ha perso, e gli anni felici di quando io ero ancora una bambina, e non vedevo l’ora di poter aprire i regali. Sono e sarò sempre la sua nipotina, e niente potrà cancellare tutto il tempo passato insieme, i pomeriggi al parco, il gelato prima di tornare a casa, o la mia prima bicicletta con le rotelle. Lui sa che sono cresciuta, che quel tempo è finito e non può più tornare indietro. Ma ogni anno, a Natale, mi chiede di farlo felice. Ci tiene a invitare la famiglia a casa sua, a tirare fuori la tovaglia bella e le posate nuove. È quel piccolo gesto che gli fa ritrovare il sorriso, uno dei pochi giorni dell’anno in cui è felice, ed io vorrei tanto poterlo accontentare per sempre. Come glielo spiego che non si può?

Non posso pensare che il Natale lui lo possa passare da solo. Gli restano così pochi anni, ha già vissuto una vita, e non ha più sua moglie a dargli l’amore che merita. Tante volte mi ha detto che io sono il suo Futuro, quello che non potrà vedere, ma che immagina pieno di belle persone come me. Lui lo sa che ogni Natale potrebbe essere l’ultimo. Lui lo sa che sto crescendo in fretta, e che non potrà inseguirmi per sempre. Lui vuole soltanto godersi queste ultime occasioni, riempire il vuoto di un amore perduto con la famiglia che gli vuole bene. Lui vuole stare con me, anche se non ci possiamo nemmeno abbracciare.

Io sono quella bambina cresciuta in un attimo, mentre lui ha cominciato a invecchiare. E Dio solo sa quanto vorrebbe vedermi felice, con un lavoro che mi piace, con una famiglia tutta mia, e magari dei figli, da lasciare ai nonni nei pomeriggi estivi. Ma a lui in fondo basta poco. Basta che io ci sia, per dirmi che mi vuole bene e darmi il suo biglietto. Come gli spiego che non si può? Per lui il Natale è una di quelle rare giornate in cui potersi sedere a tavola con la sua famiglia, e non è giusto che gli venga tolto. Per loro, per i nonni, che vedono il tempo esaurirsi e i nipoti crescere, è come spingerli a forza verso il baratro. Isolati dal mondo, senza conoscere le videochiamate, senza una carezza dai propri figli, senza le risate dei nipotini, o una partita a carte con un amico.

Forse staremo salvando loro la vita, ma che cosa se ne fanno di un tempo vuoto in attesa di dirci addio? Cosa se ne fanno di un giorno in più, se devono solo aspettare la fine?

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