Noi, gentili perenni e presi a badilate

Più uno é gentile e disponibile, più prende badilate, però sinceramente non trovo giusto che uno debba cambiare e diventare stronzo. Sono gentile e mi piace pensare che lo siano anche gli altri. Dovrebbe essere così spontaneo. Perché a noi ci viene spontaneo e agli altri no?

Riprendo un messaggio che mi scrisse un’amica poco tempo fa, in un momento di delusione. Non perché io sia ancora delusa, ma perché quel messaggio mi ha fatto riflettere. Ho pensato a tutte le persone che conosco, a quelle che ho conosciuto, a quelle che vorrei conoscere, perché è sempre bello aprirsi al mondo con il cuore. Ma in quanti lo fanno davvero? Di tutti i nomi che mi sono passati per la testa, forse soltanto in tre o quattro. Pochi. Pochi per questi miliardi di abitanti del globo, pochi per questo futuro sempre più egocentrico, pochi per noi razza gentile, che diciamo grazie per ogni minima cosa e chiediamo scusa anche quando la colpa è di qualcun altro.

Io lo penso davvero: chi è gentile e disponibile prende più badilate degli altri. Non ho prove empiriche per negarlo, solo esempi di amiche dall’animo buono, che nella vita hanno ricevuto le loro mazzate. Ma quei valori non li ho trovati da nessun’altra parte. Si contano sulle dita di una mano, e sono le persone con cui immagino di costruire il mondo, e ripartire ogni volta da zero, perchè dalla cenere della rabbia non possono nascere i fiori.

E gli stronzi? Sono andati avanti per la propria strada. Ma non diventerò stronza soltanto perchè è più facile, o perchè ci si sente più forti. Non diventerò stronza solo per prendere meno badilate. Lo so che ci vuole coraggio per essere gentili, lo so che a volte può sembrare perfino strano, perché sono tutti abituati a guardarsi i piedi, e non riconoscono un sorriso quando lo incontrano per strada. Lo so che ci vuole pazienza e tanta forza, che le porte in faccia arriveranno sempre, e faranno sempre male come la prima volta. Io lo so, ma non voglio cambiare. Non posso cambiare.

Ognuno di noi ha un proprio vissuto alle spalle, e non rinnego niente di quello che ho fatto. Sensibile e timida fin da bambina: una condanna in un mondo dove ti devi difendere, dove ti insegnano a farti valere, dove impari il giudizio prima della poesia. Ma io, con il mio libro di parole, sono cresciuta così. Irrazionalmente gentile, instancabilmente buona.

Qualcuno dice che le ferite induriscono il carattere. Io? Io sono un biscottino, di quelli che si sbriciolano appena li metti nel latte. Anche se da fuori sembro d’acciaio. E chi mi conosce, chi sa ascoltare, chi sa leggere perfino i silenzio, in fondo lo ha capito. Magari non del tutto, magari con quelle domande che non si fanno mai, e che rimangono senza una risposta.

Tipo “Come fai?”. A volte me lo chiedo da sola. Come fai a perdonare, come fai a essere sempre gentile? Come fai con chi non lo merita, o con chi ha sempre ricevuto senza dare niente? Non so se si può spiegare, non credo esista un “come” né tantomeno un “perché”. Quante volte ho dato a mio padre del fesso, senza rendermi conto di essere esattamente come lui. Due buoni che hanno fiducia in tutti, e che credono nelle seconde possibilità.

Forse, per assurdo, siamo gentili con tutti tranne che con noi stessi. Perché potremmo proteggerci da tutte quelle famose badilate, potremmo scegliere di diventare stronzi, di negare favori a chi ce lo chiede senza offrirci nulla, di cancellare dalla nostra vita chi ci ferisce la prima volta. Potremmo almeno fingerci stronzi, smetterla di chiedere scusa, eliminare i grazie da ogni frase, e finirla di cercare di dimostrare agli altri che ci teniamo.

Ma io non ci riesco. Come non ci riescono quelle tre o quattro amiche a cui ripeto spesso che sono importanti, senza vergognarmi di farlo. Perché sono come me, con delle storie diverse, dei caratteri un po’ diversi, ma sostanzialmente buone, gentili, con un animo dolce che ad oggi è così raro. Lo devo a loro se non sono mai cambiata. E’ in loro che ritrovo quella fiducia che perdo ad ogni porta presa in faccia. E se dovessi trovare un solo motivo per continuare ad essere ciò che sono, il mio motivo sarebbero loro. Perché ci credo, credo nella possibilità di cambiare le cose, credo nelle occasioni e nel sogno di un mondo migliore.

Illusa? Forse. Mettetela pure tra le altre mie qualità. Ma insieme, anche se siamo poche, anche se camminiamo da sole, possiamo rendere il mondo un po’ più gentile.

16 pensieri su “Noi, gentili perenni e presi a badilate

  1. Anche io non riesco a non essere gentile, anche con chi mi ricambia a badilate, come dici tu.
    Però ho sempre visto il mio modo di essere come una forza, non come una debolezza.
    E’ un po’ come il perdono, che alla fine è la vendetta migliore.

  2. “chi è gentile e disponibile prende più badilate degli altri”

    Ed infatti io ho smesso al 90% di esserlo.
    Stop.
    Passerò anche per antipatico, ma non mi faccio più fregare da (quasi) nessuno.

  3. Comprendo e condivido il tuo pensiero.. quello che mi sento di poter aggiungere per il solo confronto di idee è che quando mi capitano riflessioni simili giungo sempre a conclusione che cambiare il nostro essere, il nostro modo di vivere e di affrontare le cose si può fare ma alla fine ci farà solo più male… si nasce stronzi si resta stronzi, si nasce buoni si resta buoni… si possono forzare questi stati ma farlo porta sempre ad effetti estremamente negativi… perchè esistono queste categorie di persone?? perchè esiste l’equilibrio… senza gli estremi non ci può essere equlibrio, è la natura delle cose… per quanto riguarda l’effetto sulla mente umana non so se hai mai letto qualcosa sulla teoria dei pendoli… qui è rappresentata in modo piuttosto semplice ma io la trovo perfettamente calzante con la realtà della società.. se ti va… https://www.ilsuperuovo.it/transurfing-comunita-pendoli/#:~:text=I%20pendoli,potere%20energetico%2C%20definiti%20pendoli%20elementari.&text=La%20vera%20teoria%20dei%20pendoli,’unisono%2C%20creando%20una%20sovrastruttura.

    • Penso anch’io che cambiare alla fine faccia più male che bene. Un equilibrio sì, credo esista, ma forse più come uno scambio tra buoni stronzi in cui si vince e si perde alternati… non ho ancora letto la teoria dei pendoli ma ora vado volentieri, grazie!

      • anch’io pensavo allo stesso equilibrio che hai descritto, poi i casi della vita che ho vissuto mi fanno pensare che in quel senso invece non ci sia equilibrio…. ma adoro quando qualcuno mi induce a pensare di sbagliare in questo senso 🙂 (sulla teoria dei pendoli ci sono diversi libri, in parte ne parla anche la profezia di celestino e tanti altri… io non so però mi ha sempre affascinato molto questo concetto applicato alla psiche umana e alla distribuzione dell’energia intesa in termini di esseri umani appunto)

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