L’amore ai tempi del Covid

In effetti, a noi single chi ci pensa? Tutti pensano solo alle coppiette lontane, alle relazioni interregionali che han tanto timore dei Dpcm. E invece dovrebbero solo ringraziare gli spioni che diffondono le bozze, e che puntualmente scatenano la transumanza dei fidanzati. Allerta chiusura delle regioni? Viaaaaa! La domenica sera tutti ammassati in stazione, con Trenitalia che viaggia con 874 minuti di ritardo, e Conte che avrà già fatto altre sette conferenze stampa in diretta su Facebook, ma mannaggia, in stazione non c’è nemmeno il WiFi. Va così. E al massimo rimangono tutti in sala d’attesa, col venditore di rose che sta facendo affari campando sui cuori infranti bloccati oltre confine.

E noi single? Mica ci andiamo, in stazione, da chi dovremmo anda’? Fidanzati non ce li abbiamo, far conoscenza non possiamo, inviti alle feste non ce ne sono. E poi con le mascherine siamo pure tutti più cessi. Come dovremmo trovarlo, l’amore? Con l’app immuni? Che la sola notifica che mi può mandare è dell’inizio della mia quarantena perché ho beccato in giro un positivo? Magari potrei trovarlo pigiata sull’autobus? Che già prima schifavo tutti come se fossero bacilli a dimensione umana, figuriamoci adesso che vediamo il Covid anche nell’aria. Dovrei trovarlo al supermercato, dove le persone in preda all’isteria sono tornate a fare scorte di lievito? Ditemi. La fa facile Conte. Restiamo distanti oggi per riabbracciarci domani. Eh, ma se non c’ho il fidanzato oggi, chi m’abbraccio domani? La colonna di marmo?

Ma poi ve lo immaginate l’amore ai tempi del Covid? La fase di corteggiamento, i complimenti di lui, i sorrisi di lei… “Sai che hai proprio una bella mascherina“, “Tu non lo puoi vedere, ma sotto questa mascherina ti sto sorridendo… mm…”. Erotismo puro. Poi arriva la fatidica questione: il tampone. Sì perchè mica si può stringere la mano al primo che capita. No, si deve prima aver fatto il tampone. “Ciao, piacere, sono Mar…”, “Chissenefrega del nome, dimmi del Covid! Sei positivo asintomatico per caso?”. E il primo appuntamento passa così, in fila dodici ore alla Ausl per sottoporsi al test. Secondo appuntamento, si può abbattere la distanza dei due metri e azzardarsi a prendere un caffè al bar. Ma non dopo le 18. Ci si toglie la mascherina, ci si guarda in faccia, si spera di non avere brufoli o barbe incolte, ci si conosce. E poi “Ehi… La vuoi un po’ di Amuchina? È solo per te”. Commozione. L’apoteosi del romanticismo. Ormai, sapete, non si regalano più i fiori. No, si regalano flaconi di Amuchina. Senza neanche aspettare i momenti importanti, gli anniversari, i compleanni… Al massimo, per quelli, si può osare con la confezione da un litro.

Va bene, so che ora i romantici insorgeranno, mi diranno che non è vero, che l’amore c’è ancora. Certo che c’è. E ci sono anche le occasioni per incontrarlo. In fila, per esempio. In fondo si fa la fila per ogni cosa. La fila per il pane, la fila alle casse del supermercato, la fila in farmacia, la fila alle Poste… Ah, no, quella si faceva anche prima. Oppure nei reparti che vendono mascherine. Un buco nero in cui la gente di perde in cerca della mascherina perfetta, perchè quelle chirurgiche rovinano gli outfit se il colore non s’abbina, quindi c’è quella nera funerea, quella fiorata, quella con le pailettes, quella fluorescente, quella militare, una per ogni occasione. Un po’ tipo “Dimmi che mascherina indossi e ti dirò chi sei”. Ma non divaghiamo. Stavamo dicendo che l’amore esiste ancora. Certo che esiste, solo che è diventato privato. Da quando è illegale copulare per strada sembra che tutto il mondo sia tornato single. Niente più coppie di adolescenti al primo bacio, niente futuri sposi innamorati, niente cinquantenni con le ragazzine. Anzi, la metà della gente se ne va in giro da sola, zigzaga in mezzo alla folla per mantenere il metro di distanza, e si guarda intorno sospettosa in cerca di eventuali untori. Più che un mondo d’amore pare una caccia alle streghe.

Ma avete ragione, non dobbiamo perdere le speranze. Perchè dietro quelle mascherine batte sempre un cuore. E pensate a quanti argomenti di conversazione possono nascere, “Tu fai smartworking? Preferisci Teams o Zoom? Come le fai le videochiamate? Cosa ne pensi della Dad?”. Da qui si possono prendere due direzioni: la politica o la virologia. Ci sarà chi terrà un comizio sulla leggenda del Comitato Tecnico-scientifico, e chi esporrà una tesi di medicina sulla carica virale del Covid. Salvo concludere che “È colpa dei cinesi”, e se non vi sarete ancora presi a sberle, beh, allora sarete fatti per stare insieme. Da cosa si può dedurre? Dal fatto che di questi tempi si odiano tutti. Tizio dice A, l’altro urla B, allora interviene C con un martello, ma D è medico e li manda a fanculo, intanto nessuno ha visto E girare senza mascherina, ma poi arriva G che lo insegue e con lui anche A, B, C e D. Un casino. Per lo meno durante il lockdown si usavano i droni. Comunque succede che chi riesce a intrattenere una conversazione civile col prossimo, alla fine se ne innamora. Un po’ a esclusione, ecco.

In ogni caso la verità è che a noi single non ci pensa nessuno. Ci chiudono i locali la sera, così non possiamo uscire. Ci tolgono i cinema, i teatri, i concerti, per non farci incontrare gente coi nostri stessi interessi. Ci privano delle palestre, così prendiamo pure qualche chilo. Via le piscine, così nessuno ci vede in costume. Niente lezioni in classe, niente lavoro in ufficio, così possiamo parlare amabilmente coi nostri gatti. E come dicono i negazionisti-complottisti-antiBillGates-nomask-e-novax: questa é una dittatura! Sì, la dittatura dei felicemente fidanzati.

25 pensieri su “L’amore ai tempi del Covid

  1. mi piace la tua sottile ironia che spara a zero sul bersaglio covid senza pensarci su.
    Condivido le tue perplessità ma al contempo ti dico che dobbiamo superare questo periodo nero dei contagi…dato che sono napoletano, uso un’espressione del grande Eduardo De Filippo :
    “adda passà ‘a nuttata!”….
    un caro saluto

  2. Vuoi sapere la verità? Questo post è bellissimo e geniale… Hai ragione su tutto! Quanti bei o brutti sorrisi ci stiamo perdendo…. Grazie davvero. Mi hai fatto pensare e ridere e sorridere e pensare ancora.

  3. Vedo che Ale come me ha visto il genio in te, mia cara Penny. Ora al di là della sacrosanta verità che hai riportato, il modo di presentarla, come nel post di qualche giorno fà, rende più vivibile la condizione psichica. Credo 🤔. 😊

  4. Io ci penso, ci ho pensato anche durante la quarantena assoluta e devo dire che immagino non deve essere stato per nulla facile.
    Ho pensato anche alle coppie che non si sopportano e sono state costrette a una convivenza più intensa! A una mia amica è successo: finalmente decidono di chiarirsi di dirsi apertamente che non si sopportano più e… tutti chiusi in casa. Lei poverina non si era ancora trasferita e ha dovuto passare due mesi chiusa in casa con… vabbé!
    Quando dicono meglio soli che male accompagnati, hanno proprio ragione!
    Io però non parlo… io sono fortunata e non aggiungo altro!
    Comunque, tutto questo per dire che io ci penso, non conto nulla, ma ci penso!
    Complimenti per l’articolo, davvero bello, riflessivo e con quel velo di simpatia che non guasta mai ^_^ un abbraccio ❤

  5. In effetti è vero, dura la vita di chi vive solo, o di chi non ha un legame stabile.
    Anche perché “verrebbero” (uso il condizionale) a mancare le occasioni di incontro.
    Pensa anche solo ad un bacio: rischio il Covid con questo lui/lei che conosco da poco, oppure mantengo le distanze?

    • La stessa domanda che ci siamo poste io e una mia amica, compagne di single-tudine 😅 a parte gli scherzi non è un problema da poco, e statistici ne hanno già cominciato a snocciolare i primi dati

  6. Vedo che tra single facciamo tutti le stesse riflessioni! ahahah siamo soli ma molto ironici! Probabilmente se mai questa cosa finirà creeranno degli incontri appositi – stile alcolisti anonimi- in cui proveranno riabilitarci al rapporto umano! “Ciao sono Jessica e non parlo con sconosciuti dal lontano 2020, anno della pandemia. Ero single quando è iniziata e beh, nulla è stato più come prima… “

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